Finiti ai minimi storici (6% in Baviera) i socialdemocratici puntano a festeggiare i 30 anni della caduta del Muro di Berlino con un bonus che colmi le differenze di retribuzione e pensioni tra Oriente e Occidente. Ma sulla leader Nahles ecco l'ombra di Gabriel

Basterà un bonus per far tornare la fiducia degli elettori tedeschi nella Spd? I socialdemocratici di Germania vivono una fase di crisi acutissima: un sondaggio pubblicato in questi giorni li accredita addirittura solo del 6% in Baviera, trasformando il calo accusato alle regionali di fine 2018 in possibile debacle, sia in vista delle europee di maggio che delle prossime amministrative.

L’attuale guida, Andrea Nahles, gioca la carta della disperazione mentre alle sue spalle il duo Gabriel-Schulz starebbe lavorando sotto traccia per tornare alla guida del partito.

EST & OVEST

Obiettivo della Spd è riequilibrare le pensioni prima del 2025, intervenendo in un tema molto sentito nel paese e farlo nella speranza di fermare l’emorragia di voti che, nel frattempo, dal partito guidato da Andrea Nahles sono andati ad ingrossare le fila dei Verdi, attualmente dati al 23% e in continua crescita rispetto al 17,5% delle regionali.

Sono passati solo tre mesi da quando l’Spd ha ottenuto il suo risultato peggiore di sempre in occasione delle urne bavaresi. Nahles è fortemente contestata non solo dalla base ma anche dall’interno del suo partito: in un anno non è riuscita a dare un’anima alla Spd, anzi si è fatta sottrarre dalla Cdu (dicono i suoi detrattori) i temi più spiccatamente sociali. Ergo, l’esperimento di governo con la GroKo ha contribuito al calo dei consensi. E la Spd potrebbe vedersi sostituire al governo proprio dai Verdi.

FUTURO

É la ragione per cui in Germania sta circolando nelle ultime ora un’affascinante ipotesi, con il ritorno di un grande vecchio per impedire l’estinzione della Spd: Sigmar Gabriel che con un altro nome noto del panorama socialista, Martin Schulz, potrebbe essere la carta da giocare in casa socialista. Ma perché Gabriel?

Innanzitutto perché in un momento di crisi acuta della socialdemocrazia europea occorre una mano saggia. È stato infatti ministro degli affari esteri dal 2017 al 2018 e vice-cancelliere della Germania dal 2013 al 2018. È stato leader del Partito socialdemocratico tedesco fino al 2017 e in precedenza anche ministro federale dell’Ambiente dal 2005 al 2009 e ministro federale dell’economia e dell’energia dal 2013 al 2017. Dal 1999 al 2003 Gabriel è stato primo ministro della Bassa Sassonia.

Per cui un front-man riconosciuto, Gabriel, affiancato da un uomo di organizzazione come Schulz così come sta emergendo dopo alcuni incontri avvenuti in Bassa Sassonia e nella Renania-Vestfalia.

Un attivismo, quello di Gabriel, che in questi giorni non è passato inosservato come dimostrano le sue parole sui temi di politica estera: intervistato da una tv tedesca si è espresso contro il ritorno della “follia atomica”, mettendo l’accento sul fatto che è necessario accettare l’offerta della Russia di aprire i suoi arsenali, aggiungendo che l’Europa dovrebbe iniziare una nuova discussione sul controllo degli armamenti nucleari.

TREND

Intanto a favore di Gabriel si è già espresso ufficialmente l’esperto di economia della Spd e membro del parlamento Florian Post: “Sigmar Gabriel deve ovviamente tornare in prima fila”. Ma se fino ad oggi l’interessato ha glissato, ecco le parole di Schulz a fornire più di un indizio. “Non riesco a prevedere dei cali – ha osservato in merito alle elezioni europee – La campagna elettorale è appena iniziata e gli elettori hanno tempo fino al 26 maggio per decidere chi ha presentato loro il programma più avvincente. Questo è a mio parere chiaro per l’Spd. Io stesso combatterò vigorosamente affinché i cittadini possano votare alle elezioni europee e consegnare loro lo sforzo della Sdp per un’Europa sociale “.

SCENARI

Sono in molti gli analisi tedeschi che in questi giorni ricordano che con lui alla guida del partito i socialdemocratici superavano il 20%. Tra loro spicca Johannes Kahrs che sulla stampa tedesca ha sottolineato che la politica è sempre uno sport di squadra, per questo Nahles e Scholz dovrebbero avere un grande interesse nel riportare Gabriel in squadra.

“Tutti dobbiamo avere buoni giocatori nel team”, ha detto Kahrs, suscitando il plauso di un altro nome di peso della Spd come Karl-Heinz Brunner, secondo cui Gabriel dovrebbe svolgere un ruolo importante nelle prossime campagne elettorali. Il riferimento è non solo alle europee di maggio, ma anche alle elezioni statali che si terranno quest’anno a Brema, Brandeburgo, Sassonia e Turingia dove la Spd è presente nei governi statali, sia come soggetto di maggioranza (Brandeburgo) che come parter di minoranza (Turingia e Sassonia).

Il punto di domanda adesso riguarda il quando. Nahles ha preso in mano il partito da pochissimo e peserebbe una sua uscita di scena repentina come una sconfitta a tutto tondo: passaggio che nei fatti si è verificato. Metabolizzarlo politicamente potrebbe essere forse più complesso, ma in casa Spd aumenta il numero di dirigenti che non vuole tardare una scelta che ormai appare già definita. Non fosse altro perché le percentuali in costante ascesa dei Verdi impongono anche agli altri partiti scelte drastiche.

twitter@FDepalo

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