In una conversazione con Formiche.net, il deputato azzurro Rocco Palese boccia il governo Gentiloni sulla legge di bilancio e sulle banche. Su Ilva e Tap accusa il presidente pugliese Emiliano mentre sulle proposte di Berlusconi assicura...

La legislatura è chiusa ed è tempo di tirare le prime somme. Anni buttati? Oppure no? Ma soprattutto, che cosa proporrà il centrodestra? Rocco Palese (nella foto) deputato salentino di Forza Italia, capofila azzurro in commissione Bilancio, ha le idee piuttosto chiare quando gli si chiede di fare un bilancio, lanciare qualche sasso nello stagno e dire la sua su Ilva e Tap.

Palese, che legislatura è stata?

Deludente, molto deludente. Non abbiamo raggiunto nessun obiettivo prefissato. Il debito è salito, la disoccupazione è sempre quella. Ma di cosa stiamo parlando?

Gentiloni ieri ha detto che la crescita c’è…

Sì, ma dimentichiamo che siamo il fanalino di coda dell’Europa. E abbiamo un sacco di problemi, che in questa legislatura qualcuno doveva risolvere… e invece niente.

Per esempio?

Penso al credito, allo smaltimento degli Npl (i cosiddetti debiti incagliati, non performing loans) presenti nelle banche. Perchè al di là della commissione banche, sul cui lavoro personalmente rimango esterrefatto, la politica non ha dato le risposte che servivano, di cui il Paese aveva bisogno. Guardi la manovra…

Cioè?

Nella legge di bilancio sarebbe stato sacrosanto prevedere delle misure sulla Vigilanza, Consob e Bankitalia. Un rafforzamento dei loro poteri, per colmare le lacune fin qui emerse. Mi sarei aspettato interventi in questo senso. Invece nulla di tutto questo.

Un giudizio complessivo sulla manovra?

Una bomba a orologeria. Tutta a debito, come si dice. E poi anche fantasiosa. Per esempio sono state stimate entrate per 5 miliardi dalla fatturazione elettronica tra privati. Ma io ritengo impossibile tutto questo.

Però hanno messo dentro la web tax…

Un gran bel pasticcio. Peggio dei quella uscita dal Senato (imposta al 6% sulle transazioni, poi ridotta al 3% alla Camera, ndr). E lo sa perchè? Perchè lascia esente l’e-commerce, ovvero Amazon, mentre colpisce tutte le altre transazioni. Non è una tassa sul web è una tassa sulle imprese italiane. Invece di colpire i colossi che non pagano le tasse hanno aggiunto una tassa alle aziende italiane. Incredibile…

Che cosa farebbe il centrodestra a Palazzo Chigi?

Due cose su tutte: potenziamento dei poteri della vigilanza sulle banche, dunque una maggiore tutela del risparmio. E poi istituire una task force al Tesoro, per vigilare su tutti gli strumenti del debito: emissioni obbligazionarie, derivati. D’altronde sono i soldi dei cittadini.

Andiamo a Sud, il 2018 potrebbe essere anche l’anno del rilancio dell’Ilva?

Un gran ben casino pure lì (oggi la Regione Puglia ha ritirato la richiesta di sospensiva al Tar, ndr). Penso che i cittadini di Taranto dovrebbero capire una cosa, che finora è poco chiara anche a me. Ovvero, se la produzione dell’Ilva ha una vera e seria incidenza sulla malattie. E poi diciamocelo, Emiliano non mi sembra in grado di gestire questo tipo di vicende nell’interesse nazionale. Io comunque ho una proposta in questo senso.

Prego…

Un pezzo dello Stato deve andare lì e verificare quanto detto sopra. Solo lo Stato, nessun altro ente. Penso a un distaccamento dell’Istituto superiore di Sanità che certifichi o meno la correlazione tra inquinamento e malattia.

Ci sarebbe anche il Tap…

Dico solo una cosa. Si possono avere tutte le ragioni del mondo ma se continuiamo così faremo scappare tutti.

Domanda da un milione di dollari, come farete trovare i soldi per il reddito di dignità lanciato da Berlusconi?

I soldi si trovano, senza colpo ferire. Primo, i beni confiscati alla mafia. Venderli o valorizzarli può fruttare fino a 30 miliardi di euro. Altra possibilità, una riforma tributaria, eliminando i contenziosi in corso. Azzerando le liti pendenti si possono ottenere fino a 60 miliardi: i cittadini che vogliono mettersi in regola lo fanno e lo Stato incassa. Le pare poco?

Allora le coperture ci sono…

Altrochè! Nessuno si scandalizzi della nostra proposta.

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