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Ondata rosa alle midterms. Così i democratici vincono la partita delle minoranze

Il voto delle midterm rimette gli Stati Uniti in una situazione ideale per lo stallo. Il Paese è profondamente diviso. I democratici hanno riconquistato la Camera dopo otto anni e ottengono poltrone chiave di governatore, con liberali e moderati uniti contro il presidente. Mentre i repubblicani rafforzano la loro maggioranza al Senato, conquistando una serie di seggi in Stati di orientamento conservatore. Entrambi i partiti possono vantare grandi successi a livello statale.

Il Partito Democratico ha puntato sul rinnovamento come strategia elettorale. E la scommessa ha avuto buoni risultati. Alla Camera dei rappresentanti i democratici hanno avuto il numero più alto di candidate elette, tra cui la donna più giovane, le prime due native americane (una delle quali anche la prima donna lesbica dichiarata), due musulmane; la prima di origine iraniana; il primo governatore apertamente omosessuale. Sono sei politici appartenenti a minoranze negli Usa che sono entrati nella storia.

In queste elezioni di metà legislatura è stato battuto il record per il numero di donne elette alle Camera dei Rappresentanti. Le donne ne hanno vinti 90, un numero maggiore rispetto al record precedente di 84, di cui 80 sono democratiche.

La più mediatica è stata la vittoria di Alexandria Ocasio-Cortez, 29 anni, diventata la più giovane rappresentante del Parlamento statunitense nella storia. La giovane nata a New York è nota per posizioni socialiste (si definisce democratica-socialista) e la spinta al cambiamento. Per poco, Ocasio-Cortez ha vinto la gara dell’età con Abby Finkenauer, anche lei 29enne e democratica, eletta nell’Iowa. Laureata in Economia e Rapporti Internazionali all’Università di Boston, ha lavorato come cameriera poco prima di candidarsi. “Sono nata in un luogo dove il codice postale determina il destino”, ha dichiarato. Ha deciso di presentarsi alle elezioni perché vuole che il suo distretto a New York sia rappresentato da una giovane progressista di origini latinoamericane.

Invece Rashida Tlaib e Ilhan Omar (nella foto), entrambe candidate del Partito Democratico, diventeranno le prime donne musulmane a entrare nella camera bassa americana. Tlaib ha 42 anni ed è nata a Detroit. I suoi genitori sono palestinesi. Nel 2008 è diventata la prima donna musulmana ad avere un seggio nel Congresso statale del Michigan. Quest’anno si è presentata alla Camera dei Rappresentanti per il Distretto 13 del suo Stato, vincendo con un ampio margine. Omar ha 36 anni ed è nata in Somalia, in un campo di rifugiati. A 14 anni è emigrata negli Usa con la famiglia, scappando della guerra. È stata candidata del Partito Democratico nel Distretto 15 dello stato Minnesota.

Sharice Davids e Debra Haaland sono altre due donne che fanno storia dopo le elezioni legislative americane. Sono diventate le prime donne native ad essere elette alla Camera dei Rappresentanti. La democratica Davids ha vinto contro il rivale repubblicano, Kevin Yoder – che cercava la rielezione – in uno degli Stati più conservatori del Paese, il Kansas. Ha 38 anni, è un’ex lottatrice di MMA (arti marziali miste) ed è membro del gruppo indigena Ho Chunk. Debra Haaland, invece, ha 57 anni ed è membro della tribù Laguna Pueblo. Ha vinto con il Partito Democratico nel Distretto 1 di Nuovo Messico.

Secondo le prime proiezioni della Cnn, anche il democratico Jared Polis passerà alla storia come il primo governatore dichiaratamente gay negli Stati Uniti. Membro del Partito Democratico, 43 anni ed è eletto come governatore del Colorado. Nel 2009 è stato scelto alla Camera dei Rappresentanti, uno dei pochi membri del Congresso apertamente omosessuale. Quest’anno ha scelto di candidarsi come governatore del Colorado, uno stato dove dal 2006 non vinceva un democratico.

Kirsti Noem, candidata del Partito Repubblicano, è diventata la prima governatrice del Sud Dakota, mentre Marsha Blackburn, anche lei repubblicana, è la prima senatrice donna dello stato del Tennessee. Anche l’Arizona avrà per la prima volta una senatrice, dal momento che le due sfidanti al seggio ancora non assegnato – la democratica Kyrsten Sinema e la repubblicana Martha McSally – sono entrambe donne.

La democratica Anna Eskamani è la prima irano-americana a diventare rappresentante, mentre Veronica Escobar e Sylvia Garcia, entrambe del Partito Democratico, saranno le prime ispaniche a rappresentare alla Camera lo stato del Texas.

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