Il debito pubblico continua a salire. Brutte notizie da Bankitalia

Il debito pubblico continua a salire. Brutte notizie da Bankitalia
Ad aprile, fa sapere Bankitalia, il nostro debito è cresciuto di 14,8 miliardi di euro, toccando quota 2.373 miliardi. Questo complica la trattativa con Bruxelles per disinnescare la procedura di infrazione e ci rende più dipendente dai mercati

Una notizia di questo genere non poteva arrivare in un momento peggiore. L’Italia è reduce dal fallimento dell’Eurogruppo, la scorsa settimana, dopo che Bruxelles ha concesso a Roma una settimana di tempo per presentare proposte credibili in materia di riduzione di deficit e e dunque debito. Peccato che il ministro dell’Economia Giovanni Tria, responsabile dei nostri conti dinnanzi all’Ue, abbia invece chiesto un mese o poco meno. Di qui una situazione estremamente delicata, con la tagliola della procedura di infrazione, già ufficialmente aperta, pronta a scattare (qui l’intervista all’economista e presidente di Assonime, Innocenzo Cipolletta). Il fatto dunque che il nostro debito pubblico sia ulteriormente aumentato ad aprile, è la classica pioggia sul bagnato.

IL DEBITO SALE (ANCORA)

La brutta notizia è arrivata dalla Banca d’Italia, che puntualmente aggiorna il contatore del nostro debito ricordandoci che con un simile stock lo spazio di manovra sui conti è davvero poco. Ad aprile infatti, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.373,3 miliardi, praticamente il costo di mezza manovra finanziaria.  L’incremento, spiega Bankitalia, riflette, oltre al fabbisogno del mese (2,8 miliardi), “l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (11,6 miliardi, a 58,5), gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno nel complesso aumentato il debito di ulteriori 0,4 miliardi”. Più nel dettaglio, con riferimento alla ripartizione per sotto-settori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 13,9 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali di 0,9 miliardi.

90 MILA EURO A FAMIGLIA

Più cresce il debito pubblico e più aumenta il fardello delle famiglie italiane. I calcoli li ha fatti ancora una volta il Codacons. “Dai dati di Via Nazionale è emerso come a oggi il debito pubblico rappresenti un fardello da 39.238 euro per ogni cittadino italiano, neonati compresi. Considerando il numero di famiglie censite in Italia dall’Istat, il debito pesa per 93.488 euro a nucleo familiare. Tutto ciò mentre il Pil scende e i dati economici nei vari settori, dal commercio all’industria, registrano andamenti negativi”, ha osservato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Il debito pubblico sembra sempre più lontano dall’iniziare la tanto attesa discesa e i numeri odierni di Banca d’Italia dimostrano il danno economico subito da tutti i cittadini, costretti a finanziare gli interessi sul debito monstre attraverso le tasse”, ha concluso Rienzi.

LA PARTITA CON L’EUROPA

Non sarà facile per il governo e per Tria schivare a questo punto la procedura di infrazione. Perché l’accusa di Bruxelles è proprio questa: il debito italiano non solo non scende ma continua a salire. E questo perché in assenza di crescita e di tagli di spesa le misure care a Lega e Cinque Stelle possono essere fatte solo ricorrendo al deficit, che poi è l’asse portante della nostra esposizione. In più c’è il fattore mercati: più aumenta il debito e più l’Italia sarà dipendente dagli investitori che prestano denaro (400 miliardi) in cambio di Btp. La risposta del governo alle richieste della Commissione Ue potrebbe a questo punto arrivare prima, a metà settimana quando il premier Giuseppe Conte parlerà alle Camere nell’informativa prevista prima del prossimo Consiglio Ue.

ultima modifica: 2019-06-17T13:29:02+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

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