Meno Irpef e più Iva, ci si può ragionare. Parla Montanino (Confindustria)

Meno Irpef e più Iva, ci si può ragionare. Parla Montanino (Confindustria)
Per il capo del Centro Studi di Viale dell'Astronomia l'ipotesi del ministro Tria merita una riflessione. Il Def? Basta coi tentativi, è l'ora di una politica economica chiara e credibile

Ridurre l’Irpef in cambio di un aumento dell’Iva. Un gioco su cui ci si potrebbe anche ragionare e magari alla fine persino funzionare. Con il Def appena approvato, per il governo è quasi tempo di pensare alla prossima manovra di bilancio, trovando la sintesi e l’equilibrio in grado di strappare il sì dell’Europa. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha paventato l’ipotesi di un taglio all’imposta sulle persone fisiche a fronte dello scatto dell’aliquota Iva. Per Andrea Montanino, un passato al Fondo monetario e oggi a capo del Centro studi di Confindustria, “ci si può ragionare. D’altronde in Ungheria hanno fatto un po’ la stessa cosa, un’Iva al 27% e una flat tax al 15%. Si tratta di una scelta politica in ogni caso”, spiega Montanino a Formiche.net.

Detto questo “il problema principale sono le tasse sul lavoro, il cuneo e il costo del lavoro stesso. Se non altro possiamo dare a questo Def il merito di rappresentare una presa d’atto circa una realtà che noi già avevamo descritto a ottobre. Quello che voglio dire è che questo è il momento della chiarezza, delle scelte. Prima è arrivato il reddito di cittadinanza, poi la quota 100, ma qual è la nostra politica economica? Dobbiamo decidere da che parte andare. I mercati ci prestano i soldi ma possono essere cattivi. E allora è meglio tornare a crescere”.

Montanino tuttavia non vede un attacco dei mercati imminente. “L’Italia in questo momento garantisce tassi abbastanza elevati, intorno all’1%, tutto sommato ai mercati conviene prestarci denaro”.

L’ultima considerazione per chiudere un ragionamento ad ampio spettro, la possibilità di una manovra correttiva. “Francamente non credo che per quest’anno ci sarà, siamo in fase di rallentamento, è più probabile che accada nel 2020. Semmai abbiamo un problema col debito, che deve scendere. Si parla di 18 miliardi di privatizzazioni ma l’ultima volta che si sono avute privatizzazioni degne di sorta è stato nel 1999. Oggi il valore di molti asset è anche sceso. Per quanto riguarda gli immobili, il tema è complicato, perché si continuano a fare leggi sulla loro valorizzazione”.

ultima modifica: 2019-04-13T10:00:51+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

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