Moody’s benedice il Conte 2 ma sul debito vede nero

Moody’s benedice il Conte 2 ma sul debito vede nero
L'agenzia di rating conferma il rating a Baa3 e accoglie con favore il governo giallorosso, che porterà maggiore stabilità. Ma il debito non calerà nei prossimi anni. Colpa di un'agenda economica poco coerente

Fidarsi è bene ma è meglio non esagerare. Le agenzie di rating continuano ad esprimere i loro giudizi sulla nuova esperienza di governo, all’indomani della crisi agostana aperta per mano della Lega. Oggi si è chiuso il cerchio, dopo gli interventi di Standard&Poor’s e Fitch, con la terza sorella del rating, Moody’s. La quale venerdì scorso aveva improvvisamente deciso di rimandare l’aggiornamento sul nostro rating sovrano, confermato poi oggi a Baa3. Moody’s però non si è limitata e confermare il rating sul debito ma ha fornito anche delle indicazioni importanti sulla nostra economia e sui nostri conti.

Due le indicazioni importanti. Primo, l’avvento del governo Pd-M5S rappresenta quasi certamente un fattore di garanzia in termini di stabilità politica. Secondo, il nostro debito non calerà come dovrebbe nei prossimi anni. Insomma una notizia buona e una cattiva. “La formazione di un nuovo governo Pd-Movimento 5 Stelle dovrebbe portare a un periodo di stabilità politica in Italia, cosa positiva in un contesto di crescita lenta dell’economia domestica e di prospettive incerte sulla crescita globale”. Secondo l’agenzia, la formazione di una nuova coalizione “dovrebbe anche consentire di presentare in tempo la manovra 2020“, cosa che rappresenta un passaggio chiave, anche se il tempo per preparare la bozza “è limitato”.

Inoltre, il governo “dovrebbe essere meno euro-scettico rispetto al precedente esecutivo Lega-M5S e adottare un approccio meno conflittuale verso la Commissione europea e i partner dell’Eurozona e questa è una cosa positiva”, visto che lo scontro innescato dal precedente governo “aveva contribuito alla volatilità del mercato e a un aumento dei costi del credito nel 2018 e all’inizio di quest’anno”. Moody’s ricorda che, data la performance debole dei primi sei mesi dell’anno, “con un Pil sostanzialmente stagnante, l’agenzia ha ridotto le stime di crescita per l’anno in corso allo 0,2%, dal precedente 0,4%”.

Tuttavia e qui viene il rovescio della medaglia, l’Italia ha “elevati livelli di debito pubblico, che probabilmente caleranno poco nei prossimi anni, data una crescita lenta e la mancanza di un’agenda economica coerente”. L’agenzia di rating sottolinea che “un settore bancario ancora debole e politiche volatili limitano il rating sull’Italia, mentre l’ampia dimensione e diversificazione dell’economia sono punti di forza fondamentali del credito”. Tra le problematiche Moody’s segnala che “il potenziale di crescita resterà debole in assenza di riforme strutturali”, che “il debito pubblico resterà alto e vulnerabile a futuri shock” e che “c’è la necessità di mantenere la fiducia degli investitori, data la grande necessità di rifinanziamento”. La conclusione dell’agenzia è una: se il nostro debito calerà, ci sarà un upgrade del nostro rating.

ultima modifica: 2019-09-10T12:25:20+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

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