Ecco i punti principali della lezione tenuta dal prefetto Gennaro Vecchione, direttore del Dis, agli studenti del master in intelligence e sicurezza della Link University curato dai professori Marco Mayer, direttore del master, e Paola Giannetakis, responsabile del Comparto sicurezza e intelligence dell’ateneo romano

La diffusione della cultura dell’intelligence e della sicurezza, l’interdisciplinarietà e una sempre maggiore attenzione alla radicalizzazione di soggetti vicini al jihadismo: sono stati i tre punti principali della lezione tenuta dal prefetto Gennaro Vecchione, direttore del Dis, agli studenti del master in intelligence e sicurezza della Link University curato dai professori Marco Mayer, direttore del master, e Paola Giannetakis, responsabile del Comparto sicurezza e intelligence dell’ateneo romano. I temi erano stati precedentemente indicati dagli stessi studenti.

Vecchione ha insistito sulla necessità che anche i manager acquisiscano una maggiore consapevolezza su quanto la sicurezza delle loro aziende dipenda dalla conoscenza di determinati meccanismi e, di conseguenza, dalla collaborazione con i Servizi segreti oltre che con le forze dell’ordine. A questo proposito ha citato l’attacco hacker avvenuto a dicembre ai danni di una grande azienda energetica che, essendo quotata, dovette fare comunicazioni alla Borsa senza però interessare l’intelligence. Le aziende che ne fossero sprovviste, ha aggiunto il prefetto, dovrebbero inserire la figura di un responsabile per la sicurezza che abbia esperienza e certe sensibilità. Per questo ci sarà una serie di incontri in tutte le regioni italiane per spiegare soprattutto alle aziende più grandi come comportarsi per evitare rischi.

Vecchione, oltre ad accennare all’importanza dell’interdisciplinarietà in un comparto così complesso, ha sottolineato che la scelta del governo di indicare contemporaneamente due generali della Guardia di Finanza per i vertici dei Servizi (oltre a lui, il generale Luciano Carta, direttore dell’Aise) dimostra la necessità di “sviluppare la tutela degli interessi economici dell’Italia”, confermando anche che il governo potenzierà le norme sul “Golden power” oggi non applicabili al settore delle telecomunicazioni, in modo da poterlo esercitare in situazioni come quella dell’accordo con la Cina.

Come già annunciato alla fine di febbraio presentando la relazione annuale dei Servizi al Parlamento, Vecchione ha confermato che all’inizio di aprile il Dis organizzerà una conferenza internazionale sul fenomeno della radicalizzazione.

 

 

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