Tutti i dettagli del Libro Bianco 2.0 per la cyber security dell’Italia

Tutti i dettagli del Libro Bianco 2.0 per la cyber security dell’Italia

Una serie di progetti per contribuire a mettere in cyber sicurezza il Paese, 22 per la precisione, destinati a decisori politici e settore industriale. È questo il cuore del ‘Libro Bianco 2.0’, alla redazione del quale stanno lavorando oltre quaranta università e i maggiori centri di ricerca del Paese guidati dal Laboratorio nazionale di cyber security del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (Cini). “Attraverso questo documento – spiega a Cyber Affairs il professor Roberto Baldoni (in foto), direttore del Laboratorio nazionale e a capo del Centro di Ricerca di Cyber Intelligence and Information Security dell’Università La Sapienza di Roma – vogliamo offrire come comunità scientifica un contributo di idee e progetti concreti a chi poi dovrà occuparsi della sicurezza cibernetica dell’Italia dal pubblico al privato fino ai singoli cittadini”.

Nel Libro Bianco 2.0 si toccano argomenti chiave per il futuro economico del Paese: dalla protezione della filiera produttiva, alla protezione della internet nazionale, fino a sistemi di rilevamento delle fake news, cruciali per evitare ingerenze esterne nella vita democratica della Penisola. Proprio ieri si è tenuta nella Capitale una nuova riunione dell’ampio gruppo di lavoro che sta seguendo la redazione e lo sviluppo del report.

“Lo strumento”, prosegue Baldoni, “identifica per ogni progetto obiettivi precisi e ricadute sugli assi portanti della trasformazione digitale del Paese oltre al al contributo che i vari attori pubblico, privato e ricerca dovrebbero dare. Il documento è rivolto ovviamente a tutta la Pubblica Amministrazione, ma anche ai privati, perché lancino iniziative di investimento in queste direzioni. Inoltre è prevista una parte dedicata a come la sicurezza informatica possa impattare sulla trasformazione digitale del Paese e quindi sulla sua competitività economica futura”.

Il report sarà lanciato probabilmente tra novembre e dicembre prossimi e si legherà, a livello di proposta e dibattito, ad un’altra iniziativa del Laboratorio nazionale di cyber security del Cini. “Dal 6 al 9 febbraio 2018”, annuncia Baldoni, “si terrà a Milano la seconda edizione di ItaSec, la conferenza nazionale sulla sicurezza cibernetica che riunisce il mondo dell’università e della ricerca e lo mette a confronto con decisori politici e capi d’azienda di primo piano. In quell’occasione il documento che stiamo elaborando sarà una sorta di ‘wishlist’ (lista dei desideri, ndr) che consegneremo a chi vorrà impegnarsi per incrementare la cyber security della nazione”.

ultima modifica: 2017-07-29T08:04:28+00:00 da Michele Pierri

 

 

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