Da giovedì ripartirà Codice, il programma Rai di approfondimenti su tematiche legate all’innovazione digitale. L'obiettivo? Riuscire a comunicare la complessità e la grande sfida dei prossimi anni, spiega Carfagna

Nella nuova edizione di Codice, il programma Rai condotto da Barbara Carfagna che si concentra sui temi del digitale, si parlerà dei temi del presente e del futuro, con un focus sull’innovazione dei processi. Tra gli argomenti trattati: le relazioni tra umani e robot, le nuove applicazioni per la sanità e l’istruzione, i videogiochi come strumenti di apprendimento e tanto altro. Ne parla con Formiche.net l’autrice e conduttrice del programma

Di cosa parla la nuova stagione di Codice?

Di innovazione dei processi, anziché di prodotti come nelle scorse edizioni. Rispetto agli anni precedenti anche l’Italia è giunta a un livello di conoscenza del mondo digitale tale da poter discutere in modo approfondito di big data, intelligenza artificiale e algoritmi. Parleremo dunque dei sistemi costruiti su big data, intelligenza artificiale e algoritmi che sono le piattaforme in cui ci troviamo a vivere ed operare

In che modo avete trattato queste tematiche?

Non è semplice spiegare alle masse la complessità. Nella prima puntata si è parlato di come il gaming venga usato fuori dai contesti ludici. A Seul, ad esempio, utilizzano premi per i cittadini: una soluzione efficiente ad uno dei problemi della città è valsa ad un abitante un premio di un milione di euro. Questi sistemi di ricompense e penalità, nella cosiddetta platform age, sono estesi anche, ad esempio, alla cyber security, come avviene in Israele

Quali sono gli strumenti più innovativi che avete avuto modo di scoprire?

Abbiamo un servizio sui visori virtuali utilizzati negli ospedali per migliorare la condizione psicofisica dei bambini. Vedremo una “education startup” che insegna a leggere e a scrivere ai bambini africani tramite un cartone animato. La ludicizzazione rende accessibile a tutti la partecipazione alla vita delle piattaforme.

Quali sono, a suo avviso, le nuove avanguardie della tecnologia?

In primo luogo l’intelligenza artificiale. A Londra abbiamo visto un’applicazione – denominata Babylon- utilizzata anche dal sistema sanitario nazionale per fare le prime diagnosi ai cittadini da casa. Analizzando lo sguardo, il tono voce della persona, confrontando con i dati a disposizione, l’app può risolvere piccoli problemi e diagnosi prima di ricorrere al medico. Un altro campo affascinante è quello delle relazioni. Racconteremo la storia d’amore tra un americano e una donna robot. Non si tratta di uno strumento per meri fini sessuali ma una vera compagna di vita, che, programmata, asseconda i gusti di chi la possiede trasformandola nella compagna perfetta.

In che Paesi avete girato le puntate?

In Finlandia raccontiamo il programma di insegnamento di intelligenza artificiale e fake news che il governo fornisce ai cittadini. In Estonia il sistema sanitario offre a tutti il test del Dna per evidenziare la propensione a determinate patologie; in base a quello anticipano le cure prevenendo le malattie. In Giordania abbiamo documentato il modo in cui le identità digitali e sistemi di blockchain identificano le persone e strutturano la vita di un campo profughi. In Israele come Netanyahu stia trasformando la Start up nation in Smart Up nation inserendo l’AI ovunque nei sistemi. Nella Silicon Valley abbiamo analizzato i problemi di gentrificazione a San Francisco, dove la foga produttiva sistema delle big tech crea stress e depressione eccessive agli imprenditori. Esiste addirittura un’app per startupper che sviluppano stress e depressione.

Qual è l’obiettivo di Codice?

Riuscire a comunicare la complessità crescente è la grande sfida dei prossimi anni con l’avvento di 5g e Intelligenza artificiale. Ci troviamo in una società complessa, dunque l’obiettivo è quello di coinvolgere tutti affinché possano essere a conoscenza di cosa ci aspetta.

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