007 russi in cyber azione. Le accuse di Uk, Olanda, Canada, Australia e Usa

007 russi in cyber azione. Le accuse di Uk, Olanda, Canada, Australia e Usa
Regno Unito, Olanda, Canada e Australia puntano l’indice contro Mosca, ritenuta responsabile di condurre offensive informatiche contro istituzioni politiche, sportive, aziende e media di tutto il mondo

Ci sarebbe la mano dell’intelligence militare russa, il Gru, dietro decine se non centinaia di attacchi informatici contro istituzioni politiche, sportive, aziende e media di tutto il mondo. Dopo le accuse dirette dei servizi segreti americani, stavolta sono Regno Unito, Australia e Canada – tutte e tre partner con Washington dell’alleanza di information sharing avanzato Five Eyes – nonché l’Olanda a puntare l’indice contro Mosca, che dal canto suo respinge ogni tipo di addebito.

LE ACCUSE DI REGNO UNITO, OLANDA, CANADA E AUSTRALIA

“Questo tipo di comportamento dimostra il loro desiderio di operare senza rispetto del diritto internazionale o delle norme stabilite, e di agire con un senso di impunità, senza considerare le conseguenze”, ha commentato in un comunicato il ministro britannico degli Affari esteri, Jeremy Hunt. “Il nostro messaggio è chiaro”, ha aggiunto il ministro. “Insieme ai nostri alleati, riveleremo e risponderemo ai tentativi del Gru di minare la stabilità internazionale”. Secondo il ministero degli Affari Esteri, il National Cybersecurity Centre (Ncsc) del Regno Unito è stato in grado di determinare che c’è il Gru dietro diversi attacchi compiuti in tutto il mondo da gruppi di hacker.

“Dato l’alto livello di fiducia in (questa) valutazione e del contesto, il governo britannico ritiene che il governo russo – il Cremlino – sia responsabile”, ha aggiunto la fonte. Accuse che sono state fatte proprie anche dall’Australia, che ha denunciato gli attacchi cibernetici russi come inaccettabili. “L’esercito russo e il suo ramo d’intelligence, il Gru, è responsabile di questa ciber-attività malevola”, ha fatto sapere oggi il governo australiano. Canberra in particolare ha detto di essere giunta a questa conclusione seguendo le indicazioni delle agenzie di intelligence australiane e dopo consultazioni con i suoi alleati.

Il primo ministro Scott Morrison e il ministro degli Esteri Marise Payne hanno indicato che l’impatto sull’Australia di questi attacchi non è significativo, ma hanno accusato Mosca di avere ha “mostrato totale disprezzo per gli accordi negoziati”. “Lo spazio cyber non è ‘il selvaggio West’. La comunità internazionale, inclusa la Russia, ha concordato che la legge internazionale e le norme statali responsabili si applicano anche allo spazio cyber”, ha ricordato la leadership di Canberra.

Il Canada ha denunciato oggi un cyber attacco russo contro l’Agenzia mondiale antidoping che ha sede a Montreal e al Centro canadese per l’etica nello Sport.

L’Olanda, invece, ha accusato la Russia di avere messo a segno un attacco contro l’Opac, l’Agenzia per la proibizione della armi chimiche, che ha sede all’Aja. Per questo il ministro della Difesa olandese ha ha reso noto che il Paese ha espulso quattro agenti dell’intelligence russa. I servizi di sicurezza olandesi, secondo quanto riferisce la Bbc, hanno espulso i quattro russi in aprile. Anche in questo caso l’operazione informatica sarebbe stata messa a segno dal Gru. I quattro sospettati avevano passaporti diplomatici e tra loro c’era un esperto di informatica. L’Opac è stata coinvolta di recente anche nelle analisi relative all’attacco all’ex spia russa nel Regno Unito Sergei Skripal, così come ha indagato su presunti attacchi chimici in Siria.

MOLTEPLICI ATTACCHI

Questi attacchi informatici “fuorilegge”, hanno “colpito i cittadini di molti Paesi, inclusa la Russia, e costano alle economie nazionali milioni di sterline”, ha aggiunto il ministero. Tra gli attacchi identificati dal Centro di Cyber security nazionale ci sarebbe quello al Partito democratico degli Stati Uniti, preludio allo scandalo delle interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane di Washington del 2016, per le quali il Gru è già stato più volte accusato dagli Usa, dove il procuratore generale Robert Muller continua a condurre le sue indagini che hanno già portato all’incriminazione di diversi soggetti.

CHE COSA È SUCCESSO

Secondo quanto appreso dagli accusanti, l’intelligence militare russa si sarebbe anche appropriata di documenti riservati, attraverso l’intrusione illecita nel database dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada) o tramite un attacco informatico all’aeroporto di Odessa, in Ucraina.

LE PAROLE DI STOLTENBERG

Sul tema si è espresso anche il il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. “Gli alleati – ha detto – sono solidali con la decisione dei governi olandese e britannico di richiamare la Russia sui suoi tentativi di indebolire il diritto e le istituzioni internazionali”. La Russia, ha aggiunto, “deve fermare il suo sconsiderato schema di comportamento, compresi l’uso della forza contro i suoi vicini, i tentativi di interferenza nei processi elettorali e le campagne di disinformazione”. “La Nato continuerà a rafforzare la sua difesa e la sua deterrenza per far fronte alle minacce informatiche. Oggi i ministri – ha concluso Stoltenberg – hanno discusso i progressi che stiamo facendo nell’istituzione di un nuovo Cyber Operations Center, integrando le capacità informatiche nazionali nelle nostre missioni e operazioni e rafforzando la nostra resilienza informatica”.

GLI ALLARMI USA

Le esternazioni di Regno Unito, Olanda – e non solo – sono rilevanti, ma non rappresentano una sorpresa, quanto meno oltre oceano. Oggi il dipartimento di giustizia Usa ha incriminato sette appartenenti all’intelligence militare russa (Gru) per cyber attacchi ad agenzie anti doping ed altre organizzazioni, ad una società energetica nucleare basata in Pennsylvania e all’Opac.
Ma più in generale l’attivismo informatico della Russia – era emerso con chiarezza nelle circa trenta pagine del nuovo ‘Worldwide Threat Assessment of the Us Intelligence Community’, documento di analisi strategica presentato negli scorsi mesi dinanzi alla Commissione Intelligence del Senato da Dan Coats, direttore della National Intelligence – rappresenterà nel corso del prossimo anno, la maggiore minaccia cyber per la segnalazione sicurezza degli Stati Uniti d’America. Non a caso, proprio oggi il segretario alla Difesa, James Mattis, ha annunciato una notizia che era nell’aria, ovvero che gli Stati Uniti metteranno a disposizione della Nato i loro mezzi per la difesa cibernetica aggiungendo, durante una conferenza stampa a Bruxelles, al quartier generale dell’Alleanza Atlantica, che “la Russia dovrà rispondere dei suoi attacchi informatici”. Ora il timore di questa minaccia sembra essersi allargato.

ultima modifica: 2018-10-04T12:20:15+00:00 da Michele Pierri

 

 

 

 

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