Informazioni trasparenti e regole chiare per una corretta tutela dei consumatori. Questi i punti-chiave venuti fuori durante il convegno “Liberalizzazione del mercato elettrico: sceglie il cliente o sceglie lo Stato?” organizzato da The Adam Smith Society e svoltosi giovedì 14 dicembre a Roma presso la sede dell’Associazione Civita in cui si è parlato della completa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, slittata, secondo quanto previsto dal Ddl Concorrenza, a luglio del 2019, quando terminerà il cosiddetto regime di maggior tutela (con tariffe regolate e stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas) e i consumatori dovranno scegliere il proprio fornitore.

Ma cosa succederà a chi non avrà scelto? Questa la domanda a cui il dibattito ha cercato di dare una risposta, mettendo politici, operatori, esperti ed economisti a confronto. Affrontato, durante il dibattito, anche la questione delle aste, abolite da un emendamento del Ddl concorrenza, talvolta riproposte come strumento di tutela del consumatore. “Da qualcuno le aste vengono proposte come meccanismo che risolve le criticità derivanti dalla fine del regime di maggior tutela”, ha detto l’economista Federico Boschi,  molto scettico, poiché “l’obiettivo non deve esser quello di far cambiare per forza il fornitore ma quello di mettere il cittadino nelle condizioni di scegliere, in modo facile, senza tranelli e senza rischi” . Tra i punti toccati durante il convegno, anche l’urgenza di istituire un Albo dei venditori. “Non è pensabile che oggi in Italia ce ne siano 560”, ha commentato il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. “La liberalizzazione deve avere come obiettivo quello di una sana e leale competizione a beneficio dei consumatori, famiglie e imprese. Abbiamo fatto tanto ma siamo sulla buona strada perché il tema energia viene affrontato in tutti i tavoli anche in ambito europeo. Per quanto riguarda la libertà di scegliere del cittadino, crediamo che non venga aiutato con un sistema che preveda le aste, per questo abbiamo votato contro”, ha aggiunto la senatrice Paola Pelino, vicepresidente della commissione Industria.

“Il processo di liberalizzazione è oggi ancora farraginoso in tutta Europa – ha concluso Tabarelli – e in Italia risulta ancora più complicata per il fatto che abbiamo insieme libero e tutelato. Dobbiamo quindi raggiungere l’efficienza e nello stesso tempo garantire il consumatore”.

“Un aspetto fondamentale riguarda l’informazione e la capacitazione del cliente e devono esserci regole chiare e stabili nel lungo periodo”, ha precisato Carlo Tamburi, direttore di Enel Italia, che ci ha tenuto a fare chiarezza anche sull’attuale situazione di mercato: “Enel in termini di volumi ha poco più del 30% della quota di mercato nazionale”. Dello stesso avviso, Gianluca Benamati, responsabile nazionale energia Pd e promotore dell’emendamento del Ddl concorrenza: “Abbiamo portato avanti un percorso lungo e faticoso, ora dobbiamo trovare i modi per fare crescere la consapevolezza”, ha detto. “Va messo a punto un meccanismo che faccia capire chiaramente che a luglio 2019 si deve fare una scelta;  chi è distratto o poco informato e una scelta non la fa non può diventare merce”.

Il tema che si pone, ha spiegato il Responsabile affari regolatori e mercato di A2a, Ester Benigni, è come poter conciliare l’ingresso consapevole nel mercato libero con meccanismi che assicurino concorrenza tra gli operatori e competitività. “Oggi i venditori sono moltissimi – ha commentato – e non è detto che la pluralità sia una cosa positiva perché abbiamo visto che molti di questi sono falliti lasciando diversi buchi nelle società di distribuzione. Noi abbiamo chiesto requisiti finanziari molto precisi, oggi l’accesso alle reti non è chiaro e ci sono richieste di soggetti anche inaffidabili”.

“La transizione va gestita pensando anche a eventuali offerte Placet (Prezzo libero a condizioni equiparate di tutela) con assegnazione automatica o ad altre ipotesi”, ha ricordato Clara Poletti, direttore della divisione energia autorità per il sistema elettrico e idrico.

“Questo è un momento importante per le istituzioni e per la politica – ha commentato Andrea Peruzy, presidente e ceo di Acquirente Unico – perché dovranno operare delle scelte”. “La liberalizzazione può portare a instaurare un vero rapporto collaborativo tra Stato e mercato ed è una sfida sia per la politica che per la regolazione, un’occasione per consentire un buon funzionamento del mercato. Dobbiamo quindi avere un profilo reale del consumatore per capire bene quali misure prendere per far sì che faccia scelte consapevoli e informate”.

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