Lavoro, la sicurezza è questione culturale

Lavoro, la sicurezza è questione culturale
La Uiltec della Liguria ha riunito il proprio Consiglio regionale per approfondire il tema della prevenzione e sicurezza sul lavoro che rappresenta secondo Pirani “una questione culturale ed umanistica legata indissolubilmente al valore del lavoro, alla produzione e all’economia per la crescita sociale del Paese”. Quello che è mancato in questi anni è stata l'interlocuzione con la politica. È bene colmare questo gap

In Italia ancora si muore, o si rimane feriti, sul luogo di lavoro. Si tratta di una tragedia quotidiana: a tutt’oggi le morti sul lavoro sono circa tre al giorno: una vera e propria strage. Mai come ora è necessaria una cultura più approfondita della prevenzione.

I DATI RECENTI DELL’ANMIL

“A partire dal 2015 – ha reso pubblico il vertice dell’Anmil – le denunce di infortunio sono cresciute dalle 637mila unità circa alle 641mila del 2017, con un incremento dello 0,6% e, anche per il 2018, sembra profilarsi un andamento infortunistico in linea con questa tendenza. Ma la crescita appare ancora più rilevante e significativa per i giovani lavoratori sotto i 35 anni che, nello stesso triennio 2015-2017, fa segnare un incremento di infortuni del 2,2% (da circa 167mila a 191mila), più che triplo rispetto a quello medio generale”.

IERI IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA UILTEC LIGURIA

Proprio ieri la Uiltec della Liguria ha riunito il proprio Consiglio regionale, presente il leader nazionale Paolo Pirani, per approfondire il tema della prevenzione e sicurezza sul lavoro che rappresenta “una questione culturale ed umanistica legata indissolubilmente al valore del lavoro, alla produzione e all’economia per la crescita sociale del Paese”. Pirani ha sottolineato la necessità della realizzazione di una vera cultura della vita: “Nelle gare d’appalto – ha più volte ricordato – bisogna porre la questione antimafia e la qualità del lavoro. E poi l’assicurazione infortuni deve diventare una vera e propria assicurazione di cittadinanza”.

IL CONVEGNO DEL PD DI SABATO SCORSO

Ed il sindacato dei tessili, dei lavoratori dell’energia e dei chimici della Uil ha offerto un contributo importante anche all’approfondimento in corso sulla tematica in questione nel Partito Democratico nazionale. “Quello che è mancato in questi anni è stata l’interlocuzione con la politica. Bene che si sia realizzato questo incontro per invertire la tendenza negativa. L’Italia l’unico Paese europeo che non ha una strategia nazionale in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Occorre indirizzare giuste risorse verso un obiettivo comune”. Lo ha detto Marco Lupi, responsabile del settore Sicurezza sul lavoro della Uiltec nazionale che sabato scorso ha coordinato il gruppo di lavoro “Europa e le strategie nazionali” nel corso del convegno “Obiettivo lavorare in salute e sicurezza verso il Forum del Pd” tenuto presso la sede del partito in via Sant’Andrea delle Fratte a Roma. “La nuova Commissione Europea – ha detto Lupi – dovrà indicare la strategia continentale nel prossimo lustro. Ci vuole una posizione comune in Italia per condizionare la pianificazione europea al riguardo. La politica deve ascoltare di più le parti sociali per migliorare l’azione complessiva”.

L’ATTIVITÀ DEI GRUPPI DI LAVORO NELLA SEDE DEL PARTITO A ROMA

Il convegno è stato organizzato per fare il punto della situazione nel Paese e per poter aprire un dialogo attraverso un futuro Forum sul tema, con confronti all’interno del partito con i soggetti coinvolti: parti sociali, istituzioni e operatori del Settore. Oltre a quello coordinato da Marco Lupi, ci sono stati altri gruppi di lavoro all’opera. Quello sulla Prevenzione delle piccole e micro Imprese che ha messo in risalto come la maggior parte degli infortuni in Italia accada in tipologie di azienda come queste e come uno sforzo importante di analisi e proposta diventi fondamentale per svolgere un’azione di supporto e sburocratizzazione. Poi, il gruppo di lavoro sul benessere sui luoghi di lavoro ha messo in evidenza come la tutela della sicurezza sul lavoro vada tutelata allo stesso modo della salute e del benessere complessivo dei lavoratori. Il gruppo sulle forme contrattuali e sui nuovi rischi ha ribadito come le organizzazioni di lavoro siano in continua evoluzione a causa soprattutto delle innovazioni tecnologiche; quindi, sulla base di queste modifiche organizzative e dei nuovi lavori, sono da analizzare e studiare tutti i nuovi rischi correlati. Il gruppo su partecipazione e dialogo sociale Partecipazione e Dialogo Sociale ha sottolineato con vigore l’elemento di criticità riscontrato negli ultimi anni in merito allo scarso confronto che si è avuto tra i decisori politici e le parti sociali. Infine, il gruppo sul sistema Istituzionale e l’attività di prevenzione ha approfondito i temi del Titolo I del Decreto Legislativo 81/08, in cui viene definito il sistema duale tra il livello centrale ed il livello regionale così come indicato nella nostra Costituzione. Il convegno è stato presieduto da Fulvio D’Orsi, docente di Medicina del lavoro; aperto dall’onorevole Marco Miccoli, introdotto da Daniele Ranieri, del dipartimento Salute e Sicurezza della Cgil; e chiuso da Maria Luisa Gnecchi, deputata e responsabile del Welfare nella segreteria nazionale del Pd.

Anche tra sindacato e politica si sta aprendo la strada condivisa della cultura della sicurezza che va perseguita quotidianamente, in maniera organica e ragionata.

ultima modifica: 2019-12-03T08:00:18+00:00 da Antonello Di Mario

 

 

 

 

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