L’Istat certifica la crisi dell’auto ma Parigi riapre i giochi per Fca-Renault

L’Istat certifica la crisi dell’auto ma Parigi riapre i giochi per Fca-Renault
In un anno il 17,1% di immatricolazioni in meno, -14% solo nei primi quattro mesi del 2019. La buona notizia è il ministro Le Maire che rilancia. "Fca-Renault? Una bella opportunità"

Il ricordo delle nozze sfumate tra Renault e Fca è ancora vivo ed ecco che sull’industria italiana arriva un’altra cattiva notizia. Le quattro ruote vivono un momento non certo facile e per capirne il perché basta andarsi a leggere l’ultimo rapporto dell’Istat (qui il documento) sulla produzione di autoveicoli. Quello che emerge è un autentico crollo del comparto alle prese con delle difficoltà strutturali, almeno a giudicare dagli stessi numeri dell’Istat.

L’AUTO ITALIANA CROLLA

Desta grande preoccupazione la produzione italiana di autoveicoli, crollata ad aprile 2019 con il -17,1% rispetto all’anno precedente nei dati corretti per effetto del calendario. Nei primi quattro mesi dell’anno emerge una contrazione cumulata del 14,7%. I dati diffusi dall’Istat parlano chiaro. Non solo nel giro di un anno in Italia si sono immatricolati il 17% di veicoli in meno, ma il calo è proseguito a doppia cifra anche nel primo scampolo del 2019, ovvero tra gennaio ed aprile. Segno di una continuità della crisi di un settore tradizionalmente polmone della nostra industria.

I CONSUMATORI ATTACCANO

Le notizie arrivate dall’Istat hanno naturalmente innescato le preoccupazione dei consumatori italiani. Per i quali “i dati sulla produzione industriale vanno di male in peggio. Dopo i numeri negativi fatti registrare a marzo, anche ad aprile l’Istat registra dati in calo per l’industria italiana”, ha affermato il Codacons in una nota. “A preoccupare è in modo particolare la forte riduzione della produzione nel comparto dei beni di consumo”, come le auto, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Numeri che rispecchiano in modo evidente la crisi dei consumi che si registra in Italia, con la spesa che non riparte e le famiglie che tendono a rimandare al futuro gli acquisti, con effetti negativi diretti per tutto il comparto industriale”, conclude Rienzi.

Dati allarmanti anche per Federconsumatori. “Questo andamento testimonia lo stato di ‘convalescenza’ in cui si trova ancora la nostra economia – dice ancora l’associazione – che deve fare i conti con preoccupazioni ed incertezze derivanti dalla situazione internazionale, nonché dagli atteggiamenti contrastanti assunti dalle diverse anime del governo di fronte alle richieste europee di far quadrare i conti del Paese”. “La produzione in calo, il Pil a crescita zero, una manovra correttiva in vista e le minacce di speculazione sui mercati internazionali sempre più vicine non lasciano intravedere rosee prospettive per il nostro sistema economico, su cui incombe anche lo spettro dell’aumento dell’Iva dal prossimo anno, con ricadute di 831 euro annui a famiglia”.

LA FRANCIA RIAPRE LA PARTITA CON FCA?

Ma proprio mentre l’industria automobilistica italiana registra un tonfo, ecco che dalla Francia si riapre la partita per la fusione tra Renault e Fca. Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha infatti rilanciato un’operazione che sembrava finita su un binario morto. Il progetto tra Renault e Fca “resta una bella opportunità”, ha spiegato Le Maire a pochi giorni dalla chiusura della discussione per effetto del ritiro dell’offerta da parte di Fca che aveva parlato di mancanza di condizioni a livello politico in Francia. Parigi ha però messo un paletto. “Una bella opportunità a condizione che sia preservata la continuità dell’alleanza con Nissan e l’occupazione industriale”.

INDUSTRIA COL FIATONE

Nell’attesa di capire se un’ipotetica fusione Fca-Renault sarà in grado di rilanciare il settore, c’è da certificare il fatto che più in generale l’industria italiana ha rallentato un po’ nelle ultime settimane. I dati Istat relativi al mese di aprile su fatturato e ordinativi parlano infatti di un calo stimato dello 0,7% sul mese e delll’1,5% tendenziale. Si tratta della seconda flessione congiunturale consecutiva  rilevata dall’Istat per la produzione industriale dopo gli aumenti di inizio anno.

ultima modifica: 2019-06-10T11:56:15+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

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