Perché si è dimesso Bill Shine, il direttore della comunicazione della Casa Bianca

Perché si è dimesso Bill Shine, il direttore della comunicazione della Casa Bianca
Il capo delle comunicazioni della Casa Bianca si è dimesso a sorpresa. Trump lo userà per la strategia in vista delle presidenziali del 2020, oppure il presidente ha rotto di nuovo con un comunicatore del suo staff?

Il consigliere capo per le comunicazioni della Casa Bianca, l’ex presidente di Fox News Bill Shine, si è dimesso senza preavviso dall’incarico che ricopriva da soli otto mesi. È stata la Press Secretary, Sarah Sanders, a spiegare pubblicamente che Shine ha presentato la lettera con le dimissioni a Donald Trump giovedì sera, che le ha subito accettate. La notizia è stata diffusa mentre il presidente si stava imbarcando sul Marine One per visitare i luoghi dell’Alabama colpiti da un tornado nei giorni scorsi.

Non c’è una spiegazione ufficiale all’uscita di Shine, che a quanto pare resterà nell’orbita trumpiana lavorando come consulente per la campagna di ri-elezione verso le presidenziali del 2020. “Servire il presidente Trump e questo paese è stata l’esperienza più gratificante di tutta la mia vita”, ha detto in una dichiarazione: “Essere una piccola parte di tutto ciò che il Presidente ha fatto per il popolo americano è stato davvero un onore. Non vedo l’ora di lavorare sulla campagna di rielezione di Trump e passare più tempo con la mia famiglia”.

A luglio dello scorso anno era stato assunto per dare un aiuto all’immagine del presidente: Trump aveva bisogno di una strategia comunicativa che lo rendesse più forte, subendo il pressing dell’incessante campagna di delegittimazione del suo mandato che i Democratici stanno spingendo. Questione che adesso è diventa ancora più necessaria, dato che il pressing dei Dems – rafforzati dalla vittoria alla Camera nelle Midterms – è diventato più intenso che mai.

Insider della Casa Bianca dicono al Washington Post che erano mesi che il Prez si lamentava della copertura non troppo positiva che i media in generale danno della sua azione di governo (cosa per altro più volte esternata pubblicamente da Trump, che non più tardi di oggi attaccava i media accusandoli di disonestà).

Situazione per cui accusava anche il lavoro scarso fatto da Shine, secondo quelle fonti, che raccontano anonimamente che tra i due uomini ci sono stati vari disaccordi nelle ultime settimane. Shine, ad esempio, non ha accompagnato il presidente la scorsa settimana in Vietnam per il delicatissimo vertice con il dittatore nordcoreano Kim Jong Un.

Oggi Trump ha commentato l’uscita di Shine con una dichiarazione formale che sembra indirizzata a rasserenare certe voci: “Bill Shine ha svolto un lavoro eccezionale lavorando per me e l’amministrazione”, ha detto. “Ci mancherà alla Casa Bianca, ma non vediamo l’ora di lavorare insieme sulla campagna presidenziale del 2020, dove sarà totalmente coinvolto. Grazie a Bill e alla sua meravigliosa famiglia!”.

“Bill Shine è un professionista incredibile e porterà intuito e talento mentre costruiamo una campagna di livello mondiale”, ha detto in un comunicato il responsabile della campagna elettorale di Trump, Brad Parscale: “È un comunicatore dotato, un pensatore strategico e porta una grande esperienza dalle news delle Tv via cavo e dalla Casa Bianca. Lo sforzo per la rielezione del presidente si è appena rafforzato”.

La campagna elettorale per il 2020 è già partita e il team del repubblicano, come quelli dei democratici già lanciati o in rampa di lancio (tipo l’ex vicesegretario obamiano Joe Biden), si stanno formando per creare squadre toste in vista di una corsa presidenziale che si preannuncia spietata. In quest’ottica, allora: c’è stato veramente uno shift tattico tra Casa Bianca e comitato elettorale per sfruttare al meglio le capacità di Shine, oppure l’idea di recuperarlo è soltanto il modo per fornirgli una porta secondaria per uscire dall’orbita Trump senza creare troppo rumore?

Le dichiarazioni ufficiali hanno soltanto costruito la narrazione? Gli insider dei media americani hanno usato toni velenosi per proprio interesse? Oppure il presidente sentiva il bisogno di un cambiamento? Val la pena ricordare che Shine – per vent’anni in Fox fino a diventare il numero due di Roger Ailes – è l’ultimo di una lunga serie di alti funzionari della comunicazione a lasciare la Casa Bianca di Trump. Predecessori come Hope Hicks, Anthony Scaramucci e Michael Dubke, e poi Sean Spicer, che inizialmente ricopriva il duplice ruolo di segretario stampa e direttore delle comunicazioni.

 

ultima modifica: 2019-03-09T01:50:03+00:00 da Emanuele Rossi