Tra sicurezza informatica, disponibilità di talenti e sicurezza nazionale nell'era digitale c'è un legame strettissimo. E, per l'Italia, il secondo posto dei suoi cyber defender nell'ultima edizione dei Campionati Europei di Sicurezza Informatica a Bucarest fa ben sperare

In un mondo sempre più connesso, i talenti informatici sono merce rara e ricercata, che ogni Paese punta a coltivare e a tenere ben stretti. I cyber defender italiani, come dimostrano i risultati dell’ultima edizione dei Campionati Europei di Sicurezza Informatica, svolti a Bucarest tra il 9 e l’11 ottobre, si difendono molto bene. Nell’occasione, infatti, la nazionale del TeamItaly ha conquistato il podio, piazzandosi in seconda posizione dopo i padroni di casa.

LA COMPETIZIONE

Promossa dalla Commissione Europea e dall’Agenzia europea per la sicurezza delle reti dell’informazione (Enisa), la gara ha visto confrontarsi venti squadre provenienti da tutta Europa, che hanno dovuto dare prova delle proprie capacità difensive e offensive nel regno dei sistemi informatici.

LA CLASSIFICA

Prima classificata, come detto, la Romania, che ha conquistato la medaglia d’oro dopo un serrato testa a testa con il TeamItaly, capitanato da Andrea Biondo. Presente anche l’Ambasciatore d’Italia a Bucarest Marco Giungi, per dare sostegno alla nazionale. Il terzo posto è andato invece alla squadra austriaca.

IL PERCORSO FORMATIVO

Per Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), i Campionati Europei “sono prima di tutto un’occasione per mettere alla prova le proprie capacità in un team che valorizzi le speciali competenze di ciascun membro”.
Da anni il Laboratorio del Cini è impegnato nella promozione di competenze cibernetiche come patrimonio per il sistema Paese, che intende realizzare sostenendo i giovani in un percorso formativo d’eccellenza, con la prospettiva di una migliore capacità difensiva per aziende e istituzioni. Con questo fine, i membri della Nazionale e tutti i partecipanti del challenge nazionale si formano sull’acquisizione di competenze specifiche in numerosi ambiti tra i quali crittografia, sicurezza web, analisi forense di computer e dispositivi mobili e sicurezza dell’hardware.

IL SOSTEGNO DEL DIS

Per questo, la competizione è anche il momento per tracciare un bilancio del cammino che, per i membri del team italiano, è iniziato con CyberChallenge.IT, un progetto fortemente sostenuto dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), e mirato alla ricerca di giovani talenti nel mondo della sicurezza informatica.
“Il progetto”, ha detto ancora Prinetto, “nel 2019 ha visto l’iscrizione di oltre 3mila e 300 studenti di Università e Scuole Superiori da tutta Italia, con l’obiettivo di coinvolgerne almeno 4mila nella prossima edizione, le cui iscrizioni di apriranno il 2 dicembre prossimo”.

CYBER SECURITY E SICUREZZA NAZIONALE

Tra sicurezza informatica, disponibilità di talenti e sicurezza nazionale nell’era digitale c’è un legame strettissimo. Non a caso, al team sono giunte anche le congratulazioni del professor Roberto Baldoni, già direttore del Laboratorio cyber del Cini, oggi vice direttore generale del Dis e presidente del nucleo sicurezza cibernetica nazionale. “Il programma cyberchallenge.it”, ha ricordato Baldoni, “è parte della strategia nazionale di cyber security, guidata dal Dis, per aumentare la workforce di cyber security del Paese per la difesa del tessuto produttivo e degli asset digitali strategici pubblici e privati”. I ragazzi della nazionale e tutti i 3mila e 500 che hanno partecipato alle selezioni del programma, ha aggiunto, “rappresentano quei talenti da cui deve partire il nostro Paese per un rilancio economico centrato sul digitale”.

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