Tutte le preoccupazioni di Mosca per la presenza Usa a Cipro

Tutte le preoccupazioni di Mosca per la presenza Usa a Cipro
Cresce la tensione nel Mediterraneo orientale con il ministero degli Esteri russo che avverte Washington. Sullo sfondo gli assist a Erdogan, la nuova centrale nucleare turca targata Roscom e la “battaglia” per la supremazia energetica

“L’ulteriore militarizzazione dell’isola e il suo coinvolgimento nell’attuazione dei piani degli americani e della Nato avranno inevitabilmente effetti pericolosi e destabilizzanti per Cipro”. Questo il tweet di Maria Sakharova, speaker del ministero degli Esteri russo. Sembra una risposta ad orolgeria dopo che l’american Exxon ha iniziato a perforare nella Zee cipriota con “alle spalle” la portarei Truman che si trova nel Mediterraeo orientale a coprire una eventuale reazione di Ankara. Il quadro si completa con la decisione del Pentagono di trasferire uomini e mezzi dalla base turca di Incirlik a tre in Grecia, facendone il suo nuovo hub miltare nel Mediterraneo.

QUI MOSCA

“La Russia dovrà prendere le misure necessarie se gli Stati Uniti rafforzeranno la loro presenza militare a Cipro, oltre al suo coinvolgimento nell’attuazione dei piani degli americani e della Nato”. Il portavoce del ministero degli Esteri russo in un tweet chiarisce la posizione russa: “We have repeatedly pointed out to the leadership of Cyprus that further militarisation of the island and dragging it into the Us and Nato plans for the region will inevitably lead to dangerous destabilising consequences for Cyprus”.

Per cui adesso sarà utile comprendere quali saranno le contromisure, in un fazzoletto di Mediterraneo in questo momento attraversato da numerose incognite legate alla geopolitica e al dossier energetico. Sembra quasi che l’insieme dei sommovimenti magmatici che si registrano alla voce trattati nucleari, nuovi gasdotti, Siria, Fyrom e F35 sia un calderone in cui confluiscono una serie di interessi, di mosse e di contromosse dagli effetti imprevedibili.

QUI CIPRO

Il rapporto che si è da tempo intensificato tra Nicosia e Washington trova nuova linfa nel dossier energetico, con i blocchi della Zee cipriota dove operano una serie di player di primo piano come Exxon, Eni, Total. Proprio per ribadire come il colosso americano consideri in questo momento il fronte cipriota, due settimane fa l’assistente del segretario di Stato Usa per le risorse energetiche, Francis R. Fannon, ha fatto tappa a Nicosia per incontrare i vertici del governo e ragionare anche sul cronoprogramma delle perforazioni a caccia di gas e quindi mettere a punto le strategie legate ai primi mesi del 2019.

Secondo Fannon, che ha incastrato la visita cipriota in quelle effettuate in Israele, Egitto e nei Balcani, l’energia mediterranea in questo momento è “un catalizzatore per la cooperazione e lo sviluppo economico a beneficio di tutti i popoli della regione e Cipro ha un ruolo significativo a tal fine”. Per questo ha ribadito la posizione di lunga data degli Stati Uniti , ovvero “riconoscere i diritti di Cipro a sviluppare il proprio patrimonio di risorse nella sua Zee perseguendo la condivisione delle risorse con tutte le comunità dell’isola nel contesto di una soluzione globale”.

MESSAGGI

Un assist informale anche ad Ankara, quindi, invitando tutte le parti a sforzarsi di trovare una soluzione condivisa sul versante unificazione che stemperi le tensioni e conduca ad una normalizzazione (anche legislativa) dei rapporti con la Turchia proprio in un momento in cui si stanno definendo le nuove direttrici legate ad un gasdotto eccezionale come l’Eastmed, che di fatto sarà in assoluto il più lungo (contando su almeno 1.500 chilometri).

Ma non c’è solo il gas a togliere il sonno a Erdogan, che in queste settimane ha contestato l’aggiudicazione da parte di Eni e di Total dei diritti a esplorare il blocco 7 della Zee: sullo sfondo ecco la nuova centrale nucleare turca targata Roscom a svolgere un ruolo preciso.

QUI ONU

In una lettera indirizzata al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, il vice rappresentante permanente di Cipro, Polly Ioannou, ha denunciato una serie di violazioni turche nello spazio aereo e marittimo cipriota. Segue un elenco dettagliato delle violazioni che rientra in una “politica sistematica di violazione del diritto internazionale, delle norme internazionali e di regolamenti che sono una costante minaccia per la pace e la sicurezza internazionale, oltre a influire negativamente sulla stabilità regionale, mettendo a repentaglio la sicurezza dell’aviazione civile internazionale, creando difficoltà nel traffico aereo sopra Cipro e impedire la creazione di un ambiente favorevole per il processo di pace a Cipro”, si legge nella missiva.

I delegati ciprioti hanno sottolineato che le azioni della Turchia, definita “potenza occupante” (sono dirette a minare la sovranità della Repubblica cipriota membro dell’Ue, rafforzando le divisioni anziché sanarle, nonostante vi siano diverse risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sul caso cipriota come la 541 del 1983 e la 550 del 1984.

twitter@FDepalo

ultima modifica: 2018-12-06T09:00:37+00:00 da Francesco De Palo

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