Novantuno persone in più ovvero un aumento dell’organico del 25%. Alla Consip – la società del Tesoro fino a qualche giorno fa guidata dall’ad, Luigi Marroni – il 2016 verrà ricordato come l’anno delle assunzioni, quello in cui si è arrivati a 439 dipendenti grazie a “un’ingente attività di selezione e assunzione di personale” come si legge nel bilancio – relativo all’esercizio dello scorso anno – della società che ha il compito di razionalizzare la spesa pubblica (opera elogiata giorni fa sia dal ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, che dal commissario alla spending review, l’economista renziano Yoram Gutgeld)

I NEOASSUNTI

Età media 35 anni e laureate nel 95% dei casi, le risorse assunte sono state destinate ad attività di sourcing (31), al programma di razionalizzazione degli acquisti (30), alla direzione legale e societario (16), alla direzione progetti PA (8) e alle aree di staff (6). Nel 2016 il turnover è stato pari all’1,03%, a fronte dell’1,45 del 2015, con 4 dimissioni. Dunque, al 31 dicembre 2016 risultano in servizio alla Consip 436 persone a tempo indeterminato (di cui 5 in aspettativa) e 3 a tempo determinato; età media 42,6 anni. Alta la percentuale di laureati, 86,3%, per un totale di 379 lavoratori. “Considerato l’elevato numero di personale assunto in corso d’anno – si rileva nel bilancio 2016 – è stato organizzato un percorso di inserimento dedicato a tutti i neoassunti, “volto ad agevolare la conoscenza dell’azienda e presentare l’organizzazione delle Direzioni e le loro mission e responsabilità”.

LE ATTIVITA’ DI FORMAZIONE

Consip fa poi il punto sulle attività di formazione del suo personale, 2,1 giorni medi a persona, in aumento rispetto agli 1,9 giorni del 2015; oltre il 55% delle risorse hanno partecipato ad almeno un evento formativo. Senza dimenticare “la formazione obbligatoria relativa alle tematiche di anticorruzione e trasparenza (ex legge n.190/12) e modello organizzativo ex D.lgs. 231/01, che nel 2016 è stata erogata a tutta la popolazione in forza ad inizio anno”. Infine, nel paragrafo riservato alle risorse umane, alcune righe dedicate “agli interventi formativi di carattere individuale” per “completare e integrare competenze tecniche e specialistiche di singoli dipendenti”.

I NUMERI DI BILANCIO

In un Paese con un alto tasso di disoccupazione – che racimola spesso nuovi record a livello giovanile – l’opera meritoria della Consip si sposa con numeri di bilancio positivi. L’esercizio 2016 si è chiuso con un utile netto complessivo di oltre 789 mila euro, in crescita rispetto ai 461 mila del 2015, che è stato destinato “ai diversi capitoli di entrata del bilancio dello Stato”. Da notare che nel 2014 l’utile era stato di oltre 729 mila euro. Al 31 dicembre dello scorso anno il valore della produzione si attesta a circa 50,2 milioni di euro, +15% rispetto al 2015, cui si contrappone una crescita dei costi della produzione, pari a circa 48,5 milioni di euro, +13% a livello tendenziale. Segno più dunque anche per il margine operativo lordo che arriva a quota 1,6 milioni di euro a fronte degli 0,7 milioni del 2015. Passano da 40,1 a 48,3 miliardi di euro (+20%) la spesa presidiata (ovvero il valore della spesa annua della PA per le merceologie per cui è attivo almeno un contratto di acquisto) e da 7,3 a 8,1 miliardi di euro (+11%) l’intermediato (ovvero il valore annuo delle forniture erogate alle amministrazioni su contratti attivi di Consip). Ancora in crescita, ma a livelli più bassi, il risparmio che sale a 3,5 miliardi da 3,3 miliardi (+6%), cifra cui vanno aggiunti altri 3 miliardi di voci di risparmio indiretto legate all’utilizzo degli strumenti della società. Quest’ultimo dato è una stima tratta da un’analisi specifica del Politecnico di Milano. Nel 2014 il risparmio era stato di 3,1 miliardi.

LE DOMANDE DEL TG DE LA 7

Chissà, visto il boom delle assunzioni, se i nuovi vertici della Consip dopo il siluramento di Marroni chiariranno ragioni e obiettivi dell’incremento rilevante, si è chiesta ieri sera Alessandra Sardoni del tg La 7 diretto da Enrico Mentana, invitando il nuovo cda nominato dal Tesoro in cui siede tra l’altro il presidente Raffaele Ferrara e il portavoce di Padoan, Roberto Basso, a esprimersi sull’aumento rilevante del personale Consip in epoca Marroni.

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