Bavaglio di Putin alla stampa scomoda? Le Ong insorgono

Bavaglio di Putin alla stampa scomoda? Le Ong insorgono
Il Cremlino è a un passo dal rafforzare ancora di più il suo controllo sui media considerati “scomodi”. E le organizzazioni per la difesa dei diritti umani protestano

Il Cremlino è a un passo dal rafforzare ancora di più il suo controllo sui media considerati “scomodi”. La camera bassa del parlamento russo ha approvata nei giorni passati un progetto di legge che dichiara “agente straniero” il giornalista o blogger che lavori, abbia vincoli o riceva finanziamenti dal realtà estere. Una volta concluso l’iter, la nuova normativa, rilevano gli osservatori, potrebbe ulteriormente minacciare la libertà (già condizionata) di molti media indipendenti, in un momento in cui il consenso di Vladimir Putin nel Paese è ai minimi.

CHE COSA SUCCEDE

Secondo molti analisti, questa legge – della quale Formiche.net aveva già parlato – aumenta la pressione sui professionisti dell’informazione e limita il diritto di espressione. Molte organizzazioni, tra cui Human Rights Watch e Amnesty International, hanno avvertito che con la nuova normativa il Cremlino potrebbe controllare del tutto i media, e silenziare così le voci dell’opposizione.

LIBERTÀ LIMITATA

Non solo. Harlem Desir, capo della sezione libertà dei media dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ha chiesto che la legge russa sia ritirata, perché potrebbe avere un effetto non solo sul lavoro indipendente di giornalisti e blogger, ma anche su esperti e persone che pubblicano a vario titolo informazioni online.

NON SOLO INTELLIGENCE

Fino ad ora, in Russia la definizione di “agente straniero” era stata utilizzata in ambito di spionaggio e intelligence. Nel 2017 è stata lanciata la proposta di allargarla ai media, ma solo a persone giuridiche. La giustificazione del Cremlino è che si tratti di una risposta alla misura del governo americano contro il canale statale Russia Today. Alcune organizzazioni, come il Gruppo Helsinki-Mosca, nato nel 1976, hanno deciso di rinunciare a erogare contributi economici dall’estero per non essere etichettati come “spie”.

Ora ci sono una decina di media – che ricevono finanziamenti da fuori dai confini russi – nella lista degli “agenti stranieri” in Russia; ma vi rientrano anche anche giornalisti, blogger o persone che vi lavorano o collaborano.

L’AVVERTIMENTO

Alcuni promotori dell’iniziativa cercano di rassicurare, sostenendo che la legge colpirà solo un gruppo ristretto di persone che ricevono fondi dall’estero e lavorano “effettivamente” come agenti stranieri. Leonid Levin, capo del Comitato di Politica dell’informazione della Duma, ha spiegato che “se una persona scrive di hockey o caccia alle farfalle, non sarà considerato un agente straniero […] ma se scrive sulla situazione sociopolitica del Paese, allora sì che rischia”. Parole che sono suonate come un vero e proprio avvertimento.

ultima modifica: 2019-12-02T11:30:18+00:00 da Rossana Miranda

 

 

 

 

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  • Donato zeno

    Sono Hacker americani.