Chi storce il naso per il primo B-52 atterrato in Grecia

Chi storce il naso per il primo B-52 atterrato in Grecia
Ankara col mal di testa: i dossier Siria e Iran restano in cima ai pensieri americani e la nuova logistica ellenica può essere di supporto in caso di crisi

Come cambia lo scacchiere geopolitico e militare del Mediterraneo orientale dopo l’accordo Usa-Grecia sulle nuove basi? L’esigenza ormai impellente di assicurare copertura e analisi verso due dossier strategici come Siria e Iran come si intreccia con i nuovi equilibri nel quadrante euromediterraneo? L’arrivo in Grecia per la prima volta di un bombardiere americano B-52 apre di fatto una stagione del tutto nuova.

L’ARRIVO DEL B-52

Costruire relazioni strategiche, inglobare il player Grecia all’interno del nuovo corso Usa e non perdere terreno in Siria e in Iran. Questi gli obiettivi del primo B-52 atterrato sul suolo greco, precisamente nella base cretese di Souda Bay. L’evento è stato utilizzato per un’attività di coaching congiunto e per migliorare l’interoperabilità dei bombardieri nell’area mediterranea.

La base navale di Creta è di fondamentale importanza, sia perché è la seconda base navale più grande (in numero di navi da guerra ospitate) della Marina ellenica sia perché è la base navale più importante per Usa e Nato nel Mediterraneo.

PERCHÉ SOUDA BAY?

Il motivo? Offre un unico porto di acque profonde nell’Europa meridionale e nel Mar Mediterraneo in grado di ospitare sia sottomarini che classi cosiddette “supercarrier”. Per avere un’idea della sua rilevanza, oltre Souda Bay al momento con le stesse caratteristiche vi sono Norfolk in Virginia e Dubai nel Golfo Persico.

Qualche giorno fa una coppia di F-16 greci aveva scortato un altro B-52 che operava in Siria mentre sorvolava Cipro. I tre velivoli hanno volato all’interno della FIR di Nicosia prima di separarsi, mentre il B-52 ha continuato la sua rotta in direzione est verso la Siria. Il bombardiere era decollato dalla base RAF Fairford nel Gloucestershire, in Inghilterra.

LA STRATEGIA USA

Costruire relazioni durature e strategiche, essenziali per affrontare una vasta gamma di sfide mondiali. L’input politico alla base dell’accordo tra Usa e Grecia è proprio questo, guardando a due scenari in evoluzione come Siria e Iran dove, in caso di escalation, la Grecia diventerebbe una buona piattaforma di lancio per i velivoli dell’aeronautica statunitense. Ma sotto osservazione c’è anche il versante legato al petrolio, il tema legato all’Arabia Saudita, principale nemico dell’Iran, e ai sabotaggi delle petroliere al largo degli Emirati Arabi Uniti. La possibile interruzione del traffico marittimo nel Golfo Persico dopo le nuove sanzioni statunitensi nel contesto del ritiro dall’accordo atomico internazionale è un elemento che Washington monitora con attenzione.

LE REAZIONI DI RUSSIA E TURCHIA

L’atterraggio ha provocato la reazione turca, anche se non motivata, in quanto tutti membri della Nato. Secondo alcuni media turchi l’aereo era volato dalla sua base a Fairford in Siria, effettuando un attacco virtuale alla base di Haimim, per poi tornare a terra. E insinuano che le missioni del B-52 dalla Gran Bretagna alla Siria potrebbero avere un impatto nelle relazioni con la Russia. Sono trascorsi pochi giorni da quando il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha segnalato al collega greco Nikos Dendias le “attività anti-russe della Nato nel Mediterraneo meridionale”, sempre secondo quanto sostenuto dai media turchi. Ma si tratta di una notizia al momento non ancora riscontrata, dal momento che i comunicati ufficiali del bilaterale ellinorusso parlano della volontà comune di ripristinare gli stretti legami bilaterali che sono stati tesi nell’estate del 2018 a seguito dell’espulsione dei diplomatici russi dalla Grecia.

IL FILO FRA MOSCA E ATENE

I due ministri incontrandosi a Mosca quattro giorni fa hanno concordato di stabilire un canale ufficiale e regolare di comunicazione e per questa ragione hanno firmato un accordo che definisce il quadro per le discussioni nel periodo 2020-22. La decisione, ha affermato Dendias, segna l’inizio di “un nuovo capitolo” nei legami bilaterali. Lavrov, da parte sua, ha osservato che il nuovo governo conservatore della Grecia “ci offre l’opportunità di analizzare e rivedere le nostre relazioni bilaterali e vedere come si svilupperanno ulteriormente”.

twitter@FDepalo

 

ultima modifica: 2019-11-12T17:14:22+00:00 da Francesco De Palo

 

 

 

 

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