AfriCom (Usa) torna in Libia. Crisi a una svolta?

AfriCom (Usa) torna in Libia. Crisi a una svolta?
Il comando del Pentagono che copre l’Africa, ha annunciato oggi al Consiglio presidenziale libico guidato dal premier onusiano Fayez Serraj, che un team di forze speciali statunitensi rientrerà in Libia. Fatti, scenari, indiscrezioni

AfriCom, il comando del Pentagono che copre l’Africa, ha annunciato oggi al Consiglio presidenziale libico guidato dal premier onusiano Fayez Serraj, che un team di forze speciali statunitensi rientrerà in Libia. Gli operativi americani, precedentemente rimossi per ragioni di sicurezza, saranno acquartierati a Misurata, città-stato schierata al fianco del progetto di stabilizzazione delle Nazioni Unite che sta guidando le forze che proteggono Serraj e Tripoli contro il tentativo di attacco lanciato giovedì scorso dal signore della guerra dell’Est libico, Khalifa Haftar.

A Misurata si trovano anche i militari della Folgore che proteggono l’ospedale da campo che l’Italia ha inviato tre anni fa, a sostegno dei combattenti misuratini che hanno sconfitto il Califfato baghdadista che aveva creato a Sirte la sua roccaforte.

Fonti libiche passano la notizia del rientro americano a Formiche.net in modo discreto, confermando che il ruolo degli specialisti Usa non sarà operativo, ma avranno il compito di consulenza per i misuratini, oltreché essere una forza di pronto intervento. Washington teme un’escalation e sta lavorando a stretto contatto con l’Italia, che sul fronte libico viene considerata dagli Stati Uniti il partner più affidabile. 

Ieri il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha ricevuto alla Farnesina l’ambasciatore americano Lewis Eisenberg; nei giorni scorsi, il premier Giuseppe Conte – che si è intestato il dossier sulla crisi libica – ha parlato dei continui contatti tra Roma e Washington (contatti confermati anche dal senatore Lindsey Graham in un’intervista al CorSera pubblicata oggi, in cui ha spiegato che nell’ambito di una partnership più ampia a sfondo Siria, gli Usa sono disposti a impegnarsi di più sulla Libia).

Lunedì il premier Conte incontrerà il vicepremier e ministro degli Esteri qatarino, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, che dovrebbe vedere anche Moavero: il Qatar, alleato italiano (ma anche partner americano: ospita l’hub del CentCom), è uno dei principali sponsor delle milizie che difendono Serraj. L’incontro viene descritto tra gli sforzi diplomatici del governo italiano per evitare l’escalation della soluzione militare.  

Sempre lunedì a Roma arriverà il vice di Serraj, Ahmed Maitig, dove terrà una serie di incontri. L’esponente misuratino incontrerà Conte e il ministro Moavero, mentre pare che si stia organizzando anche un colloquio con il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Dal campo arrivano conferme che le forze haftariane sono sostanzialmente in stallo, “stanno perdendo”, l’avanzata è pressoché bloccata, dice una fonte a Formiche.net. Le forze di Serraj hanno respinto l’offensiva degli uomini affiliati ad Haftar verso Suani Ben Adem, 25 chilometri a sudovest di Tripoli. Mentre altre truppe “sono state isolate”, aggiungono le fonti dal posto, rimaste tagliate fuori dalle retrovie. All’Ansa, il generale Abuseid Shwashli, che comanda le truppe pro-Serraj nel distretto sudovest, ha parlato di una controffensiva lungo quella fascia. Sempre l’Ansa ha avuto conferma delle presenza di forze speciali francesi nella zona di Garian, osservatori nel cuore dei combattimenti.

ultima modifica: 2019-04-13T21:02:10+00:00 da Emanuele Rossi

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: