La Cina finanzia la ferrovia elettrica in Egitto (e Trump si preoccupa)

La Cina finanzia la ferrovia elettrica in Egitto (e Trump si preoccupa)
Mezzo miliardo di dollari “cinesi” ad Al Sisi: come cambia il panorama di influenze, affari e incroci geopolitici nel Mediterraneo e nel Medio Oriente?

Più di mezzo miliardo di dollari “cinesi” prestati all’Egitto per finanziare una ferrovia. Continua la marcia di penetrazione di Pechino nelle economie mediterranee, un passaggio che non è solo economico o finanziario, ma porta in grembo diversi riverberi circa influenze, affari e incroci geopolitici nel Mare Nostrum e nel Medio Oriente. Il ruolo dell’asse Pechino-Mosca e le reazioni a stelle e strisce.

INFRASTRUTTURE

Il prestito sarà utilizzato dal Ministero dei Trasporti per implementare un progetto ferroviario che collegherà le nuove realtà industriali del paese situate nella periferia della capitale. Le condizioni sono favorevoli: la scadenza del prestito è ventennale, inclusi il periodo di disponibilità del prestito, un periodo cuscinetto e il periodo di rimborso a condizione che il periodo di tolleranza non superi i cinque anni. Come annunciato dal ministro dell’edilizia egiziano Assem Al-Jazar la prima rata del prestito cinese, del valore di 834 milioni di dollari, coprirà il costo della creazione di sette grattacieli, nonché la progettazione e l’istituzione del Central Business District, nella nuova capitale amministrativa.

Si tratta di un agglomerato nuovo di zecca che, per avere un’idea più precisa, sarà più grande di Madrid e della sua area metropolitana, situato a 45 chilometri dal Cairo dove sorgerà la nuova capitale amministrativa con una superficie totale di 700 chilometri quadrati. Lì troveranno sede 34 ministeri, accanto ad un mall e quartieri residenziali capaci di ospitare fino a sette milioni di residenti.

BANK OF CHINA

I 4,6 miliardi di yuan prestati (0,67 miliardi di dollari) non serviranno solo a finanziare un progetto di ferrovia elettrica, ma di fatto investiranno ufficialmente il ruolo della Export-Import Bank of China anche in Egitto come player finanziario certificato. Si tratta di una delle tre banche istituzionali cinesi, che ha l’obiettivo di attuare azioni mirate all’estero per promuovere l’esportazione di prodotti e servizi cinesi. Istituita nel 1994, la banca è subordinata al Consiglio di Stato ed è guidata da Li Ruogu.

Assieme a due altri player cinesi di primo piano, come China Development Bank e Sinosure, si distingue per il suo ruolo come unico fornitore di prestiti agevolati del governo cinese, concentrandosi principalmente nel settore infrastrutturale. I numeri complessivi, secondo le stime del Financial Times, sono elevati: almeno 100 miliardi prestati in giro per il mondo dalle tre banche.

Il prestito è il frutto dell‘interlocuzione costante Pechino-Cairo sfociata nella visita del presidente egiziano in Cina conclusa lo scorso 1 maggio che hanno condotto a nuovi accordi di partnership anche nel settore delle auto elettriche. Al Sisi infatti ha preso parte al secondo Forum Cinematografico e Stradale della Cina per la cooperazione internazionale, con 5.000 delegati e 37 altri capi di stato, per analizzare gli sviluppi della Belt and Road Initiative e creare una rete che collega Asia, Africa ed Europa.

SCENARI

Un rapporto, quello del Cairo con Pechino, che ha già toccato vari settori come la difesa: a tal proposito il nuovo drone cinese a cui l’Egitto è interessato, ha provocato la reazione di Washington che ha sbandierato l’Adversaries Through Sanctions Act di Countering America, anche perché Al Sisi ha anche in pidi una commessa con la Russia per i caccia Su35.

Pochi mesi fa infatti l’Egitto ha ampliato la sua flotta Uav, firmando un contratto con il costruttore di aeromobili cinese Chengdu Aircraft Industry Group per la fornitura di 32 droni Peadodactyl-1D. Noto anche come Wing Loong, è un aereo sviluppato dal Chengdu Aircraft Industry Group in Cina, migliorato rispetto al modello base perché dotato di un’apertura alare maggiore (da 14 metri a 17,5) e di un carico di ben 400 kg, rispetto agli iniziali 100.

Recentemente gli Stati Uniti avevano messo in guardia l’Egitto dal concludere con la Russia l’acquisto di Sukhoi Su-35 per 2 miliardi di dollari in sostituzione dei MiG-21 e dei cinesi J-7 (le cui consegne inizieranno già nel 2020) facendo trapelare la possibilità di sanzioni economiche.

twitter@FDepalo

 

ultima modifica: 2019-05-11T11:30:24+00:00 da Francesco De Palo

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