Economia circolare, a che punto siamo?

Economia circolare, a che punto siamo?
Due eventi si sono susseguiti la settimana appena passata sul tema dell'economia circolare. Il primo a Napoli, organizzato dalla casa editrice Edizioni Ambiente e il secondo a San Patrignano, con Confindustria dove era presente anche Conte: “Nel governo troverete un interlocutore sempre attento per favorire le imprese e la crescita economica"

Il concetto di economia circolare è ormai entrato a far parte  del nostro vissuto quotidiano. Se ne parla e se ne scrive (per nostra fortuna) ad ogni possibile occasione, sui mezzi di informazione di ogni tipo o in una serie di convegni, seminari, incontri. In questa ultima settimana, sono stati addirittura due gli eventi nei quali se n’è discusso; e ad alto livello. Il primo a Napoli, organizzato dalla casa editrice Edizioni Ambiente; il secondo a San Patrignano, con Confindustria, dove è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Nel governo troverete un interlocutore sempre attento per favorire le imprese e la crescita economica. L’obiettivo ultimo non è incrementare il benessere degli imprenditori, ma realizzare le condizioni perché le imprese, intese come comunità di donne e uomini, possano perseguire uno sviluppo sostenibile”.

Ad aprire il Sustanaible Economy Forum 2019 è stata la cofondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti che ha ribadito l’importanza di “una nuova alleanza tra istituzionali, nazionali e internazionali, e mondo delle imprese per costruire una società più aperta, più sostenibile, più inclusiva. Questo ci permetterà di avere più chance per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità posti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia,  ha sottolineato la peculiarità culturale del forum: “Oggi in questa comunità si esprime un’idea di Paese e su questa si potrebbe creare una grande convergenza: mettere insieme le ragioni dello sviluppo e le ragioni della solidarietà che sono complementari e no antitetiche”.

Per dare un concreto seguito alle parole, è stato firmato a San Patrignano, da Confindustria, Cassa Depositi e Prestiti ed E4Impact Foundation, un “Protocollo d’intesa a sostegno dell’Africa”, con il quale le parti si impegnano a “collaborare per individuare iniziative da promuovere in particolare nei settori dell’energia, delle infrastrutture, dell’agricoltura, dell’istruzione, dello sviluppo urbano, del contrasto al cambiamento climatico, dell’accesso al credito delle Pmi e del sostegno all’imprenditoria femminile; individuare idonei strumenti finanziari anche attraverso la mobilitazione di risorse pubbliche e private; promuovere e diffondere strumenti di finanziamento dedicati quali green bond, social bond e sustainable development bond, utili a favorire la realizzazione di investimenti finalizzati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità”.

“Parliamo di crescita sostenibile, ma di che cosa? Non è solo il Pil che deve crescere, ma soprattutto il benessere, ha ribadito Enrico Giovannini, ex ministro e portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. L’Agenda 2030 è la strada per affrontare queste problematiche, che vanno viste nel loro complesso. Serve un nuovo paradigma dello sviluppo. Che guardi all’impatto migliore che possono generare assieme capitale umano, naturale, sociale ed economico”.

Da quando, poi, a Bruxelles, lo scorso anno, è stato approvato il cosiddetto “Pacchetto sull’economia circolare”, sono iniziati a circolare libri di varia natura e foggia, per addetti ai lavori  e non, con lo scopo di spiegare ai più questo nuovo paradigma di sviluppo sostenibile. L’ultimo, in ordine di tempo (aprile 2019), presentato in occasione del forum di Napoli, la dice lunga, fin dal titolo, sui target che vuole raggiungere: “Economia circolare per tutti. Concetti base per cittadini, politici e imprese” (Edizioni Ambiente). L’autore è Walter Stahel, un ricercatore inglese che ha passato la sua vita professionale ad occuparsi di problematiche relative all’economia circolare applicata. Il suo focus, come ricorda Emanuele Bompan, direttore di Materia Rinnovabile, nell’introduzione al libro, “è principalmente industriale (non a caso la definisce Cie, Circular industrial economy), segmento di grande interesse per un teorico, ma che viene affrontato anche con soluzioni concrete rivolgendosi direttamente agli stakeholder, siano essi politici, imprese o consumatori. Serve certo ai neofiti della materia, ma soprattutto offre prezioso materiale petr chiunque svolga ricerche approfondite in economia e scienze ambientali”.

La principale preoccupazione di Stahel è quella di voler accelerare la transizione dall’economia tradizionale lineare (“estrarre, produrre, consumare, dismettere”) verso un’economia circolare per necessità per arrivare, alla fine “ad un’economia circolare più desiderabile e sostenibile”. Il poeta francese Antoine de Saint Exupéry (citato dal’autore) ha descritto così questa sfida: “Quando vuoi costruire un barca, non iniziare a raccogliere la legna, a tagliare le assi e organizzare gruppi di lavoro, ma crea piuttosto il desiderio del mare, risveglia negli uomini il desiderio per il vasto e infinito oceano”.

ultima modifica: 2019-04-07T12:39:40+00:00 da Saturno Illomei

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: