Sulla Siria Putin ed Erdogan dovranno fare i salti mortali

Sulla Siria Putin ed Erdogan dovranno fare i salti mortali
La settimana che sta per iniziare sarà particolarmente importante per i destini della Siria. I ministri degli esteri turco e russo si incontreranno per trovare una soluzione condivisa sulla gestione del Paese. Per la Turchia, la priorità è garantirsi la creazione di una fascia di sicurezza

L’accordo sul Nord della Siria è lontano la soluzione definitiva sugli assetti futuri del Paese ancora di più. Ma Turchia e Russia stanno cercando di fare passi avanti e rendere operativa la loro alleanza. Per questo, in questi giorni stanno partendo i pattugliamenti congiunti fra Ankara e Mosca nella zona attorno a Idlib, dove la Mezzaluna ha denunciato più volte la violazione del cessate il fuoco e il presidente Bashar Al-Assad vorrebbe imporre la sua presenza, atto che praticamente gli permetterebbe di vincere la guerra.

In particolare, la Russia vigilerà nella zona vicino al confine della città di Idlib, che si trova non lontano dalla provincia turca dell’Hatay, mentre le armate di Ankara si concentreranno sui territori già demilitarizzati. Un modo, per Mosca, di rendere l’alleato turco partecipe della situazione in Siria, ma al tempo stesso di evitare fratture con le forze lealiste che renderebbero ancora più difficile il raggiungimento di un’intesa.

L’annuncio delle perlustrazioni congiunte arriva a pochi giorni dalle parole del Presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, che ha confermato l’acquisto del sistema missilistico russo S-400, aprendo anche alla possibilità dell’acquisto dell’S-500, suscitando così le ire degli Stati Uniti.

La settimana che sta per iniziare sarà particolarmente importante per i destini della Siria. I ministri degli esteri turco e russo si incontreranno per trovare una soluzione condivisa sulla gestione del Paese. Per la Turchia, la priorità è garantirsi la creazione di una fascia di sicurezza, che aiuterebbe Ankara a contrastare i gruppi di curdi siriani, che in questo momento rappresentano la maggiore preoccupazione per la Mezzaluna, che teme possibili riconoscimenti del nord della Siria come regione curda indipendente, contagiando così anche i curdi del Pkk, da anni impegnati nella stessa battaglia.

Mosca dovrà gestire una situazione che si presenta molto delicata, le divergenze fra il Cremlino e Ankara sono parecchie, ma le due potenze devono tentare tutto il possibile per non incrinare un’alleanza che presenta parecchi ostacoli, ma anche mutui interessi da cui Turchia e Russia hanno solo da guadagnare.

Putin ed Erdogan lo sanno fin troppo bene e stanno ponendo le basi per aggiungere un altro tassello importante della loro cooperazione. Le forze navali dei due Paesi, infatti, stanno compiendo esercitazioni navali congiunte nel Mar Nero, per la precisione vicino il porto di Novorossiysk, dove due imbarcazioni russe e due turche stanno effettuando operazioni di trivellazione. Il comunicato ufficiale parla di un’esercitazione per simulare una situazione di navigazione sicura in un campo navale minato. Ma il pensiero corre alle esplorazioni nel Mediterraneo orientale, soprattutto al largo delle acque di Cipro, dove gli interessi dell’Occidente si scontrano con quelli di Ankara e Mosca.

ultima modifica: 2019-03-10T08:40:55+00:00 da Marta Ottaviani

 

 

 

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