Sorgenia riparte dalla nuova sede e dai conti in sicurezza. Ora avanti tutta su digitalizzazione e rinnovabili

Cambiare sede per iniziare una nuova stagione industriale. Può sembrare la classica frase fatta, invece non lo è per nulla. Casomai un modo piuttosto sintetico per descrivere l’attuale momento di Sorgenia, uno dei principali operatori energetici del mercato libero. Proprio ieri la società ha inaugurato a Milano la nuova sede, (qui la fotogallery), realizzata all’insegna dell’efficienza, della digitalizzazione e della sostenibilità.

L’azienda affidata al ceo Gianfilippo Mancini (nella foto) e presieduta da Chicco Testa, da due anni non è più sotto il controllo di Carlo De Benedetti. Con l’ingresso delle banche nel capitale oggi è di proprietà per l’83% di Nuova Sorgenia Holding e per il 17% di Monte dei Paschi di Siena. Nuova Sorgenia Holding è partecipata a sua volta dai principali istituti di credito italiani. Precedentemente, fino a marzo 2015, l’81,6% di Sorgenia era detenuto da Sorgenia Holding, controllata per il 65% dal gruppo Cir di De Benedetti e per il 35% dalla società elettrica austriaca Verbund.

Ora, come spiega a Formiche.net lo stesso ceo Mancini, si apre una fase nuova.  Il risanamento “è completato, i risultati sono estremamente positivi, è stato più che dimezzato il debito e quadruplicato l’utile. Abbiamo portato avanti un percorso industriale e finanziario importante che oggi ci consente di investire nello sviluppo, nella digitalizzazione, con un focus sulle rinnovabili. Il problema del debito non è più tale, negli ultimi 12 mesi abbiamo rimborsato 300 milioni. In questo senso l’apertura della nuova sede rappresenta un traguardo ma anche una ripartenza”.

Non è chiaro se nel futuro di Sorgenia ci sia la Borsa, per il momento il management coordinato da Mancini rimane concentrato sul nuovo assetto, senza sbilanciarsi. “Non la vedo nel breve periodo, ma ci sono tutte le condizioni perché i soci possano guardare con positività al futuro e a ogni operazione di mercato”.

Al centro di tutto rimane comunque il rapporto col cliente, sempre più diretto e digitalizzato. “Non a caso vogliamo definirci una digital energy company, perché tra le nostre mission c’è sicuramente un utilizzo molto spinto della tecnologia. Attraverso veri e propri canali digitali del nostro sito stiamo cambiando l’offerta sul mercato. Con noi il cliente non solo può scegliere il contratto più idoneo alle sue esigenze oltre a ottenere i consigli più utili sugli interventi di riqualificazione energetica dell’immobile, quasi fosse una consulenza a 360 gradi”, spiega Mancini. “Non è un caso che in pochi minuti sul nostro sito si possa stipulare un contratto per la fornitura di energia”.

Sul nuovo modo di intendere il rapporto con la clientela si è soffermato anche il presidente Testa. “La nostra scelta in ambito retail continua nella stessa direzione e cioè realizzando solo contratti digitali, evitando quella pressione molto sofferta dalle famiglie, fatta di telefonate o di visite a casa. Sul nostro sito in cinque minuti si fa un contratto”.

Tornando a Mancini, il manager di Sorgenia ha affrontato anche il tema, delicato, della liberalizzazione del mercato energetico. A luglio del 2019 cadrà infatti definitivamente il muro del regime tutelato, cui oggi si rivolgono ancora 20 milioni di consumatori. Di conseguenza, nonostante una cultura italiana allergica ai cambiamenti, si andrà incontro a una migrazione verso il mercato libero. “Si tratta di una grandissima opportunità per le imprese, non solo per i clienti. Più c’è concorrenza, più c’è voglia di investire su soluzioni alternative, innovative e risparmiose”.

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