Con il Movimento 5 Stelle una nuova classe dirigente. Parla Emilio Carelli

Con il Movimento 5 Stelle una nuova classe dirigente. Parla Emilio Carelli
Le candidature presentate dal leader Di Maio sono la premessa per poter cambiare il Paese. Lo afferma Emilio Carelli, ex direttore di SkyTg24 e ora candidato del Movimento 5 Stelle

“Stamattina abbiamo avuto la conferma che nel Movimento sono entrate persone che portano esperienza, competenza ai massimi livelli del propio settore, delle vere e proprie eccellenze”. Emilio Carelli parla chiaro e diretto, con la presentazione delle liste che si è tenuta questa mattina a Roma al Tempio di Adriano Luigi Di Maio ha mostrato che i 5 stelle fanno sul serio e puntano a portare in Parlamento “la futura classe dirigente”. E sulle polemiche per gli esclusi dalle parlamentarie online chiosa: “Vivaddio ci sono stati degli esclusi”.

Ecco la conversazione di Formiche.net con Emilio Carelli, già direttore di SkyTg24 e ora candidato con il Movimento 5 Stelle per la circoscrizione Roma-Fiumicino.

Carelli, la squadra presentata oggi da Di Maio mostra un Movimento più strutturato rispetto al passato?

Stamattina abbiamo avuto la conferma che nel Movimento sono entrate persone che portano la lunga esperienza, la competenza ai massimi livelli del propio settore, delle vere e proprie eccellenze. Queste liste sono la premessa per la creazione di una nuova classe dirigente, che non hai mai avuto a che fare con la politica, che non è connivente con la vecchia politica, la politica che ha fatto vent’anni di promesse che non ha mantenuto. È la premessa per poter veramente cambiare il Paese.

Luigi Di Maio ha detto che la preparazione delle liste è stata un’esperienza “esaltante”. Ha visto, invece, il caos nella formazione delle liste di Pd e Forza Italia?

Ho vissuto un po’ la preparazione delle liste del Movimento da dietro le quinte e devo dire che è stata veramente un’esperienza esaltante, perché non si è trattato di premiare i fedelissimi, quelli che in qualche modo possono compiacere il leader. Luigi Di Maio ha avuto carta bianca, ha potuto scegliere solo in base al merito, e alle esperienze pregresse. Questo penso che sia un privilegio, una fortuna che tutti gli altri leader politici non hanno avuto questi giorni. Lo abbiamo visto dalle cronache politiche, sono state notti dei lunghi coltelli, con candidati accampati fuori dalle sedi che aspettavano e protestavano. Ecco, tutto questo è lontanissimo dal Movimento 5 Stelle.

Si è già avvicinato al suo collegio, quello di Roma-Fiumicino? Che aria si respira?

Ho saputo solo ieri in quale collegio fossi candidato, quindi non mi sono ancora potuto muovere. Ho già organizzato, però, mercoledì un giro nel cllegio con alcuni esponenti del Movimento che mi aiuteranno a comprendere quali sono le problematiche. Ho avuto degli incontri preliminari più generici sulla città di Roma, non sapendo ancora quale fosse il mio collegio. domani avrò delle riunioni preparatorie e mercoledì mattina andrò ad Ostia Fiumicino per fare già i primi incontri. È mia intenzione fare la campagna sul territorio, incontrando le persone e cercando di capire quali siano le soluzioni ai problemi che emergono.

Ci sono state diverse polemiche, interne questa volta, sulle votazioni su Rousseau per i candidati alle plurinominali. Qualcuno nel Movimento ha commentato?

Non ne ho parlato con nessuno e ho visto cosa ne hanno scritto i giornali. Ho saputo dall’interno quali sono stati i problemi e devo dire vivaddio che ci sono stati degli esclusi, perché questo tutela tutti noi. Se un candidato nei mesi scorsi si è reso colpevole di post sui social che istigano alla violenza, che istigano all’odio razziale è giusto che sia stato escluso. È giusto che il Movimento 5 Stelle tenga alla sua identità e non ammetta tra i suoi candidati persone che non condividono il programma, che si rendono colpevli di episodi di questo genere e che sarebbero dannosi nella rappresentanza parlamentare.È una tutela per tutti noi.

Da gionalista, come vede questa campagna elettorale?

Ogni volta si dice che è la campagna elettorale più combattuta, che non ci sono precedenti, che è ancora più intensa e violenta delle volte precedenti.Lo si dice sempre e anche questa volta devo dire che per colpa di una legge elettorale inetta, che sembra studiata apposta per non far vincere nessuno e per favorire poi le grandi intese e i grandi inciuci, mi pare una campagna elettorale che già da diversi giorni all’insegna di attacchi violenti, di insulti, e questo mi dispiace. Un paese democratico come l’Italia dovrebbe fare invece una campagna elettorale un po’ più civile. Spero che nelle prossime quattro settimane e mezzo che ci separano dal voto i toni si rasserenino e ognuno cerchi – giustamente – di sostenere il proprio programma senza continuamente attaccare e denigrare il lavoro degli altri. Poi starà all’elettore decidere.

ultima modifica: 2018-01-29T10:50:56+00:00 da Simona Sotgiu

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