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Balletto Rai di Renzi e Calenda è ridicolo. Lo dice Maurizio Gasparri

Ignorare la proposta, perché tanto, rimarrà tale, evaporando a poco a poco. Nessun effetto bomba, neppure qualche scoppiettio, per Forza Italia la proposta di Matteo Renzi per abolire il canone Rai (qui un’analisi di Formiche.net) deve rimanere quello che è: una sparata elettorale. Ne è più che convinto Maurizio Gasparri (nella foto) che la Rai la conosce bene. Ex ministro delle comunicazioni nel governo Berlusconi II, oggi senatore azzurro e vicepresidente di Palazzo Madama.

Gasparri, che le pare della proposta di Renzi?

Una scemenza, bella e buona. In una parola, impraticabile.

Addirittura?

Scusi ma le pare normale togliere alla Rai un miliardo e mezzo di soldi pubblici e poi prenderli da un’altra parte? Già il meccanismo finanziario alla base della proposta parla da sè…

Insomma, per lei è una specie di burla elettorale…

Dico che quella sulla Rai è una proposta farsesca. Prima il Pd, guidato dallo stesso Renzi, inserisce in bolletta il canone obbligando tutti gli italiani a pagarlo. Poi finge di volerlo togliere, ma garantendo un cospicuo trasferimento di soldi dello Stato alla Rai. E di chi sarebbero questi soldi dello Stato se non sempre degli italiani? Siamo seri, andiamo…

Ma allora perché lanciare il sasso nello stagno?

Per i sacchetti di plastica, quella del canone è un’arma di distrazione di massa.

Prego?

Capiamo che Renzi sia in cerca di escamotage dopo la figuraccia sui sacchetti biodegradabili. Ma farlo su un tema sensibilissimo come il canone Rai con proposte truffa è ridicolo. Sul servizio pubblico ci sarebbe molto da dire. Ma non è con una finta abolizione pre-elettorale del canone che si risolvono i problemi.

Anche Calenda l’ha subito respinta al mittente…

Pensi un po’. Un leader che incensa un ministro, che lo dipinge come un grande e poi si becca la reprimenda dello stesso ministro…ridicolo!

Che ne sarà della proposta di Renzi?

Niente, cadrà nel nulla…

Secondo lei la Rai andrebbe privatizzata?

C’è la mia legge, quella del 2004 (legge Gasparri, ndr), che prevede appositamente la cessione di rami d’azienda, o la quotazione in Borsa di asset. Le norme ci sono, basta applicarle.

C’è una “questione Rai” oggi?

Il problema vero è cosa sia oggi servizio pubblico. Si rimetta mano alla Rai seriamente, attuando la lungimirante legge appena menzionata. Con una graduale privatizzazione, ma confermando un nucleo forte di servizio pubblico. Questo è il tema vero.

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