“Bergoglio come Badoglio”, perché la polizia non ha rimosso lo striscione di Forza Nuova?

“Bergoglio come Badoglio”, perché la polizia non ha rimosso lo striscione di Forza Nuova?
A San Pietro le femen furono fermate. Stavolta, in via della Conciliazione, è stata inscenata una manifestazione contro un capo di Stato straniero in una zona sensibile e sottoposta alla vigilanza delle nostre autorità

Via della Conciliazione, domenica 12 maggio 2019. Uno striscione di Forza Nuova, nel quale si equipara Jorge Mario Bergoglio al maresciallo Badoglio, intendendo che il primo è colpevole dell’accettazione dell’invasione islamica come il secondo fu colpevole dell’accettazione dell’invasione anglo-americana, viene srotolato da un lato all’altro della grande strada a pochi passi da Piazza San Pietro. I giornali, in linea di massima, hanno parlato di blitz del gruppo di estrema destra. Ma di quale blitz si tratta? Via della Conciliazione non è una strada normale: la sicurezza è sotto compito delle autorità italiane, la strada è territorio italiano, ma tutti gli edifici attigui sono extra-territoriali. Dunque è zona “sensibile”.

Nessuna iniziativa può avervi luogo senza il consenso delle autorità vaticane. Ma la sicurezza, così cara a tutti noi come a questo governo, è piena responsabilità dello Stato Italiano. E ieri è stata assicurata la sicurezza per i tanti fedeli che, come ogni domenica, si recavano a Piazza San Pietro? Siccome nessuno ha parlato di un intervento delle forze di polizia, che presidiano la zona con accuratezza da sempre e soprattutto da quando alcuni politici vociferano di attenzioni da parte di gruppi jihadisti e/o terroristi, questo atto aggressivo nei confronti della figura del Sommo Pontefice, del capo della Chiesa cattolica e dello Stato della Città del Vaticano, sorprende che sia passato nella quiete. O almeno, così sembra, visto che da nessuna parte è stato scritto di un intervento delle forze di sicurezza italiane per fermare i rei e sequestrare lo striscione. Eppure lo statuto della zona e della strada sembra proprio prescriverlo.

Lo Stato della Città del Vaticano, come è noto, ha degli accordi concordatari con l’Italia in materia di sicurezza. Forse ci si ricorderà di tempestivi interventi delle forze di sicurezza italiane quando si verificò qualche sgradevole provocazione da parte delle attiviste ad esempio del gruppo “Femen” che vennero fermate tempestivamente quando tentarono di penetrare nel grande presepio di Piazza San Pietro a seno nudo. Questi attivisti con striscione dagli intenti offensivi nei confronti di un capo di stato straniero in territorio di confine con il suo stato invece sembra che abbiano potuto agire indisturbati per un po’ di tempo, certamente quello necessario a immortalarsi.

Se le cose stessero davvero così, se cioè non vi fosse stata un’immediata operazione di pubblica sicurezza per fermare chi ha inscenato una manifestazione contro un capo di stato straniero in una zona sensibile e sottoposta alla vigilanza delle nostre autorità, dispiacerebbe moltissimo e obbligherebbe a porsi un interrogativo: l’Italia è determinata a garantire la sicurezza del vescovo della sua capitale e capo dello Stato della Città del Vaticano oltre che dei tanti pellegrini che riempiono ogni giorno via della Conciliazione? Se un fedele avesse avuto da ridire su quello che avrebbe leggere come un tentativo di offendere il suo leader spirituale avrebbe forse rischiato? La questione appare più importante e delicata di quelle poste da altre vicende svoltesi nello stesso giorno.

ultima modifica: 2019-05-13T09:00:27+00:00 da Riccardo Cristiano

 

 

 

 

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