Vi spiego il grande complotto della spazzatura

Vi spiego il grande complotto della spazzatura
L’ipotesi dell’autocomplotto M5S, finalizzato a ottenere il commissariamento e l’apertura di nuove discariche senza doversene assumere la responsabilità politica, è stata smentita dagli ambienti vicini alla sindaca con la formula di rito “E allora il Piddì?”

Il primo teorema dell’utopia politica stabilisce che dietro ogni promessa elettorale non mantenuta si cela un complotto. Anzi, più d’uno. Il primo corollario, cosiddetto “antico romano”, postula infatti che cui prodest, ipse fecit, per cui ad ogni possibile beneficiario corrisponde un diverso complotto. Ciò è confermato dal secondo corollario, cosiddetto “geometrico”, in base al quale “Per ogni problema passano infiniti complotti”. Applicando tali leggi scientifiche al problema della spazzatura non raccolta nelle vie di Roma è pertanto facile individuare tutta una serie di complotti, puntualmente denunciati nei bar e sui social, molto più rapidi e attendibili della stampa di regime.

Il complotto degli incivili. Gli abitanti dell’Urbe sono come noto degli incivili. Le più recenti indagini sul Dna dimostrano infatti che l’attuale popolazione non ha il patrimonio genetico del popolo che conquistò il mondo e vi portò la propria cultura, ma quello dei barbari Galli, Visigoti e Vandali che la misero al sacco fra il 387 a.C. e il 455 d.C. Il Dipartimento di Archeologia dell’Università della Vita sta studiando come sia stato possibile che tale inciviltà, del tutto assente nei due turni elettorali del giugno 2016, abbia potuto diffondersi in forma virale, fino a soppiantare la stirpe autoctona in meno di tre anni. Non si esclude un ruolo dei vaccini, utilizzati per indebolire i veri romani in vista della sostituzione genetica.
Il complotto del Pd. Travolto alle urne dalla fuga di 473.126 dei 926.932 romani che nel 2006 avevano votato Veltroni, il Pd ha chiesto a quelli rimasti di sabotare i vincitori. La prova generale è stata l’abbandono dei frigoriferi del settembre-ottobre 2016.

Il complotto dei sindacati. I lavoratori rallentano la raccolta ordinaria per creare i mucchi di sacchetti da smaltire con gli assai più redditizi straordinari festivi di Natale, Capodanno e Befana. Solo che poi vanno in ferie, facendo crescere i mucchi a dismisura.

Il complotto delle ditte. Le aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti sabotano i macchinari Ama per costringere il Comune a usare gli impianti privati. La prova generale è stata l’ostruzione del serbatoio di un escavatore con una tanica di plastica nel maggio 2017. Quando l’assessora all’Ambiente ha denunciato il fatto, i sabotatori hanno iniziato ad abbandonare le taniche in strada per rendere impossibile collegarle a loro. Il gioco è sfuggito di mano e ora nessuno riesce più a trovare non solo gli escavatori ma neppure i cassonetti.

Il complotto del Nuovo Salario. Il Tmb Salario è stato incendiato dagli abitanti del III Municipio, ai quali il sindaco Marino aveva promesso la chiusura entro il 31 dicembre 2015. Essendo di sinistra, hanno però rinviato l’offensiva al terzo Natale della giunta grillina, la quale a sua volta ha astutamente fatto cadere la presidente M5S del Municipio per far comunque ricadere l’incendio sotto responsabilità Pd.

Il complotto della Lega. Forte del 2,7% raccolto alle comunali 2016, Salvini mira a far cadere la sindaca per andare ad elezioni anticipate. Non a caso l’incremento dei rifiuti rilevato dall’Ama durante le feste di Natale è pari esattamente al 2,7%.

L’ipotesi dell’autocomplotto M5S, finalizzato a ottenere il commissariamento e l’apertura di nuove discariche senza doversene assumere la responsabilità politica, è stata smentita dagli ambienti vicini alla sindaca con la formula di rito “E allora il Piddì?”. La pubblicazione di un audio, pare registrato durante una riunione di giunta, nel quale una voce femminile dice: “Il commissario sarebbe come avere la botte piena e la moglie ubriaca!”, è stata commentata con un lapidario “I giornali mainstream pubblicano solo fake news”.

È bene ricordare che il secondo teorema dell’utopia, cosiddetto del “multiverso”, stabilisce che l’esistenza di un complotto non fa decadere gli altri, che possono esistere simultaneamente nella stessa dimensione spazio-temporale. D’altra parte, il terzo corollario, cosiddetto “di Campanile”, si spinge sino a dire che vi sono “utopie composte di soli complotti, e sono le più riuscite.”

In conclusione, è chiaro che tutti i complotti portano a Roma. Per fortuna soccorre il corollario numero 56, cosiddetto “nostalgico”, per cui “Molti complotti, molto odore”. Soprattutto in prossimità del vento del cambiamento.

ultima modifica: 2019-01-05T09:20:45+00:00 da Gregory Alegi