Duro documento del Parlamento Ue contro Mosca, ma gli eurodeputati giallo-verdi si oppongono. L'asse grillo-leghista sembra spostarsi sempre più verso Oriente

Dopo l’apertura alla Cina, procede di pari passo la posizione dialogante con la Russia da parte di Lega e Movimento 5 Stelle. L’asse dei due partiti di maggioranza che sostengono il governo si sposta sempre più ad Oriente. Contro il pugno duro del Parlamento europeo nei confronti di Mosca, gli eurodeputati giallo-verdi si sono opposti alla risoluzione approvata oggi in aula a Strasburgo, in cui si afferma che la Russia non può più essere considerata un “partner strategico” dall’Ue.

A votare contro il testo, oltre gli eurodeputati di Lega e Cinquestelle, anche una minoranza degli eurodeputati Pd. Nel testo approvato si legge tra l’altro che l’Ue “dovrebbe prepararsi ad adottare ulteriori sanzioni, incluse sanzioni personali mirate”, se Mosca continuerà a violare il diritto.

402 i voti favorevoli, 163 i contrari e 89 astensioni nell’aula di Strasburgo. I deputati hanno rilevato che, dal 2015, sono emerse nuove tensione tra l’Ue e Mosca, tra cui l’intervento in Siria e l’ingerenza in Paesi come Libia e Repubblica Centraficana. Non solo, ma la risoluzione sottolinea anche il sostegno del Cremlino ai movimenti di estrema destra e anti-europeisti continuando ad interferire nelle elezioni dei Paesi europei. Lo scorso dicembre, il Consiglio ha prorogato le sanzioni economiche fino al 31 luglio 2019. Secondo gli europarlamentari la Ue dovrebbe rivedere il suo attuale accordo di partenariato e cooperazione con la Russia e limitare la cooperazione ai settori di interesse comune come il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la lotta al terrorismo richiedono un impegno selettivo.

Nella risoluzione si afferma che una più stretta collaborazione sarà possibile solo se la Russia attuerà pienamente i cosiddetti accordi di Minsk per porre fine alla guerra nell’Ucraina orientale e inizierà a rispettare il diritto internazionale. Ribadita la preoccupazione per il fatto che il progetto Nord Stream 2 potrebbe rafforzare la dipendenza della Ue dalle forniture di gas russo e minacciare il mercato interno. Infine la condanna delle attività finanziarie illecite e il riciclaggio di denaro sporco da parte della Russia, che ‘potrebbe ammontare a miliardi di euro e costituisce una minaccia per la sicurezza e la stabilità europea.

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