La Tunisia e la Libia devono dichiarare una loro area Sar, un’area cioè dove è loro la competenza per la ricerca e il soccorso e in Libia va istituito un centro marittimo di coordinamento e salvataggio, in pratica una sala operativa della Guardia costiera. Inoltre, dovrà essere varato un codice di condotta per le Ong. Sono solo alcune delle decisioni prese dalla Commissione Ue nel pomeriggio del 4 luglio, decisioni che saranno al centro del vertice di Tallinn del 6 e 7 luglio.

Il piano a sostegno dell’Italia prevede compiti per la Commissione, le agenzie Ue, gli Stati e l’Italia. In particolare, l’esecutivo si impegna fra l’altro ad aumentare le capacità delle autorità libiche attraverso un progetto da 46 milioni preparato con l’Italia; sostenere un centro marittimo di coordinamento e salvataggio in Libia; aumentare i fondi per la gestione dell’emergenza con 35 milioni immediati all’Italia; assicurare la piena mobilitazione delle agenzie europee dell’asilo (Easo) e delle frontiere (Frontex); lanciare un nuovo programma di reinsediamento dai campi profughi nei Paesi di transito; lavorare con la Libia nei Paesi del Sahel per un miglior controllo delle frontiere meridionali della Libia; aumentare gli accordi per i rimpatri nei Paesi di origine; mobilitare ulteriori 200 milioni per il fondo per l’Africa, garantendo un finanziamento analogo per il 2018 e oltre da parte del bilancio Ue e degli Stati.

Tutti gli Stati membri sono chiamati ad assumere diversi oneri. Dovranno contribuire più sostanzialmente al fondo fiduciario Ue-Africa per completare i 2,6 miliardi dal bilancio Ue, in linea con l’impegno preso alla Valletta nel novembre 2015; accelerare la redistribuzione dall’Italia con una risposta più rapida alle richieste italiane; affiancare l’Ue negli accordi con Tunisia, Egitto e Algeria; accelerare la discussione sulla riforma del sistema di Dublino sul diritto di asilo; mobilitarsi assieme a Frontex per sostenere i rimpatri dall’Italia.

L’Italia dal canto suo dovrà preparare un codice di condotta per le navi Ong nel Mediterraneo; rispettare i propri impegni sulla redistribuzione, in particolare registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando le procedure e rendendo possibile la redistribuzione dei minori non accompagnati; attuare rapidamente la legge Minniti creando ulteriori hotspot per la registrazione e migliorando le capacità di detenzione; aumentare i rimpatri.

Le decisioni sono state presentate alla stampa da Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione: “Conosco bene le proposte e le richieste dell’Italia – ha detto – tutti devono fare la loro parte in Europa”, ha detto. “Non c’è una bacchetta magica” ma la Commissione è determinata ad “aumentare gli sforzi” per assicurare che il piano di azione porti a una riduzione della “pressione sull’Italia”. L’esecutivo comunitario è pronto a “trovare i fondi” necessari all’Italia. Inoltre, il piano di azione prevede aiuti per l’Africa per affrontare le cause all’origine dell’immigrazione e risorse per la Guardia costiera libica. “I risultati arriveranno anche nella rotta del Mediterraneo centrale”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione. Timmermans ha reso omaggio al governo italiano per quanto fatto negli ultimi mesi per affrontare in modo strutturale il flusso dei migranti e in particolare, ha aggiunto, “ho piena fiducia nei piani del ministro Minniti perché lui ha ben capito come trovare soluzioni strutturali a questo problema”.

Sulla carta sono decisioni che, se applicate, porterebbero a una svolta. Dal punto di vista italiano, oltre a tutto ciò che si fa quotidianamente, la creazione di altri hotspot e l’aumento dei rimpatri appaiono le questioni più urgenti.

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