La deputata del Partito democratico spiega perché le parole del vicepremier al Washington Post danneggiano la credibilità italiana, rendendola, agli occhi delle cancellerie straniere, asservita al Cremlino

Matteo Salvini sta indebolendo l’Italia davanti agli occhi del mondo, la sta rendendo “l’utile idiota” asservita alla volontà del Cremlino, mentre dall’altra parte il suo alleato di governo, il Movimento 5 Stelle, non pone argini allo strabordare del leader della Lega. Dopo l’imbarazzo diplomatico che ha seguito l’intervista del ministro dell’Interno nonché vicepremier al Washington Post, in cui tra le altre cose Salvini ha parlato di una annessione “legittima” della Crimea da parte della Russia, dal ministero degli Esteri ucraino è arrivata la prima reazione: convocazione dell’ambasciatore italiano Davide La Cecilia, per chiarire la posizione italiana. Formiche.net ne ha parlato con Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico, già componente della commissione esteri nella passata legislatura. “Oggi Salvini con queste dichiarazioni ci sta spostando a fare i servi della propaganda di Putin”, confida la deputata, spiegando poi le ragioni che hanno spinto il Pd a chiedere al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di riferire in Parlamento proprio sulla posizione italiana sulla Russia.

Le parole di Salvini su Russia e Crimea cosa hanno provocato?

Primo risultato che ha ottenuto è stato far convocare il nostro ambasciatore dalle autorità di Kiev, che è già un aiuto all’autorevolezza dell’Italia nel mondo… Prima litiga con la Tunisia, poi con Malta, poi con la Spagna. Adesso è arrivata la volta dell’Ucraina. Al netto dei suoi legami personali con pezzi dell’establishment russo, non è che ci sono dei passi in avanti dell’Italia su altri dossier.

È un colpo per la credibilità dell’Italia?

Questa sua ennesima posizione che abbraccia la propaganda di Putin, secondo me, al netto di tutto, ci danneggia profondamente. Non diventiamo un Paese autorevole in grado di dialogare con la Russia, siamo invece visti come “l’utile idiota” che viene imbeccato quando c’è da fare una dichiarazione a favore di Putin. Salvini sembra un membro della Duma russa, con queste sue dichiarazioni, non aggiunge nulla di più. L’Italia ha sempre avuto una posizione favorevole al dialogo con la Russia sui grandi dossier internazionali, ma non sta facendo questo Salvini.

Salvini sta oltrepassando i limiti del suo dicastero invadendo anche quello della Farnesina?

Queste sue dichiarazioni smentiscono tutto quello che ha detto il presidente Conte, quello che ha detto il ministro Moavero in audizione in Parlamento, ma la questione non è questa, secondo me, o non solo. Il punto fondamentale è che sta indebolendo gravemente la posizione dell’Italia rispetto ai dossier tradizionali della politica estera italiana.

A cosa si riferisce?

Noi siamo sempre stati a favore di un dialogo con la Russia sulle grandi questioni internazionali, tenendo ben presente quali erano i paletti che ci imponevano il diritto internazionale e le nostre alleanze. Oggi Salvini con queste dichiarazioni – che poi io sono certa verranno smentite in sede istituzionale – ci sta spostando a fare i servi della propaganda di Putin. Noi siamo un grande Paese, possiamo permetterci di avere una posizione autonoma sulle questioni internazionali, non abbiamo bisogno di andare a rimorchio di un gigante come la Russia insomma.

Per questa ragione avete chiesto – come ha sottolineato anche l’ex ministro Delrio – che Conte riferisca in Parlamento?

Noi abbiamo chiesto a Conte di venire a riferire in Parlamento su qual è la posizione italiana sulla Russia. Il modus operandi di questo governo è il seguente: ai convegni e agli eventi pubblici dicono delle cose che possono mettere in difficoltà l’Italia, poi invece in sede istituzionale hanno persone che rispondono in modo “corretto”, se così si può dire. Un doppio registro che è profondamente dannoso, perché non è che gli investitori internazionali non hanno sentito le posizioni di Di Maio sul Ceta, l’accordo col Canada, o non è che le cancellerie europee non hanno letto l’intervista al Washington Post di Salvini.

In cosa si traduce questo doppio binario comunicativo?

Da una parte indeboliscono l’attività ministri come Moavero e Tria, che hanno responsabilità su dicasteri importanti, e dall’altro indeboliscono proprio il posizionamento dell’Italia. Non si capisce da che parte sta l’Italia. Vogliamo stare con Putin? Lo dicano, lo motivino al Paese. Vogliamo uscire dall’accordo commerciale con il Canada? Lo dicano, lo motivino, spieghino perché un Paese che esporta il 30% del suo Pil deve dire di no a degli accordi commerciali che rendono più semplice commerciare con l’estero. Spieghino perché un Paese come il nostro che ha sempre avuto una posizione di mediatore a livello internazionale, dovrebbe accodarsi a posizioni altrui. Qui cito Berlusconi: uno dei grandi risultati della politica estera di Berlusconi è stato Pratica di Mare, cioè far dialogare la Russia di Putin con gli Stati Uniti d’America di Bush facendo entrare nei meccanismi di dialogo della Nato anche la Russia. Salvini non sta seguendo quella linea, sta invece seguendo una linea che è di asservimento ideologico e contrario agli interessi del Paese a una potenza straniera.

Crede che Salvini abbia un fine strategico con la sua azione?

Io non so se ci creda, se sia cinico, se sia ideologico o se sia semplicemente alla ricerca di un appaiamento con Putin perché vede che nei sondaggi italiani il presidente russo effettivamente piace; non so se abbia contratto – lui o qualche persona vicino a lui – qualche debito di gratitudine anche solo per gli endorsement che l’establishment russo gli ha fatto in campagna elettorale. So però che quello che sta facendo danneggia profondamente l’Italia, ci rende un Paese non credibile. Noi non possiamo avere un ministro dell’Interno, vicepremier che tre giorni dopo che è tornato da Mosca fa un’intervista come quella al Washington Post e un presidente del Consiglio che, quatto giorni dopo in Aula venga a dire “no, confermiamo le nostre alleanze tradizionali”. Così non siamo credibili.

Chi potrebbe mettere un argine a questa tendenza di Salvini a strafare?

Una forza politica come il Movimento 5 Stelle che, a pochi giorni dalle elezioni e conseguentemente alla loro possibilità di andare a governare, hanno cambiato profondamente le loro idee sul posizionamento internazionale dell’Italia riscoprendosi europeisti, pro Nato, etc, dovrebbero anche dirci cosa pensano di un alleato di governo che danneggia la nostra credibilità internazionale. Io ricordo molto bene, all’inizio della scorsa legislatura, le posizioni radicali di Alessandro Di Battista contro il liberticida Putin. Che fine hanno fatto quelle posizioni?

(Foto: Matteo Salvini con Vladimir Kolokoltsev, ministro dell’Interno russo, durante l’ultimo viaggio a Mosca)

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