Cosa farà l’Italia dopo l’esplosione in Austria. La strategia di Calenda

Cosa farà l’Italia dopo l’esplosione in Austria. La strategia di Calenda

L’Italia sta per dichiarare lo stato di emergenza energetico. La notizia arriva dalla voce del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ospite alla presentazione del libro “Piccole per modo di dire”, (Fausto Lupetti Editore) scritto dal responsabile della comunicazione del Pd Matteo Richetti e dall’imprenditore del settore dell’alluminio Paolo Agnelli. “Oggi” – ha detto il ministro Calenda nel corso del suo intervento – “c’è stato un incidente in un punto di snodo del gas in Austria, per cui abbiamo un problema serio di forniture, in particolare sul tracciato austriaco che viene dalla Russia. Se avessimo il Tap, oggi non dovremmo dichiarare lo Stato di emergenza per questa mancanza di fornitura. Il Tap servirebbe proprio per diversificare queste forniture di gas. E invece il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (Pd) ha fatto un altro ricorso al Tar, perdendolo. L’Italia o inizia a dire le cose come stanno oppure altro che la ripresa. Su questi punti ho chiesto al Pd e a tutte le forze politiche di dire una parola chiara, altrimenti non c’è differenza tra noi e i populismi”. In questi giorni c’è stata una recrudescenza degli scontri tra manifestanti “No Tap” e forze dell’ordine. L’8 dicembre un gruppo di manifestanti ha provato a raggiungere la sede di Tap a Lecce. “Troppa democrazia ci sta mandando alla paralisi” – afferma il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli – “Quello che vediamo contro il Tap è un ambientalismo malsano che già in passato ha causato diverse chiusure aziendali”.

RICHETTI: “IL PD APPOGGIA PIENAMENTE L’OPERATO DI CALENDA SULL’ILVA”

La presentazione di “Piccole per modo di dire”, un “libro manifesto” sul futuro dei 4 milioni di piccole e medie imprese che danno lavoro a circa 16 milioni di persone, è stata l’occasione per fare il punto sulla politica industriale dispiegatasi nei quasi 3 anni di Governo Renzi e, in continuità, da quello a guida Paolo Gentiloni. “Il mondo delle imprese deve ringraziare l’operato del governo Renzi” – dice l’industriale Paolo Agnelli. “É il governo che ha fatto di più per le imprese: dall’abolizione dell’articolo18 al taglio dell’Irap”. Il ministro Calenda prende i complimenti anche da Richetti che gli riconosce di aver saputo costruire una nuova politica industriale per l’Italia. “Il ministro Calenda non cede mai alla demagogia, ha ripreso a lavorare per la politica industriale italiana e il Pd appoggia pienamente il suo operato a Taranto, con l’Ilva, sulla vicenda Vivendi e come in ogni alto campo di intervento. Occorre valorizzare il profilo delle personalità all’interno del nostro governo”

CALENDA: “IL PROBLEMA NON SONO LE FAKE NEWS”

“Noi abbiamo fatto svoltare il Paese grazie alle politiche di questi ultimi due governi, se questa non è la percezione all’interno dell’elettorato è perché ci sono le fake news finanziate da potentati economici e finanziari che sfidano lo Stato. Ecco questa cosa non è vera” – dice il ministro Calenda. “Certamente i due governi Renzi e Gentiloni sono stati i più vicini al mondo delle imprese e quelli a più alto tasso di riformismo degli ultimi 30 anni. Ma in tre anni nessun governo avrebbe mai potuto rigirare il Paese perché i problemi che si erano sedimentati nella crisi tra il 2007 e il 2014 erano troppo profondi. Non si sente una parola sui livelli di stipendio dei giovani che sono bassissimi in relazione alle loro competenze”.

Il timore del ministro è che una comunicazione troppo disinvolta faccia passare in secondo piano i risultati ottenuti dagli ultimi due governi guidati dal Pd. “Oggi la sfida non sono le fake news ma la fuga dalla realtà. Il populismo è oggi la fuga dalla realtà, da quello che si può fare, da quello che è giusto fare, da quello che si deve fare” – dice rivolto a Richetti. “Voi dovete starne alla larga, perché non sempre lo siete stati nel governo del Paese ma lo siamo stati ogni tanto nella comunicazione. Sarebbe un peccato gigantesco non raccogliere i frutti del lavoro svolto perché abbiamo sbagliato la linea di comunicazione. Secondo me se lo dite un po’ di più a Matteo (Renzi) fate un favore a lui e alla classe dirigente del Pd”.

“Non so se siano le fake news il problema ma so che purtroppo la razionalità non riesce a prevalere in questo Paese”, ha chiosato il presidente di Sorgenia Chicco Testa, presente all’iniziativa

 

ultima modifica: 2017-12-12T07:45:31+00:00 da Maria Scopece

 

 

 

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