Secondo la docente dell’Università di Bari, l'agenzia di rating è stata semplicemente prudente, per non emettere una sentenza di condanna prima del dovuto. Ma il vero problema è un altro. Questo governo è poco coerente e mostra le prime crepe. Anche per questo lo spread sale

Prudenza sì, ma non per questo c’è da stare più tranquilli. All’indomani dall’atteso report con cui Fitch ha confermato il rating (Bbb) dell’Italia, peggiorandone tuttavia lo scenario, viene da chiedersi ancora una volta: l’agenzia americana ha inteso essere clemente o semplicemente prudente con l’Italia, che certo non se la passa bene con uno spread a 290 punti base? In altre parole siamo stati graziati oppure la ghigliottina è solo rimandata?

Formiche.net lo ha chiesto direttamente a Rosa Calderazzi, professore di diritto dei mercati finanziari e diritto bancario presso l’Università di Bari. “Penso che per il momento Fitch si è dimostrata prudente perché ha scelto di rimandare l’esame a dopo il Def, quando la situazione potrebbe essere più chiara. Perché questo è un momento di grande confusione, i temi sono molti e sicuramente il governo si è concentrato su altro, come i migranti. Le agenzie di rating (anche Moody’s ha rimandato il suo verdetto a dopo il Def, ndr), lo hanno capito e non ci hanno voluto punire”.

Calderazzi però chiarisce un punto. “Non credo che questa provvisorietà sia necessariamente legata a un giudizio a posteriori negativo. Credo sia solo prudenza, non certo il pensiero che non ci abbiano voluto punire ora per punirci dopo, ecco. È, tuttavia, del tutto evidente che siamo sotto osservazione”. Però lo spread è ormai sui livelli di guardia da mesi (130 a maggio, 290 odierni) e molto presto le banche inizieranno a regolarsi di conseguenza sui tassi. Inoltre, ogni volta che un esponente di governo tocca il tema del 3%, al rialzo s’intende, lo spread sale.

“Certamente in questi mesi abbiamo scontato un problema di comunicazione, le parole hanno creato incertezza sui mercati più dei fatti. Ma anche qui occorre analizzare la situazione. Credo che le agenzie abbiano dato un carattere provvisorio ai loro giudizi anche perché vogliono capire se chi guida i due partiti di governo andrà fino in fondo”.

Non è tutto. L’esperta evidenzia un altro punto. “Nel suo giudizio Fitch, come spiegato in una nota dalla stessa agenzia, sottende al fatto che il governo potrebbe disunirsi il prossimo anno per una progressiva spaccatura tra i due partiti di governo. In altre parole ci potrebbe essere presto un ‘rompete le righe’ nel governo, con una parte che va a avanti e un’altra che rimane indietro. Anche qui si spiega una certa prudenza. Le agenzie vogliono capire se questa compagine è davvero solida o meno. Il voto anticipato paventato da Fitch si spiega con questa domanda: andranno fino in fondo compatti o si spaccheranno prima? E qui torniamo al punto precedente”.

Un ultimo argomento riguarda Giovanni Tria e il suo ruolo di gran mediatore con l’Europa. “Certamente è una personalità di equilibrio, in grado cioè di assemblare le diverse anime dell’esecutivo. Tuttavia i fronti aperti sono molteplici, migranti, Ilva e persino manovra, e le sensibilità per affrontarli non sempre sono convergenti, così si creano contraddizioni e lo spread si alza. La flat tax e il reddito di cittadinanza in manovra potrebbe non risolvere i problemi del nostro Paese al quale servono riforme strutturali serie e urgenti. Al ministro è affidato il difficile compito di ricompattare il tutto, l’auspicio è che ci riesca. Nel frattempo appare urgente recuperare il progressivo e preoccupante allontanamento dall’Unione europea dell’Italia (e degli italiani)”.

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