La comunicazione ai tempi di Whatsapp. Parla Pierdonato Vercellone

La comunicazione ai tempi di Whatsapp. Parla Pierdonato Vercellone
Intervista al presidente di Ferpi, che ha da poco promosso la 54esima edizione degli Oscar di Bilancio. Le aziende italiane? Devono fare un salto di qualità perché la loro comunicazione è ancora troppo statica e poco innovativa

Comunicare bene può fare la differenza. E per capire il mondo della comunicazione, in particolare quella del business, Formiche.net ha voluto ascoltare la testimonianza di Pierdonato Vercellone, presidente Ferpi, la Federazione dei professionisti delle relazioni pubbliche, che ha promosso la 54esima edizione degli Oscar di Bilancio, i premi alle realtà imprenditoriali italiane che si sono distinte per qualità ed efficacia della comunicazione nel corso dell’anno. Nell’era 4.0 la qualità può ancora andare d’accordo con la velocità? In altre parole, è possibile fare della buona comunicazione a ritmo di Whatsapp?

Presidente, la buona comunicazione ai tempi di Twitter o Whatsapp. Possibile?

Certamente, non solo è possibile, ma è una responsabilità, un obiettivo per chi si occupa di comunicazione. Spesso i nuovi media, le nuove tecnologie sembrano divenire un alibi all’efficacia, un filtro che distorce e offusca. Ma non dobbiamo troppo lasciarci imbrigliare nella rete, piuttosto dobbiamo sfruttare le nuove opportunità digitali per riproporre i nostri contenuti e raccontarli in una chiave nuova, direi ipermoderna, utilizzando anche immagini e video ad alto impatto. E poi sappiamo dalle analisi di Reputation Institute che uno fra i più importanti driver di costruzione della reputazione è l’esperienza diretta, la facoltà e capacità di ingaggiare i nostri stakeholder, di fargli vivere la nostra realtà d’impresa, in modo concreto e convincente.

La globalizzazione ci ha abituato a un concetto: chi comunica meglio vince sul mercato. Ma le imprese italiane come se la cavano?

Temo purtroppo pecchino di scarsa qualità e innovazione. Ovvero, sovente le aziende italiane sono confinate all’interno di paradigmi comunicativi troppo statici e consueti. Non hanno il coraggio di prendere posizione, rimangono autoreferenziali o sono ossessionate dal processo produttivo, più che dall’ispirazione creativa, costringendo le agenzie e i talenti esterni a rimanere chiusi in griglie concettuali oppure ancorati a dettagli operativi.

Insomma si può fare di meglio…

Credo che dobbiamo superare qualche barriera per concentrarci veramente sulla creazione di un forte e significativo legame emotivo con clienti, cittadini, stakeholder. Non basta catturare l’attenzione, si deve anche condividere un valore, con empatia.

La comunicazione è cambiata molto negli ultimi dieci anni, complice lo tsunami dei social. E tra altri dieci anni? 

Sono convinto che la comunicazione non cambierà, sebbene subisca una continua evoluzione. Sottolineo non cambierà poiché i dogmi, i principi della comunicazione d’impresa e delle relazioni pubbliche da sempre sono sintetizzati nella nostra mission professionale: costruire reputazione, notorietà e familiarità, attraverso il rafforzamento del legame emotivo con i propri clienti e consumatori, migliorando le relazioni di fiducia con gli stakeholder, diffondendo valori e messaggi attraverso un’efficace narrazione. Questi elementi rimarranno determinanti a prescindere da tutti i nuovi canali, ambiti, touchpoint che si verranno a formare o generare. La vera domanda che dobbiamo farci è un’altra.

Quale?

Se noi comunicatori saremo in grado di evolvere allo stesso passo: per farlo bisogna essere resilienti al cambiamento, mantenere un costante livello di aggiornamento, appropriarci di nuovi strumenti e migliorare la comprensione dei nostri interlocutori.

Veniamo agli Oscar di Bilancio 2018 Ferpi. Quale è stato il filo conduttore?

Il progetto dell’Oscar di Bilancio non vogliamo si esaurisca in una serata di premiazione, seppur emozionante e stimolante. Con Ferpi ci stiamo impegnando a costituire una piattaforma di sensibilizzazione, educazione e condivisione di best practice e benchmark, approfondendo le tematiche più attuali su rendicontazione e comunicazione finanziaria, sostenibilità e stakeholder engagement. In questa edizione abbiamo accompagnato le imprese e le organizzazioni attraverso la capacità di andare oltre la rendicontazione statica, segnalando e premiando esempi di innovazione, come l’integrated reporting, in grado di rendere il bilancio uno strumento più efficace per raccontarsi, diffondendo la propria corporate purpose, per misurare la performance e raggiungere nuovi stakeholder.

ultima modifica: 2018-12-05T13:00:12+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

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