Conversazione con l'ex parlamentare ed ex direttore del Resto del Carlino: “Serve una figura esterna, autorevole, che ricompatti l'area politica. Ancora meglio se con Salvini”

Per Giancarlo Mazzuca, in caso di elezioni, Urbano Cairo sarebbe un ottimo candidato per il centrodestra. Nell’intervista concessa oggi al Foglio, il presidente Rcs ha continuato negare di essere prossimo al grande passo ma, di fatto, ha steso il suo manifesto politico con tanto di dottrina economica in cinque punti:

“In primo luogo, vanno incentivati gli investimenti prevedendo un piano di robuste agevolazioni fiscali per le imprese che puntano sui beni produttivi. Va facilitato l’accesso al credito perché molte aziende affrontano problemi di liquidità anche di breve periodo e vanno sostenute, non penalizzate. Terzo punto: un cuneo fiscale esorbitante ci penalizza rispetto ai nostri competitor. Se io pago un dipendente 70mila euro l’anno, per quale ragione lui deve intascarne soltanto 30mila? E poi serve una seria riforma fiscale che allenti il peso sulle famiglie del ceto medio. Quinto e ultimo punto: la giustizia, in particolare quella civile. L’incertezza dei tempi per far valere un contratto disincentiva gli investitori”.

L’ex deputato del centrodestra, nonché ex direttore del Resto del Carlino, non ha dubbi: “In questo particolare momento storico, c’è bisogno di grandi personalità esterne che possano dare una sferzata alla situazione di stallo in cui si è impantanata la politica italiana. Cairo è una personalità di rilievo, un imprenditore di successo e innovativo. Oggi il centrodestra è logorato da conflitti interni. Forza Italia sta vivendo un periodo delicato, anche lì con molti litigi interni. Poi c’è la Meloni che bisogna riconoscere essere quella che naviga con meno difficoltà, segue la sua rotta. E poi ci sarebbe Salvini con la Lega. Cairo potrebbe diventare la bandiera del centrodestra. È un uomo di forte personalità, e carisma, ha la forza necessaria per provare un’operazione che riesca a unire. Credo che in questo momento l’intera politica ha bisogno di figure esterne, ovviamente autorevoli. Anche per il governo penso che ci sia bisogno di una personalità al di sopra delle parti, Mario Draghi sarebbe l’ideale presidente del Consiglio di un governo di legislatura. Così come Cairo, in caso di elezioni, sarebbe il miglior candidato possibile per il centrodestra”.

Resta da capire di quale centrodestra parliamo. Ossia un centrodestra con Salvini o senza Salvini? Per Mazzuca “con Salvini alleato sarebbe una bellissima opportunità per lo stesso Cairo. Salvini porta con sé una notevole dote di consenso, ma non so se accetterebbe. In ogni caso, il presidente Rcs sarebbe di forte impatto sulla scena della politica italiana, in grado di attrarre anche i delusi che negli ultimi anni si sono allontanati. Con lui, potrebbero tornare a votare centrodestra. Cairo ha dimostrato di avere importanti capacità manageriali, di essere un abile imprenditore. Potrebbe trasferire e mettere al servizio della politica il suo know-how, nonché evitare la deriva di una componente politica che è ancora molto forte, probabilmente maggioranza, nel Paese”.

E se Cairo invece non dovesse scendere in campo, quale futuro attende il centrodestra? “Oggi come oggi, servirebbe un chiarimento franco, duro, tra tutte le forze che si ritengono appartenenti a quest’area politica. È un passaggio necessario. Soltanto un redde rationem potrà portare a un nuovo percorso, altrimenti si rimarrà prigionieri di questa situazione che difficilmete produrrà qualcosa di nuovo che possa aver preso sull’elettorato”.

Infine una battuta sul possibile prossimo governo. “Credo che un eventuale governo M5S-Pd sarebbe accompagnato da numerosi punti interrogativi e non avrebbe vita lunga”.

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