Migrazione. Guerra. Miseria. Fuga. E soprattutto diritto fondamentale alla Libertà. Sono queste le tematiche che permeano la mostra collettiva “Freedom Manifesto. Humanity on the move/Umanità in movimento” inaugurata il 28 settembre presso il Museo Centrale Montemartini di Roma.

Gli autori, interrogati da Fulvio Caldarelli, Armando Milani e Maurizio Rossi – i curatori della mostra – hanno risposto all’appello con riflessioni in formato poster, scelto come strumento per la capacità intrinseca di attrarre e, di conseguenza, risvegliare le coscienze e sollecitare nuove percezioni sul fenomeno dell’emigrazione. Il manifesto, infatti, appare oggi come non mai la forma di comunicazione più adatta per “rapire” i nostri occhi sempre distratti e portarli a soffermarsi su una tematica così delicata.

A impreziosire il mini-catalogo della mostra, pubblicato nel classico formato dei manifesti per affissione (70 x 100 cm), il contributo del sociologo Alberto Abruzzese. “Il manifesto storico, con tutte le sue appendici tardo-moderne e post-moderne – scrive il Abruzzese – è stato lo strumento di persuasione o dissuasione di soggetti sociali individuati nel loro ruolo politico e professionale. Ora dovrebbe aprirsi la fase di una comunicazione attenta alla vocazione delle persone, al senso rimosso della vita vissuta piuttosto che alla professione alla quale essa stessa ci costringe”.

Fra i maestri del graphic design presenti, Félix Beltrán, Ginette Caron, Milton Glaser, Alain Le Quernec, Italo Lupi, Astrid Stavro e Heinz Waibl.

La mostra, realizzata con il patrocinio di Rai, Agi (Alliance graphique internationale), Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva) e Comunità di Sant’Egidio e promossa da Roma Capitale e Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sarà aperta sino al 31 dicembre 2017.

Umanità in movimento
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