I numeri del nuovo Global Fraud & Risk Report della società americana di corporate intelligence

L’Italia è sempre più nel mirino degli hacker. A dirlo sono i dati riportati nel nuovo Global Fraud & Risk Report 2017/2018 della società di corporate intelligence Kroll, secondo il quale il 92% degli intervistati nel nostro Paese ha dichiarato di aver subito un incidente informatico nei 12 mesi precedenti al periodo preso in esame. Si tratta, spiega lo studio, di un aumento sostanziale rispetto al 79% dello scorso anno e anche superiore alla media globale di quest’anno dell’86%.

LA RICERCA

La ricerca è stata commissionata da Kroll alla Forrester Consulting che per stilare il documento completo ha sentito tra giugno e agosto 2017 le opinioni di 540 senior manager in tutto il mondo.

IL PANORAMA ITALIANO

Per quanto riguarda l’Italia, il 49% degli intervistati ha evidenziato che gli incidenti informatici più frequenti sono stati gli attacchi phishing condotti attraverso l’invio di email fraudolente. Anche in questo caso si tratta di numeri altissimi, perché – sottolinea la ricerca – il problema è cresciuto di più del doppio rispetto allo scorso anno, quando era stato sollevato da ‘solo’ il 21% dei manager ascoltati. Inoltre, questa specifica minaccia si è palesata nella Penisola il 16% in più rispetto alla media globale.

GLI OBIETTIVI PRINCIPALI

Gli obiettivi degli attacchi sono stati principalmente i dati dei clienti di una compagnia (39%), seguiti da quelli della stessa azienda colpita e dei suoi dipendenti (36%).

IL FATTORE UMANO

In linea con lo scorso anno, dice ancora lo studio, i principali responsabili degli incidenti informatici verificatisi sono stati gli ex dipendenti. In questo caso i numeri italiani sono perfettamente in linea con la media globale (28%).

PERCEZIONE D’INSICUREZZA

Le cifre messe nero su bianco da Kroll trovano conferma, secondo la ricerca, in un aumento – forse motivato date le cifre – della percezione dell’insicurezza. Secondo il report, infatti, i dirigenti italiani hanno confessato di sentirsi particolarmente vulnerabili ai cyber incidenti rispetto agli intervistati in altre regioni. Temono soprattutto di essere colpiti: da un attacco di ransomware e da virus / worm (64% ciascuno) o da un’alterazione o una cancellazione di dati (entrambi 62%).

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