Il ministro Trenta con al fianco entrambi i sottosegretari, Tofalo e Volpi. È questa l'immagine politica più forte arrivata dall'evento “Difesa collettiva” a Roma, nonostante le sottolineature del leghista sull'urgenza di scelte strategiche industriali non siano passate inosservate

L’Italia può contare su un’Aeronautica efficiente, pronta alla Difesa dei cieli, a rappresentare il Paese all’estero e ad anticipare le sfide del futuro. Certo, come per le altre Forze armate, vale l’ormai consueto assioma: servono l’attenzione della politica, budget adeguati e assetti moderni ad elevata tecnologia. È il punto emerso dall’evento dedicato all’Arma azzurra che ha chiuso a Roma la prima fase di “Difesa collettiva”, l’iniziativa promossa dal sottosegretario Angelo Tofalo per diffondere la cultura della difesa, un tema su cui ha ricevuto la delega del ministro Elisabetta Trenta. Un tema trasversale alle forze politiche, come dimostrato dalla partecipazione del sottosegretario della Lega Raffaele Volpi. La sua presenza, con Trenta e Tofalo, potrebbe presagire a un ritorno del sereno tra le due forze di maggioranza, quantomeno sul fronte della Difesa.

L’EVENTO

Con loro, c’erano il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli e il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Alberto Rosso. Sono intervenuti anche gli altri vertici dell’Arma azzurra, Giovanni Fantuzzi, a capo del Comando logistico, Gianni Candotti, comandante della Squadra Aerea e Aurelio Colagrande, comandante delle Scuole. L’obiettivo? Presentare la Forza armata in tutte le sue componenti, parte di una Difesa che “è fondamento e pilastro dello Stato”, ha detto Tofalo. E infatti, l’evento è stato preceduto dagli altri appuntamenti della serie “Difesa collettiva”: le figure di vertice, la Marina, l’Esercito e i Carabinieri, in attesa della prossima tappa che si concentrerà sul Segretariato generale della Difesa e direzione nazionale armamenti, attualmente sotto la guida del generale Nicolò Falsaperna.

UNA FORZA ARMATA AL SERVIZIO DEL PAESE

“Nei suoi 96 anni di vita – ha detto il ministro – l’Aeronautica militare ha assolto in modo completo ed efficace tutti i compiti istituzionali affidatigli, poggiando su una forza che rappresenta un patrimonio inestimabile di risorse e qualità umane a disposizione del Paese”. Lo dimostrano la difesa degli spazi aerei, i numerosi impegni all’estero e le ultime novità in termini di impiego duale. In tal senso, la Trenta ha ricordato il recente accordo siglato a palazzo Chigi per impiegare le capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione dell’Am nella Terra dei fuochi. Ma l’Arma azzurra vola lontano, tra l’allargamento verso l’aerospazio e le nuove tecnologie. In più, ha aggiunto il ministro, si lavora “per promuovere importanti collaborazioni con l’industria nazionale”, per cui tutto il sistema si sta muovendo verso “il nuovo ciclo di programmazione strategica del dicastero” che verrà aperto dalla Strategia tecnologica e industriale della Difesa (Sit). Difatti, ha spiegato la Trenta, “l’Aeronautica è sempre più sinonimo di eccellenza tecnologica che viaggia parallela al potenziamento dell’industria nazionale di settore”. La valorizzazione di quest’ultimo, ha ribadito, “rappresenta una priorità del governo e della Difesa”.

TRA INNOVAZIONE E ALLEANZE

D’altra parte, ha notato il sottosegretario Volpi, “ragionare sulle Forze armate significa ragionare sul futuro del Paese”. Così, “oggi più che mai, parlare di Aeronautica militare vuol dire anche trattare di sistemi moderni, di forme integrate di partecipazione agli scenari mondiali”. Potendo vantare “eccellenze straordinarie in termini di ricerca, pensiamo solo al suborbitale, l’Arma azzurra è uno dei più straordinari strumenti per combinarsi in ambito joint”. D’altra parte, di fronte ai complessi scenari odierni, “lo strumento militare ha la necessità di essere elastico, di non essere percepito solo come difensivo, ma anche come deterrenza organizzata”. Per questo, ha rimarcato il sottosegretario della Lega, “la politica ha la sua responsabilità nell’indirizzo delle strategie industriali; si tratta di fare delle scelte non più rinviabili su nuove tecnologie e su alleanze industriali riguardo gli assetti da utilizzare in futuro”, con un accento che è sembrato riguardare sia gli F-35 (per cui si attende ancora la scelta del premier Conte, invocata anche dal ministro Trenta), sia il caccia del futuro (su cui l’Italia ancora non si è mossa). Senza riferimenti a singole questioni, Volpi ha spiegato che si parla di “scelte strategiche importanti, perché la Difesa è parte della postura che il Paese vuole avere nei rapporti internazionali”.

GLI OBIETTIVI…

Sono sfide che l’Aeronautica è pronta a cogliere, abituata da quasi un secolo ad essere “al servizio del Paese con capacità sempre più importanti”, ha spiegato il generale Vecciarelli, alla guida per tre anni della Forza armata prima di arrivare allo Stato maggiore della Difesa. Nella complessità odierna di tutti gli scenari operativi, ha aggiunto, “c’è bisogno sempre di più di un quadro di situazione e di un’estesa banca dati di informazioni con la capacità di collezionare, analizzare e distribuire i Big data”. Si tratta di “poter decidere velocemente” e proprio questo “è il bagaglio che gli uomini e le donne dell’Am portano nel contesto interforze”. Difatti, gli ha fatto eco il generale Rosso, la difesa aerea, i trasporti d’urgenza e i servizi più visibili come quello meteorologico rappresentano solo “la punta dell’iceberg”. Al di sotto, c’è “un sistema pronto e professionale, una squadra di 44mila donne e uomini, militari e civili, tra cui 1.200 piloti per 1.500 aeroplani che decollano da 20 aeroporti e producono ogni anno 100mila ore di volo”.

…E I COMPITI

Per farlo, l’Aeronautica poggia su tre grandi pilastri, che corrispondono agli altrettanti alti comandi presentanti nel corso dell’evento: Squadra aerea, Comando logistico e Scuole di Volo. A presentarli sono stati i rispettivi comandanti, affiancati da tante testimonianze di donne e uomini in azzurro, dal medico di Stormo al pilota di elicotteri, dall’operatore di droni all’istruttore, dal tenente impegnato in Kuwait all’allievo maresciallo, fino al cosmonauta Walter Villadei, pronto ad andare oltre l’atmosfera. Alla Squadra aerea, guidata da Gianni Candotti, spetta la Difesa delle minacce dal cielo, per il Paese e per gli impegni all’estero in cui siamo coinvolti. Ciò non sarebbe possibile senza il supporto all’operatività fornito dal Comando logistico del generale Fantuzzi, da diversi mesi pronto a passare alla Logistica 4.0, tra blockchain, intelligenza artificiale e addestramento virtuale. Si tratta, ha notato il comandante, di “lavorare per diminuire rischi e costi, e massimizzare efficienza ed efficacia”. Ma per questo serve personale preparato e qualificato, per cui esistono le Scuole di volo e un settore, quello dell’addestramento, su cui l’Italia è invidiata all’estero. Non a caso, ha ricordato il generale Colagrande, è da poco nata la IFTS, la scuola di volo per l’addestramento avanzato dei piloti destinata anche a esponenti di Forze armate di altri Paesi, un centro in grado di mettere insieme le eccellenze dell’Aeronautica con quelle dell’industria nazionale.

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