Il ministro Lorenzo Guerini ha partecipato all'apertura dell'anno accademico del Centro alti studi per la Difesa (Casd), a lavoro per diventare la National Defense University italiana. Con lui, il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli e il presidente del Centro Fernando Giancotti

Serve maggiore consapevolezza del ruolo della Difesa, soprattutto in un mondo che cambia alla velocità della luce con minacce nuove e sempre più complesse. Parola del ministro Lorenzo Guerini, che questa mattina ha partecipato a Roma alla cerimonia di apertura dell’anno accademico del Centro alti studi per la difesa (Casd), presieduto dallo scorso giugno dal generale Fernando Giancotti. Con loro è intervenuto anche il capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli. Il Casd è il massimo organo di formazione per le Forze armate italiane, protagonista di un processo di rilancio con il progetto “ValForDife”.

LE PAROLE DI GUERINI

“Qui si realizzano le mappe che orientano le decisioni per la politica”, ha detto Guerini. Il Casd, ha aggiunto, “non è solo luogo di formazione, ma anche un laboratorio di idee”. Il centro contribuisce “a una maggiore consapevolezza del ruolo della Difesa in un mondo che cambia”. Lo stesso mondo in evoluzione che il ministro Guerini aveva descritto la scorsa settimana nelle linee programmatiche presentate alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, poi ribadito ieri in occasione delle celebrazioni a Napoli per la festa dell’Unità nazionale e giornata delle Forze armate. Alle minacce tradizionali se ne sommano infatti delle nuove. Come aveva spiegato Guerini, mentre cresce l’assertività di Russia e Cina, spesso in contrasto con il contesto euro-atlantico in cui si colloca l’Italia, emergono sfide cibernetiche, permane la minaccia terroristica e si aprono nuovi scenari critici.

LA DIGITALIZZAZIONE DELLA DIFESA

Di fronte a un quadro così intricato, la Difesa è chiamata a una costante evoluzione. Di cambiamenti in vista ce ne sono difatti parecchi. In tal senso, ha spiegato il generale Vecciarelli nel suo intervento, appare “prioritaria la digitalizzazione della Difesa quale principale acceleratore evolutivo e collante dell’intera organizzazione”. Resta poi aperto il capitolo interforze, un processo da proseguire con determinazione. “L’integrazione interforze delle Forze armate – ha detto Vecciarelli – deve evolvere con sinergia rinnovata per raggiungere una rilevanza complessiva della Difesa con coesione trasversale e operatività unitaria”.

IL RUOLO DEL CASD

Concorre a tale scopo anche il Casd, il Centro per gli alti studi della Difesa. Da qualche tempo si sta trasformando nell’Università della Difesa che segue la scia della National Defense University americana. Ne è primo esempio il master di secondo livello in “Leadership, change management and digital innovation”, apripista del programma ValForDife per la valorizzazione della formazione della Difesa, di recente affidato dal ministro della Difesa al Centro presieduto da Fernando Giancotti. Proprio il generale ne spiegava gli obiettivi: “La promozione della capacità di cambiamento della Difesa”. Difatti, aggiungeva, “grazie alle competenze trasversali sviluppate, il Centro dovrebbe provvedere alla formazione continua, alla consulenza politico-strategica, alla ricerca e all’innovazione nei settori chiave, in linea con le esigenze delle Forze armate e del dicastero, integrando strutturalmente la formazione dei dipendenti civili della Difesa”.

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