Ilva, Alitalia, infrastrutture. Mattia Mor svela i piani di Italia Viva

Ilva, Alitalia, infrastrutture. Mattia Mor svela i piani di Italia Viva
Il deputato di Italia Viva a Formiche.net: col piano shock rilanciamo crescita e infrastrutture. Noi leali al governo, le picconate le abbiamo ricevute da chi oggi ci accusa di fuoco amico. Ilva? Giusto il ricorso contro Mittal. Riforme? Ok alla proposta Giorgetti

Critici sì, ma “propositivi”. Mattia Mor, deputato di Italia Viva (Iv) vicinissimo al leader Matteo Renzi, rispedisce al mittente le accuse del segretario del Pd Nicola Zingaretti, che si è lamentato del “fuoco amico” renziano. Iv, spiega a Formiche.net, vuole “picconare” per costruire, non distruggere. Anche per questo ha lanciato a Torino il piano “Shock”: 120 miliardi di euro in tre anni per rilanciare le infrastrutture e la crescita. Ecco come.

Ci risiamo. Renzi lancia la contro-manovra?

Non è una contromanovra. Iv ha negoziato la manovra ai tavoli del governo, abbiamo portato avanti le nostre battaglie contro aumenti di tasse e microbalzelli in Cdm e continueremo a farlo in Parlamento, ma sempre con una voce propositiva.

Allora di che si tratta?

Di una serie di proposte per rilanciare la crescita tramite gli investimenti nelle infrastrutture, che in Italia sono molte ma spesso in pessime condizioni e in alcune zone, soprattutto nel Mezzogiorno, del tutto assenti.

120 miliardi non sono uno scherzo. Dove trovate le coperture?

Ci sono già. Il piano utilizza prevalentemente fondi stanziati dai governi Renzi e Gentiloni che dunque non richiedono nuove allocazioni di finanza pubblica. Sono rimasti fermi per l’assenza di decreti attuativi e altri motivi burocratici.

Non è un caso la scelta di Torino, giusto?

Esatto. Lì è partita la straordinaria mobilitazione per la Tav e contro chi vorrebbe la decrescita felice. Fu la prova che in questo Paese c’è ancora un popolo che chiede crescita, sviluppo, infrastrutture. Noi vogliamo dargli voce.

C’è anche un piano nel piano per salvare Alitalia?

Al momento auspichiamo che si trovi una soluzione alle trattative con Delta e Lufthansa. La nostra posizione è chiara: serve una strategia industriale per dar vita a una nuova Alitalia senza bruciare soldi pubblici. Non crediamo sia saggio impiccarsi sull’italianità della compagnia di bandiera, serve una strategia ambiziosa, a lungo raggio.

Quindi anche per salvare ex Ilva niente soldi pubblici?

La questione dell’ex Ilva è molto più delicata, perché mette a rischio non solo il lavoro delle famiglie coinvolte ma un’intera filiera italiana. Lo Stato deve fare il regolatore e il legislatore, non l’imprenditore. Noi siamo contro interventi diretti dello Stato nell’economia, ma prima di qualsiasi posizione ideologica viene il futuro dei lavoratori e soprattutto la loro salute. Quale che sia la soluzione industriale individuata, dovrà tener conto del risanamento ambientale

Il governo va alla guerra legale con ArcelorMittal. Giusto il ricorso contro lo spegnimento degli altiforni?

Certo. C’è un contratto che è stato firmato. Chi lo ha risolto anzitempo deve essere messo di fronte alle sue responsabilità. Ovviamente speriamo in una mediazione affinché il contratto rimanga in vita e ArcelorMittal metta in atto il piano industriale che approvammo al governo dopo anni di duro lavoro.

Mor, ancora sulla manovra. Faraone ha detto che non presenterete emendamenti sul cuneo fiscale.

È logico, siamo a favore del taglio delle tasse. Avevamo solo segnalato che, avendo a disposizione poche risorse, destinarle a più priorità insieme rischia di essere una soluzione poco efficace.

Sarà, ma Zingaretti teme altri stop e parla di “picconate” alla maggioranza.

Evidentemente qualcuno soffre il nostro protagonismo propositivo. Noi non picconiamo per avere spazio nei giornali o nei talk, ma per migliorare le decisioni politiche dell’esecutivo. Sentirsi accusare di fuoco amico da chi ha continuamente fatto fuoco su di noi quando eravamo al governo, dal referendum alle riforme e al Jobs act, è proprio il colmo.

Perché allora non date una mano per le regionali in Emilia-Romagna? Problemi organizzativi o tattica politica?

Ricordo che Iv è nata il 19 settembre. Un’elezione regionale richiede una struttura radicata sul territorio che ancora non abbiamo. Non c’è fretta. In Emilia-Romagna sosterremo Stefano Bonaccini e daremo il nostro supporto ad alcune personalità della società civile che saranno candidate con lui.

A proposito di elezioni, Renzi ha aperto al tavolo delle riforme lanciato dal leghista Giancarlo Giorgetti. Solo che il Carroccio vuole il maggioritario, voi siete tentati dal proporzionale.

Quanto al tavolo, è buona norma che le riforme istituzionali siano sempre trasversali. Noi non possiamo certo essere accusati di amare il proporzionale, visto che al governo ci siamo battuti per una legge elettorale maggioritaria con ballottaggio (l’Italicum, ndr) che avrebbe dato cinque anni di governo al Paese. Ora valuteremo le proposte sul tavolo.

Legge elettorale, Ilva, tasse, infrastrutture. Ultimamente fra Renzi e Salvini c’è una strana sintonia, o no?

Ma no, noi siamo l’esatto opposto della Lega. Ben venga se sulle emergenze e le questioni istituzionali si trova un accordo con l’opposizione. Per il resto, avversari come e più di prima.

ultima modifica: 2019-11-15T10:10:36+00:00 da Francesco Bechis

 

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: