Francesco porta la dichiarazione di fratellanza nel sud est asiatico

Francesco porta la dichiarazione di fratellanza nel sud est asiatico
Durante il viaggio apostolico il pontefice ieri alla Chulalongkorn University di Bangkok, ha incontrato 18 leader religiosi del Paese. Armonia vuol dire non cadere nella dialettica escludente, che pone gli uni contro gli altri, contro l’altro. E non creare un’omogeneità piatta, uniformante, senza tradizioni e riferimenti

Due tratti uniscono sin qui i discorsi di papa Francesco in Thailandia: la denuncia della costrizione alla prostituzione minorile per soddisfare gli appetiti del turismo sessuale e delle complicità che lo accompagnano, il mercato dell’abuso sessuale contro donne e bambini o bambine che ne sfigura la dignità, e la promozione dell’incontro nel reciproco apprezzamento tra le diverse tradizioni religiose per costruire una casa comune dell’umanità pacifica e fraterna.

Il primo riferimento agli abusi sessuali che hanno in Thailandia una così triste e lunga storia anche per responsabilità di tanti stranieri, tra i quali non pochi italiani, è arrivato già nel suo primo discorso, ieri, con le autorità thailandesi. La fratellanza è emersa subito dopo, con il dono al patriarca buddista della dichiarazione sulla fratellanza firmata ad Abu Dhabi il 4 febbraio dal papa e dall’imam di al-Azhar. In quel testo epocale si legge: “Ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano”.

Questo approccio profondamente e compiutamente conciliare dunque arriva anche in estremo oriente e fa immaginare uno sviluppo globale di questo rinnovato dialogo per una collaborazione, si potrebbe dire una nuova Santa Alleanza, che finalmente libera da proselitismi e imperialismi unisca le grandi tradizioni religiose e culturali nella difesa della fratellanza nella grande famiglia umana contro i nuovi nichilismi, l’omologazione deculturata e le diverse forme di xenofobia.

Non a caso il papa, anche nel suo discorso pronunciato quest’oggi davanti agli altri religiosi ha sentito il dovere di difendere il valore che “le religioni” con la trascendenza sanno dare a ogni persona. Dialogo, poveri, ambiente: sono i tre punti che costituiscono il campo di impegno per l’avvicinarsi allo sviluppo umano integrale nella predicazione di Francesco. E anche in occasione dell’incontro interreligioso è partito dalla denuncia dell’orrore degli abusi, della violenza sessuale contro donne e fanciulli, per poi arrivare all’armonia. Raggiungere l’armonia vuol dire contrastare due tendenze: la dialettica escludente, che pone gli uni non con gli altri, con l’altro, ma contro gli altri, contro l’altro. E contro il tentativo di creare un’omogeneità piatta, uniformante, senza tradizioni e riferimenti. Questo individuo senza connotati, senza storia, senza identità, non saprà rispettare l’ambiente, la sua ricchezza, le sue complessità. Così, scegliendo un tratto della cultura thai, Francesco ha sottolineato l’importanza e il valore globale dell’attenzione della società thailandese per gli anziani. È stato questo il punto più originale del discorso pronunciato tra i giovani studenti della prestigiosa università che ha ospitato l’incontro. Questa attenzione per gli anziani oltre a costituire un valore umano in sé testimonia l’importanza di un rapporto con le proprie radici, con la propria storia. Senza la conoscenza e l’apprezzamento del proprio passato, è venuto da pensare ascoltandolo, non ci sarà neanche un futuro, e neanche gli incontri, i dialoghi che invece Francesco vede come indispensabili a tutelare un mondo plurale.

papa thailandia

La copertina dell’Osservatore Romano

ultima modifica: 2019-11-22T08:40:27+00:00 da Riccardo Cristiano

 

 

 

 

 

 

 

 

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