Cosa ha detto il leader dei metalmeccanici della Cisl nella prima giornata del congresso della Fim

Riavvicinare i giovani spaventati dal futuro al sindacato, nel momento forse più difficile per il lavoro italiano. Ma anche rimarcare il solco tra i lavoratori e certe idee grilline e fare della Cisl un sindacato trasparente e senza ombre. Non manca la carne al fuoco per  Marco Bentivogli, leader della Fim Cisl, la federazione dei metalmeccanici impegnata in questi giorni nel suo 19esimo congresso, a Roma, presso l’Auditorium Parco della musica. La disoccupazione è ancora alta e sul fronte industriale ci sono almeno due dossier bollenti: l’Ilva, dove dopo l’aggiudicazione ad Arcelor Mittal-Margegaglia tira aria di esuberi, e Alitalia, dove la ristrutturazione è dietro l’angolo, chiunque sia il futuro proprietario.

BASTA CON LA PAURA

La tre giorni romana dei metalmeccanici iscritti alla Cisl (qui il programma) è partita da un punto fermo: la necessità di non avere più paura del futuro, ma anche del presente. Lavorativamente parlando, s’intende. “Questo non può essere ricordato come il tempo della paura, ma come il tempo delle opportunità. Purché ci sia una rigenerazione di questo Paese”, ha esordito Bentivogli davanti agli 800 delegati riuniti nella Sala Sinopoli. “Questo vuole fare la Fim, rigenerare il Paese attraverso una nuova economia in grado di rimettere al centro la persona, i giovani, i ragazzi che ci guardano con scetticismo”, ha proseguito il leader della Fim Cisl. Che ha insistito su un punto: la trasparenza.

LA CISL? UNA CASA DI VETRO

Dal palco del congresso che sabato mattina lo confermerà per il terzo mandato alla guida delle tute blu del sindacato, Bentivogli ha voluto raccogliere e rafforzare la linea di rinnovamento e trasparenza a oltranza indicata dal leader Cisl, Anna Maria Furlan. “Fare della Cisl una casa di vetro significa trasparenza e virtuosità nell’utilizzo delle risorse, coerenza rispetto agli obiettivi sindacali, valorizzazione della partecipazione democratica alla vita della nostra associazione, capacità di rinnovarsi”. Insomma, stipendi e bilanci on line, codice etico, obbligo di trasmissione dell’estratto contributivo, e vincoli di incompatibilità per reggenti e commissari: “Si deve rendere equo ed omogeneo l’apparato sanzionatorio; quando si dimostra la distrazione di risorse, ai responsabili bisogna chiedere la restituzione di quanto sottratto, oltre alla rimozione dagli incarichi”.

EVVIVA LA GLOBALIZZAZIONE

Altro capitolo, la globalizzazione. Che non è il diavolo in persona, ma una grande opportunità. “La globalizzazione”, ha chiarito Bentivogli, “ha liberato 2 miliardi di persone dalla povertà. Lamentarsene è come arrabbiarsi quando piove, non serve”. Il problema secondo il leader Fim è che “quando non si sa a chi dare la colpa, allora lo si da alla globalizzazione. Ma io voglio dire una cosa: tecnologia e globalizzazione hanno fatto meglio al lavoro di tanti soldi pubblici spesi male”.

MEGLIO DETASSARE IL LAVORO CHE TASSARE I ROBOT

E che dire dell’Industria 4.0? A qualche lavoratore potrà far paura, vista l’avanzata dei robot nelle catene di montaggio. Ma non alla Fim Cisl. Anzi, ben venga. “Industry 4.0 può diventare una vera occasione di rilancio della nostra industria, ma perché questo avvenga davvero, fino in fondo, non sono sufficienti interventi spot, ma serve un vero e proprio ecosistema 4.0 , in cui tutte le parti agiscano con responsabilità ed integrazione”, ha arringato Bentivogli. “L’innovazione tecnologica creerà nuovi posti di lavoro. Non c’è bisogno di tassare i robot, sennò dovremmo tassare i bancomat. Detassiamo il lavoro invece di tassare l’innovazione”.

ATTACCO AI GRILLINI

Una buona parte dell’intervento di Bentivogli è stato dedicato al Movimento Cinque Stelle, non privo di colpe e contraddizioni agli occhi dei metalmeccanici. Pensare che poco prima di Bentivogli era salita sul palco il sindaco di Roma Virginia Raggi, per un saluto istituzionale. Bentivogli ha attaccato la pancia del Movimento, aggredendo due dei totem grillini. “Democrazia diretta e reddito di cittadinanza sono i due pilastri dell’illusione populista, perché entrambi sono uniti dalla retorica declinista della fine del lavoro”. Il leader della Fim ne ha avuto anche per quell’ecosistema naturale che ha favorito l’affermazione del M5S: “La saldatura delle comunità del rancore con quelle degli operosi è avvenuta quando una parte di politica e sindacato hanno smesso di occuparsi dei nodi cruciali della vita delle persone, del lavoro in particolare, nascondendosi dietro a totem, ideologie o bandierine inutili”.

GRILLO E L’ILVA

Un’altra bordata al Cinque Stelle era stata rifilata in mattinata dallo stesso Bentivogli, sulla questione Ilva. A Grillo i metalmeccanici non hanno perdonato certe affermazioni superficiali di Grillo, sulla provenienza delle infrastrutture dell’Ilva. “Il lavoro e la siderurgia sono questioni serie per entrare in modo incompetente nel battutificio della campagna elettorale. In un momento così delicato per la sorte del 14200 lavoratori dell’Ilva e altrettanti dellíindotto, non tolleriamo battute e diffusioni di bufale elettoralistiche. Se Beppe Grillo, di origine genovese, non sa che gli altiforni di Taranto non provengono da Genova dimostra tutta la sua incompetenza in materia”.

LO SCONTRO CON LA CGIL

Un’ultima zampata la Fim Cisl l’ha rifilata alla Cgil, sul terreno dei voucher. “Immaginare di sostituirli con contratti di lavoro subordinato, come sostiene la Cgil, che in questi giorni parla di ‘attacco alla democrazia’ di fronte alla proposta di introdurre un nuovo strumento per il lavoro occasionale, è come immaginare di fermare l’acqua con le mani”.

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