Via della Seta e F-35. Vertice a tre a Palazzo Chigi in cerca di un’intesa

Via della Seta e F-35. Vertice a tre a Palazzo Chigi in cerca di un’intesa
Questa mattina il premier Conte cerca la quadra con Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader del Carroccio chiede una golden power rafforzata: no al 5G e vincoli di sicurezza anche sui porti

Sono da questa mattina riuniti a Palazzo Chigi per fare il punto sul progetto per la Via della Seta cinese. Il premier Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini proveranno a fare una sintesi. Le sensibilità tra Lega e Movimento 5 Stelle sul dossier sono diverse. E differente anche la visione sulla questione degli F-35. Alla fine di una settimana di tensione e scontri tra i due contractor del governo, c’è Matteo Salvini che chiede una golden power rafforzata che possa consentire allo Stato di avere l’ultima parola anche sulla questione dei porti. Come anticipato da Formiche.net appena ieri. 

Una posizione su cui va trovata una sintesi tra i leghisti e i 5 stelle, ma pure con Giuseppe Conte il quale fa comunque sapere che “il memorandum d’intesa tra Italia e Cina non è in discussione”.  Da questo punto di vista è chiara la posizione leghista: “Amici di tutti, colonia di nessuno”, hanno affermato ieri i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Dal Memorandum per la Belt and Road Initiative oggi si passa a quel programma per gli F-35 che Matteo Salvini sostiene con nettezza, ma che Luigi Di Maio, da tempo, guarda con prudenza. Due dossier cruciali che, di riflesso, vanno ad impattare anche nei rapporti tra Italia e Usa.

Ieri Salvini aveva posto l’accento anche sulla questione F-35, stamattina è attesa una schiarita dal vertice a Palazzo Chigi. “Nessun passo indietro sugli F-35- aveva detto il leader del Carroccio – sarebbe un danno per l’economia italiana ogni ipotesi di rallentamento e ravvedimento. Se non lo facciamo noi lo fanno francesi e tedeschi”. Non a caso ieri ci sarebbe stato un faccia a faccia a Palazzo Chigi tra il premier Conte e il ministro Elisabetta Trenta. “Ci sarà una ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell’Italia, in modo da assicurare che le prossime commesse siano effettivamente commisurate alle nostre strategie”, hanno spiegato da Palazzo Chigi, mantenendo ferma la collocazione euro-atlantica dell’Italia e affidando il coordinamento di tale verifica proprio alla Trenta. Mentre a giorni, sottolineano dalla presidenza del Consiglio, saranno concretamente effettuati i pagamenti dovuti.

Di cosa sarà di questo vertice e quali sviluppi porterà resterà solo attendere. Ora lo scontro M5S-Lega, con il passare delle ore, cambia campo e si trasferisce a Verona che a fine marzo ospiterà il Movimento Globale pro-Family.  Resta da vedere se, nei prossimi giorni, lo scontro tra alleati si attenuerà almeno sulla Via della Seta. I 50 accordi a cui il Memorandum fa da cornice dovrebbero essere siglati da Conte e il presidente Xi Jinping a Villa Madama, sabato 23 marzo. Xi arriverà a Roma già il 21 sera e il giorno dopo è in agenda l’incontro con il Presidente Sergio Mattarella. Mentre martedì prossimo Conte riferirà in Aula proprio sul Memorandum. Entro allora, i due vice sono di fatto chiamati ad un’intesa. Si attendono schiarite.

ultima modifica: 2019-03-15T10:09:41+00:00 da Valentino Di Giacomo