Tra i protagonisti del prossimo Forum Ambrosetti ci sarà anche il ministro della Difesa. Anche lei assisterà alla presentazione della ricerca che il think tank lombardo ha realizzato insieme a Leonardo sulle ricadute che il comparto difesa e aerospazio assicura al sistema-Paese

Le ricerche sono unanimi: l’industria dell’aerospazio e della difesa è un motore per la crescita del Pil. Non a caso, tra i protagonisti del prossimo Forum Ambrosetti a Cernobbio ci sarà anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che interverrà proprio sul tema della “catena del valore dell’aerospazio, difesa e sicurezza per l’Italia”.

LA RICERCA AMBROSETTI-LEONARDO

Domenica prossima, nella terza giornata del Forum (quella dedicata al nostro Paese). sarà infatti presentata una analisi condotta dal think tank lombardo con la collaborazione del campione nazionale del settore, Leonardo. Uno studio dal titolo già emblematico: “La filiera italiana dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. Come creare sviluppo industriale, nuove competenze tecnologiche e crescita per il sistema-Paese”.

I NUMERI DEL COMPARTO

La sua presentazione offrirà sicuramente l’occasione per sottolineare i numeri di questo comparto, che sono da capogiro. L’Aiad, la Federazione delle aziende di settore guidata da Guido Crosetto, riunisce imprese (di tutte le dimensioni) per oltre 60mila addetti e per un fatturato annuo che supera i 16 miliardi di euro (dati dicembre 2017). “Di questi numeri – spiega la Federazione – le grandi aziende, Leonardo, Fincantieri, Avio, Iveco, Elettronica coprono la percentuale più rilevante, oltre il 70%; pur tuttavia, se consideriamo i quadri associativi in termini unitari di impresa, ben oltre l’85% delle aziende federate sono piccole e medie imprese”.

LE RICADUTE SUL SISTEMA-PAESE

Ma oltre a occupazione e ricavi, il polo produce tecnologie e futuro per il sistema-Paese, e ciò vale non solo in chiave militare, ma anche civile. Basti pensare alle tecnologie spaziali, come al sistema duale di osservazione della Terra Cosmo-SkyMed, tutto made in Italy, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dal ministero della Difesa, e in grado di monitorare al millimetro gli spostamenti di terreni e infrastrutture, utilissimo in casi di disastri naturali o emergenze. È di pochi giorni fa l’annuncio del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (anticipato da una suggestione di Airpress) della collaborazione con l’Asi e il Cnr per il monitoraggio di circa 40mila edifici scolastici proprio grazie alla costellazione italiana.

L’ATTENZIONE DEL GOVERNO

Non stupisce dunque l’attenzione che il governo giallo-verde dedica a questo settore produttivo. Già nella presentazione delle proprie linee programmatiche, il ministro Elisabetta Trenta ha illustrato l’obiettivo della “tutela dell’industria italiana della difesa”, facendo del “dual use” una delle due parole-chiavi del proprio dicastero (l’altra è “resilienza). Il sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi ha parlato di “un’industria strategica”, seguito dal collega Angelo Tofalo che ha descritto l’aerospazio come “un segmento fondamentale del comparto ad alta tecnologia del Paese, sia nel settore civile, sia in quello militare”. “Sono convinto – aveva detto in occasione dei trent’anni dell’Asi – che queste eccellenze tecnologiche nazionali, veri e propri fiori all’occhiello, debbano essere difese e sostenute, avviando programmi di investimento nella ricerca e sviluppo e favorendo un processo di forte integrazione tra tutti i soggetti in campo”.

TRA LA LEGGE SPAZIALE…

Lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha voluto e ottenuto da Giuseppe Conte la delega allo spazio, prevista dalla legge di riforma della governance di settore approvata alla fine della scorsa legislatura. A lui toccherà il compito di presiedere il Comitato interministeriale che si occuperà di supportare il premier nell’indirizzo e nel coordinamento della politica spaziale e aerospaziale, il quale si riunirà, per la prima volta, domani.

…E LA NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DEF

La buona notizia che arriva da Cernobbio è che ad ascoltare i risultati della ricerca Ambrosetti-Leonardo non ci sarà solo la ministra Trenta ma anche il collega dell’economia Giovanni Tria. Sarà fondamentale per i tecnici del Mef comprendere, anche in vista della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), come il capitolo della difesa vada affrontato come voce di investimento e non di spesa.

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