Visione comune sugli hotspot ma il nodo migranti resta aperto. E intanto dagli Usa Trump elogia il premier italiano

La querelle tra Italia e Francia degli ultimi giorni sembra essere giunta ad un momento di tregua. L’incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente Emmanuel Macron ha raccolto immagini di distensione e pacifica cordialità. Immagini che però non riescono a nascondere totalmente quei dissapori che si sono venuti a creare nei giorni scorsi riguardo il caso Aquarius e sulle infelici dichiarazioni giunte dai nostri vicini d’oltralpe. Hotspot, rispetto del diritto internazionale e vertici futuri, sono solo alcuni degli argomenti affrontati dai due leader durante la conferenza stampa congiunta. Insomma, non tutte rose e fiori all’Eliseo, anche secondo Jean Pierre Darnis che a Formiche.net ha così commentato: “Non so se dopo quest’incontro il clima sarà più disteso, i problemi comunque rimangono. La situazione politica italiana mi sembra molto fragile, anche tenendo conto delle ultime vicissitudini romane. Il livello di incognite resta, dunque, molto alto”.

Dall’altra parte dell’oceano, intanto, negli stessi istanti in cui si svolgeva la conferenza stampa in Francia, è arrivato anche l’endorsement di Donald Trump al neo presidente del Consiglio italiano: “Il primo ministro italiano Conte è fantastico. È severo sull’immigrazione e in questo momento paga”.

E se arriva la conferma su una convergenza tra Italia e Francia sulla proposta di istituire hotspot, a gestione europea, nei luoghi di partenza dei migranti, Conte, arrivato in Francia, ha comunque sottolineato con fermezza che sul dossier immigrazione da parte sua c’è “piena condivisione con il ministro dell’Interno Matteo Salvini e con quello dell’Infrastrutture”. A questo proposito Darnis afferma: “Gli hotspot nei paesi d’origine sono già praticati dalla Francia che ha già sperimentato questo metodo e quindi non credo sia un problema per lei adottarlo. Il problema sarà invece quello di arrivare a un accordo, ad esempio tra Spagna, Francia, Italia, Germania, che possa dar luogo a un embrione di politica comune che, ad oggi, è l’unico modo di uscire da questa situazione in modo collettivo”.

L’enfant prodige che pure ha ammesso: “Il sistema di solidarietà attuale non funziona. Porteremo avanti delle iniziative comuni”, ha comunque ribadito con fermezza la sua posizione: “Quando una nave arriva nelle vostre acque ve ne dovete prendere carico. La Francia rispetterà sempre il diritto internazionale”. E ancora: “La difficoltà dell’Italia non può risolversi bypassando il diritto internazionale ma con un approccio cooperativo Ue”.

In Italia, nel frattempo, e precisamente al Villaggio Coldiretti di Torino, Matteo Salvini usa parole dure: “ Il premier Conte sta incontrando Macron e gli ribadisce che non abbiamo bisogno di lezioni da parte di nessuno. Vogliamo dignità e aiuto concreto”. “È arrivato il momento di tirar fuori le palle – ha aggiunto – di esprimere l’orgoglio e la dignità di un popolo”.

E a questo proposito, non è mancata nel corso del vertice, la stoccata di Macron che si è mostrato scettico nei confronti delle ultime dichiarazioni del ministro dell’Interno e vicepremier sulla possibilità di creare un’asse tra i ministri dell’Interno di Italia, Austria e Germania. “Questa formula – ha sottolineato il presidente francese – nella storia non ha mai portato fortuna. Ad ogni modo ci sono le Costituzioni e ci sono i capi di governo di Italia, Germania e Austria che prendono le decisioni. Questo dicono le nostre Costituzioni”.

Per ora, almeno, è tutto rimandato a ottobre, quando i due Paesi, come ha affermato Conte alla fine della conferenza stampa, si dovrebbero risedere al tavolo del dialogo e sforzarsi rafforzare la nostra cooperazione internazionale.

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