La forza fragile (e declinante) di Putin. Cosa dicono le elezioni a Mosca

La forza fragile (e declinante) di Putin. Cosa dicono le elezioni a Mosca
Il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, subisce una battuta di arresto alle amministrative moscovite. Anche se mantiene comunque la maggioranza nel parlamento cittadino, sconta da un lato la bassa affluenza (a Mosca è stata del 21,63%), dall'altro la lunga estate di proteste e critiche

Solo 25 dei 45 seggi in palio. Il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, subisce una battuta di arresto alle amministrative moscovite. Anche se mantiene comunque la maggioranza nel parlamento cittadino, sconta da un lato la bassa affluenza (a Mosca è stata del 21,63%), dall’altro la lunga estate di proteste e critiche. E il Cremlino accusa i colossi Usa.

NELLE URNE

I candidati di Russia Unita hanno preso 25 dei 45 seggi della City Duma, in calo di quasi il 50% rispetto alla precedente tornata. Al Partito Comunista dovrebbero andare 13 seggi, mentre al partito di centrosinistra Just Russia 3. Ma cosa è accaduto davvero nelle urne? Secondo quanto apparso su alcuni media internazionali funzionari fedeli al governo hanno impedito a una dozzina di personaggi dell’opposizione liberale, vicini al leadery dell’opposizione Alexei Navalnyj, di votare. Numerosi sono stati gli arresti. Sembra che il Cremlino abbia preso la decisione dopo che un sondaggio interno ha rivelato che i liberali erano pronti a vincere almeno nove seggi.

TREND

I dissidenti di Navalnyj avevano lanciato un appello ai cittadini di non votare i candidati del partito putiniano, come dimostra poi l’elezione di tre candidati del partito centrista di Jabloko, come il noto Sergej Mitrokhin, che si era rivolto addirittura ad un tribunale per vedersi riconoscere il diritto a candidarsi alla competizione. I numeri, anche se fanno restare Russia Unita primo partito, la condannano a picchi inaspettati in realtà simbolo come la città orientale di Chabarovsk, dove ha toccato appena il 12,51% dei consensi, piazzandosi seconda dietro gli ultranazionalisti.

PROTESTE

Le elezioni di ieri sono avvenute dopo un’estate di aspre proteste nella capitale: tutto era iniziato per via del no da parte della Commissione elettorale centrale di registrare un gran numero di candidati, affermando di non aver raccolto abbastanza firme da veri sostenitori. Ma più in generale, nell’ultimo anno, la Russia è stata presa d’assalto da una serie di proteste come sul caso dello scambio di territori tra le repubbliche del Caucaso settentrionale di Inguscezia e Cecenia, come sul caso della nuova discarica nella regione settentrionale di Arkhangelsk, passando per la nuova chiesa nella città degli Urali di Ekaterinburg. Senza dimenticare la decisione del governo di aumentare l’età pensionabile lo scorso giugno.

SCENARI

Oltre che a Mosca si è votato anche per 16 governatori e per i consiglieri di 13 parlamenti regionali. Va registrato un episodio di forte tensione in occasione dell’attacco da parte di uomini incappucciati a cavallo contro un furgone che trasportava osservatori elettorali e giornalisti a Tuva, nella Siberia meridionale. Nessuno è rimasto ferito nonostante la pioggia di proiettili.

Mosca però accusa i colossi Usa di interferenze e punta il dito contro Facebook e Google. Secondo Roskomnadzor, l’agenzia russa di controllo delle comunicazioni, alcune azioni di disturbo portate avanti dai giganti della tecnologia “possono essere viste come interferenze negli affari sovrani della Russia”. È la ragione per cui alti funzionari del governo russo avevano precedentemente accusato i paesi occidentali di incoraggiare le proteste elettorali a Mosca quest’estate.

twitter@FDepalo

ultima modifica: 2019-09-09T11:30:18+00:00 da Francesco De Palo

 

 

 

 

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