Chi c'era e che cosa si è detto alla convention di Campo Progressista

Un’edizione speciale del “Manifesto” accoglie i partecipanti alla convention di Campo Progressista, l’appuntamento politico che avrebbe dovuto fare chiarezza sulla presenza della sinistra rappresentata da Giuliano Pisapia e Laura Boldrini al fianco del PD nella prossima tornata elettorale.

Presenti all’Auditorium Antonianum gli attori interessati alla possibile nascita di un nuovo soggetto politico che va dai Radicali di Emma Bonino e Riccardo Magi, al Centro Democratico di Bruno Tabacci, passando per MDP di Roberto Speranza e Francesco Ferrara, Sel con Marco Furfaro e i Verdi di Angelo Bonelli. Sul palco c’è stato spazio per gli “ambasciatori” del PD Cesare Damiano e Gianni Cuperlo, per i sindaci di Cagliari, Lecce e Udine e per esponenti dell’associazionismo come la Presidente di Legambiente Rossella Muroni e Rosalba Teodosio delle Officine delle Idee. In prima fila, accanto al padrone di casa Giuliano Pisapia, un silenzioso Gad Lerner ha assistito a tutta la kermesse senza intervenire in prima persona.

(BOLDRINI ARA IL CAMPO DI PISAPIA. LE FOTO DELLA CONVENTION ROMANA)

In realtà le quasi 5 ore di interventi non hanno sciolto il principale nodo politico che riguardava la possibilità di guardare al PD come un possibile alleato. La palla finisce ora nel campo del Partito Democratico che oggi terrà la sua direzione nel corso della quale, oltre a parlare di vitalizi e banche, dovrà accogliere l’invito di Dario Franceschini a discutere di coalizioni.

ALLEANZA CON IL PD? TUTTO RIMANDATO

“Occorre tradurre l’utopia in progetto. Non mi domando se è facile o difficile ma se è necessario o no”. È con una citazione del sociologo Danilo Dolci che Giuliano Pisapia inizia il suo intervento. L’utopia è l’unità della sinistra che vuole farsi alleata del PD renziano. “La strada da percorre” – dice Pisapia dal palco – “è quella che abbiamo iniziato a percorrere insieme quest’estate al Teatro Brancaccio. Dobbiamo lavorare insieme per creare un centro sinistra che sia radicalmente alternativo. Per riuscire a dare voce a chi non ha voce e casa a chi non ha casa. Non dobbiamo ripeter un’altra Sicilia”. Le parole di Pisapia sono chiare e puntano ad un’apertura di credito nei confronti del PD, posizione ben accolta dal pubblico in sala dal quale non si leva neanche un mugugno quando viene evocato l’alleato moderato. “Noi non siamo per una deriva testimoniale” – conclude l’ex sindaco di Milano – “Ma, come ritroviamo nel Vangelo secondo Matteo, occorre estirpare la zizzania e ricordarci che la sfida è contro il centro destra e i nuovi populismi”. Gli esponenti del PD presenti in sala accolgono con favore l’apertura di Pisapia. “Ho molto apprezzato l’appello all’unità e lo sosterrò domani pomeriggio all’interno della direzione del mio partito” – dice Gianni Cuperlo, leader di Sinistra Dem nel corso del suo intervento – “Lo ripeterò al segretario del Pd, ma è una responsabilità di tutti puntare all’unità”. Gli fa eco poco dopo Cesare Damiano: “Il PD da solo non ce la fa. Dobbiamo unirci anche perché in questi anni la lotta di classe c’è stata ed è stata vinta dai miliardari. Dobbiamo essere un argine agli estremismi liberalisti”. La leadership del Campo Progressista, però, ha natura bicefala. Se da un lato Pisapia tende la mano al Partito Democratico, pur riconoscendone i limiti e gli errori come l’approvazione di una legge elettorale affatto gradita al leader della sinistra, dall’altro la Presidente della Camera Laura Boldrini, in veste politica, definisce “difficile” un’intesa con questo PD. “Noi dobbiamo dire “no” ad un’alleanza purché sia con il PD. Dobbiamo dire “no” ad un’alleanza contro, perché non porta da nessuna parte. Al momento io non vedo, purtroppo, i presupposti per un’alleanza con il centro sinistra”.

(BOLDRINI ARA IL CAMPO DI PISAPIA. LE FOTO DELLA CONVENTION ROMANA)

Questa biforcazione, quasi antitetica, concede al Campo Progressista la possibilità di aspettare la mossa che arriverà domani dal PD e valutare solo successivamente come collocarsi.

IL PROGRAMMA DEL CAMPO PROGRESSISTA

Ma qual è il programma della sinistra a guida Pisapia-Boldrini? Sono diversi i temi sui quali i due leader trovano un comune terreno d’intesa: dall’ambientalismo, all’abolizione del reato di clandestinità, alla lotta alle nuove forme di povertà e precarietà. “Ius soli e testamento biologico sono in cima alla nostra agenda delle priorità” – dice Pisapia – “La campagna ‘Ero Straniero’, promossa dai Radicali con la Caritas, sindacati e parte del mondo cattolico, ha dimostrato che si può proporre una legge d’iniziativa popolare su un argomento delicato anche in un momento in cui soffia il vento dei populismi”. Altri punti cruciali sono lo sviluppo sostenibile e la ripresa del dialogo con i corpi intermedi. Punti sui quali difficilmente si riuscirà a trovare un’intesa con Matteo Renzi, discepolo della disintermediazione. Ed è proprio un attacco al segretario del PD quello che fa Laura Boldrini quando parla di lavoro. “Con gli smart job non si va da nessuna parte” – dice la Presidente della Camera – “Hanno creato tanti piccoli lavoretti con i quali non si costruisce una famiglia. Non si accede a un mutuo. Non si possono fare programmi per il futuro. Noi dobbiamo ridare dignità al lavoro e negare che possa esistere la categoria dei working poor perché il lavoro deve affrancare dalla povertà”. Sulle politiche del lavoro Laura Boldrini trova un valido alleato in Roberto Speranza: “Io sottoscrivo quello che dice la Presidente della Camera. In questi anni abbiamo perso consensi perché siamo sembrati amici di chi ha vinto la sfida della globalizzazione e non dei perdenti”. Laura Boldrini articola il suo discorso progettuale in 6 punti: lavoro, sociale, femminismo, ambientalismo, solidarietà e europeismo. Sul banco degli imputati ci va il gender gap nel mondo del lavoro, l’assenza di una web tax per i colossi informatici, i tagli al welfare state e una troppo debole salvaguardia del territorio. La platea si accende quando Laura Boldrini chiede nuovo slancio la riforma della cittadinanza e rispetto per il lavoro delle ONG. “L’Italia deve dimostrarsi solidale con quei ragazzi che considerano l’Italia la propria Patria, dalla quale non stanno ricevendo abbastanza” – dice la terza carica dello Stato – “Lo Ius soli è un provvedimento che guarda al futuro ed è lì che dobbiamo andare”.

(BOLDRINI ARA IL CAMPO DI PISAPIA. LE FOTO DELLA CONVENTION ROMANA)

Condividi tramite