La Cina e la Russia - ha detto in audizione al Senato il direttore della National Intelligence, Dan Coats - pongono oggi le più grandi minacce di spionaggio e cyber attacchi per gli Usa e sono più allineate di quanto lo siano mai state dalla metà degli anni '50 in poi. Parole e scenari

La Cina e la Russia pongono oggi le più grandi minacce di spionaggio e cyber attacchi per gli Usa e sono più allineate di quanto lo siano mai state dalla metà degli anni ’50 in poi. L’allarme, non certo una novità oltreoceano ma forse uno dei più intensi sinora, è giunto nuovamente oggi dai vertici dei servizi segreti americani, riuniti in audizione al Comitato Intelligence del Senato.

VECCHIE E NUOVE MINACCE

Parlando dei pericoli internazionali che insidiano oggi gli interessi di Washington, Dan Coats, direttore della National Intelligence (l’organismo che racchiude la costellazione di 17 agenzie e organizzazioni di intelligence del governo federale), ha evocato un fantasma ben noto alla politica e all’opinione pubblica americane, quello della Guerra Fredda, che vede come protagoniste stavolta non solo Mosca, storico avversario, ma anche Pechino, colosso economico in ascesa con velleità da superpotenza globale. Entrambe le nazioni, ha detto il più alto funzionario dei servizi segreti d’oltre Atlantico, stanno gareggiando più intensamente con gli Stati Uniti in “una corsa per raggiungere la superiorità tecnologica e militare” (un ambito ampiamente analizzato nella nuova National Intelligence Strategy (Nis), un documento di 36 pagine presentato pochi giorni fa proprio da Coats e rilasciato su base quadriennale per riassumere i rischi cui gli Stati Uniti devono far fronte e le strategie da adottare).

L’ALLEANZA SINO-RUSSA

Secondo il direttore della National Intelligence (qui un dettagliato resoconto del Washington Post) – che aveva al suo fianco due pezzi da 90 della sicurezza Usa, ovvero il numero uno della Cia Gina Haspel e il capo del Fbi Christopher Wray – , le due nazioni sono peraltro destinate ad avvicinarsi ulteriormente e a rafforzare le loro relazioni nel prossimo anno, in particolare perché si sentono minacciati dagli Stati Uniti come forza per la “promozione dei valori democratici e dei diritti umani” (mentre vengono a loro volta ritenuti dall’amministrazione americana, e più in generale dai suoi partner, Paesi illiberali e non democratici).
Per Washington, è la tenuta stessa del cosiddetto “mondo libero” il vero cuore della contesa: nei prossimi anni, si evidenzia nella Nis, l’asse tra Cina e Russia punta a sfruttare “l’indebolimento dell’ordine internazionale post-seconda guerra mondiale e il dominio degli ideali democratici occidentali” e le “tendenze sempre più isolazioniste in Occidente”.

LA CONTESA TECNOLOGICA

In questo quadro è fondamentale, per l’intelligence Usa, non sottovalutare come l’elemento tecnologico stia potenziando la pericolosità di entrambi gli avversari. Per quanto riguarda la Russia (l’anno scorso al centro dell’audizione per i timori di interferenze alle Midterm), secondo Coats c’è da aspettarsi che intensifichi i suoi sforzi sui social media per aggravare le tensioni sociali e razziali in Usa e influenzare così le elezioni presidenziali del 2020. Se si guarda alla Cina, invece, a parlare sono le stesse cronache: l’enfasi posta sui progressi in intelligenza artificiale, sugli investimenti e le acquisizioni di Pechino, nonché sulla contesa sul 5G e la chiamata di Washington agli alleati a fare squadra su questo dossier testimoniano, più d’ogni altra cosa, quanto questo braccio di ferro sia destinato a condizionare gli equilibri globali per i prossimi anni.

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