Sanità, pazienti e medici. Un triplo filo che ha subìto recentemente una rivoluzione copernicana dopo l’avvento della Legge Gelli, che ha introdotto la responsabilità medica ed una serie di profili peculiari in un comparto, quello della salute, che come è noto presenta particolarità uniche.

La legge 24 dell’8 marzo 2017 infuenzerà il rapporto con il paziente e con l’universo delle problematiche ad esso connesso, un rapporto che va costruito e comunicato adeguatamente. E lo ha fatto provando a chiarire il perimetro della responsabilità civile, a seconda che la responsabilità per un determinato danno debba essere ascritta a coloro che operano presso una struttura sanitaria (a qualsiasi titolo) o alla struttura sanitaria, sia essa privata che pubblica.

In primis i medici rispondono a titolo di responsabilità extracontrattuale, in secundis le strutture sanitarie rispondono a titolo di responsabilità contrattuale, con tutte le conseguenze che ne derivano i termini di onere probatorio e di prescrizione (che è quinquennale per la responsabilità extracontrattuale e decennale per la responsabilità contrattuale).

In sostanza dopo la Legge Gelli si assiste ad una metamorfosi della responsabilità medica, ambito in cui spiccherà la ricerca della condotta colposa, del nesso di causa, del danno e della natura dell’obbligazione. Obiettivo della legge è stato quello di scongiurare la c.d. “medicina difensiva”.

Un dispositivo normativo che ha cambiato di fatto lo scenario, per professionisti e strutture, anche per l’introduzione di un altro elemento di primaria importanza: l’Assicurazione per la responsabilità medica. L’elemento della copertura assicurativa nel mondo sanitario ha rivestito un ruolo ancora più significativo all’indomani della riforma Lorenzin datata 2017, che ha previsto nuovi compiti per il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria. Altro aspetto rilevante è quello che tocca (tramite l’art. 1 della L. n. 24/2017) il c.d.“Risk Management” per le strutture pubbliche e private. Di conseguenza l’adozione di processi e piani per prevenire i rischi inducono ad aumentare le ipotesi di responsabilità diretta della struttura, per cui nasce il concetto di gestione del rischio e l’adozione di misure di prevenzione nell’ambito di un piano di organizzazione e condivisione delle informazioni.

Un pertugio in cui il tema della comunicazione si inserisce alla perfezione, anche perché è esso stesso parte attiva di questa nuova fase del rapporto tra medico e paziente. Proprio i new media accanto alle professioni legate al mondo sanitario, pubblico e privato, hanno la mission di elaborare notizie, analisi e scenari, incastrandole nel nuovo schema.

E’in questa contingenza che Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) si è orientata con decisione, promuovendo una tavola rotonda nazionale il prossimo 21 giugno a Roma (Novotel, ore 15.30) alla presenza dei massimi esperti nazionali, come l’on. Federico Gelli (padre della Legge), il Presidente dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli (qui il dettaglio del panel): l’obiettivo è immaginare una fase in cui da un lato si punta verso il supporto ad un’informazione specializzata e qualificata, e dall’altro si opera una sorta di moral suasion per evitare difetti di comunicazione o accavallamenti della stessa.

Dicevano gli antichi greci che un buon esempio è meglio di molte buone leggi. E’la ragione per cui sviluppare un senso critico, quanto nel professionista dell’informazione tanto per fruitore, è uno step successivo da avallare, anche perché potrebbe caratterizzare una nuova modernità comunicativa propria del comparto sanitario.

Il risultato dunque è un’informazione iper accreditata, che però dovrà essere più capace di amalgamare quell’alleanza tra soggetti sanitari e media proprio per offrire ai fruitori una comunicazione di qualità, filtrata attraverso competenza e coordinamento: la doppia stella cometa delle professioni e non cornice secondaria, che Cimop mette al primo posto e a cui ha inteso dedicare questo momento di confronto e di riflessione analitica in occasione del suo Congresso Nazionale.

twitter@FDepalo

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