L'ipotesi avanzata dall'ex viceprocuratore generale della Corte dei Conti, Salvatore Sfrecola

La presunta violazione del Trattato di Dublino da parte dell’Italia recentemente denunciata da Emma Bonino potrebbe finire all’attenzione della Corte dei Conti. O, almeno, esisterebbero i margini giuridici perché decida di occuparsene e di aprire un’istruttoria per verificare l’eventualità di un danno erariale. Ne è convinto l’ex magistrato contabile Salvatore Sfrecola, oggi avvocato e presidente dell’associazione italiana giuristi d’amministrazione, che nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di viceprocuratore generale della Corte dei Conti e di presidente della sezione giurisdizionale del Piemonte e della sezione di controllo dell’Umbria.

L’IPOTESI DI SFRECOLA

In una conversazione con Formiche.net, Sfrecola ipotizza che qualcuno possa essere chiamato a rispondere delle politiche in materia di immigrazione messe in campo dal nostro Paese nel triennio 2014-2016. Il tutto, ovviamente, se sarà confermato quanto affermato la scorsa settimana da Bonino. “Ma nessuno l’ha smentita e, certo, non si può dire che l’ex ministro degli Esteri non conosca bene l’argomento“, ha commentato immediatamente Sfrecola.

LA DENUNCIA DI BONINO

Con un’esternazione foriera di roventi polemiche politiche, lo scorso 3 luglio Bonino – nel corso dell’assemblea generale di Confartigianato Brescia – aveva denunciato senza mezzi termini il mancato rispetto della Convenzione di Dublino, la quale stabilisce che i cittadini extracomunitari in fuga dai Paesi di origine possano fare richiesta di asilo solo nel primo Stato membro dell’Unione europea in cui arrivano. “Nel 2014-2016 abbiamo chiesto che il coordinamento fosse a Roma, alla Guardia Costiera, e che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia. L’accordo l’abbiamo fatto noi, violando peraltro Dublino“, ha dichiarato la leader radicale. Che, successivamente – intervistata da Radio Radicale -, ha ribadito e spiegato più nel dettaglio cos’è accaduto in quei lunghi mesi: “I piani operativi che riguardano sia Triton che l’operazione Sophia prevedono esattamente che il coordinamento di tutti gli sbarchi è deciso dal centro di Roma e devono sbarcare in Italia. Questo non è un segreto di stato, è esattamente quello che è successo“.

IL FONDAMENTO GIURIDICO

Un’affermazione circostanziata che adesso – stando alla versione di Sfrecola, che della questione ha anche scritto sul quotidiano La Verità fondato e diretto da Maurizio Belpietro – potrebbe finire all’attenzione della Corte dei Conti. Ma quale sarebbe il fondamento giuridico di questo eventuale intervento della magistratura contabile? “Regola fondamentale del bilancio dello Stato è che si possano spendere le risorse solo quando ciò sia espressamente previsto da un’apposita legge“, ha spiegato Sfrecola. Che poi ha aggiunto: “Non basta l’iscrizione in bilancio di una somma per poterla spendere. Bisogna che ci sia una norma che consenta la spesa, indipendentemente dalla sua natura“. Una previsione che, ad avviso del magistrato contabile, dovrebbe valere anche per la Convenzione di Dublino: “Visto che quel Trattato è norma sostanziale per il nostro ordinamento, è necessario che rispetti le stesse regole applicate generalmente“. Quindi “sarebbe stata necessaria una legge che consentisse al governo di agire senza rispettare Dublino e la regola del paese di prima accoglienza“.

L’ESITO POSSIBILE

Da qui all’apertura di un fascicolo il passo sarebbe brevissimo secondo Sfrecola: “Sulla base di questo ragionamento mi pare chiaro che l’Italia abbia sostenuto delle spese non consentite. Un costo non previsto e non giustificato: l’ipotesi che costituisca danno erariale ci sta tutta“. Ma a chi eventualmente dovrebbe essere contestata? “Di sicuro non ai funzionari, ai comandanti o ai prefetti che avranno agito sulla base di un ordine operativo. La responsabilità è della politica: del governo e dei suo ministri“. Ciò detto, ovviamente non è affatto scontato che a questo punto si vada verso questo scenario, considerata anche la delicatezza internazionale e la complessità della materia: “Certamente ma a mio avviso il procuratore del Lazio – competente per questo tipo di casi – dovrebbe aprire un istruttoria. So che qualche partito politico potrebbe fare un ricorso in tal senso, forse anche la Lega“.

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